L’analisi del mercato: analisi tecnica, fondamentale o sentiment

Pubblicato da: MatteoT - il: 28-09-2013 7:00 Aggiornato il: 06-11-2013 13:38

Forex: Analisi Tecnica o Fondamentale ?

Chi si affaccia al mercato del Forex, ma anche all’attività più generale del trading online, avrà già sentito parlare del fatto che un aspetto molto importante è quello dell’analisi del mercato. In sostanza sono tre le tecniche che i traders utilizzano per realizzare ciò: analisi tecnica, analisi fondamentale ed analisi del sentiment del mercato.

analisi tecnica 2

Nell’articolo di oggi andremo ad occuparci di queste tre tipologie di analisi evidenziando, per ognuna, le caratteristiche, le differenze rispetto alle altre, i vantaggi e gli svantaggi. Iniziamo, però, col dire che dopo anni in cui era l’analisi fondamentale a dominare nelle menti degli investitori, negli ultimi due o tre decenni è stata l’analisi tecnica la più utilizzata in virtù del rigore e degli aspetti matematici insiti in essa.

1) Analisi tecnica

L’analisi tecnica si basa su un presupposto fondamentale, ossia che tutto si ripete. Nonostante questa affermazione, a prima vista, può sembrare approssimativa, banale e priva di fondamento matematico, è ben evidente che il prezzo di mercato si muove in direzione della maggioranza degli investitori; maggioranza intesa non come numero, ma come capitale investito. E’ quindi evidente che se il 70% degli investitori sta comprando ed il 30% sta vendendo, il prezzo di mercato scenderà.

Ma, allora, se il prezzo si muove in base ai comportamenti degli investitori, allora è ragionevole pensare che questi si possano comportare sempre allo stesso modo ogni volta che si presenti una situazione che, pur essendo nuova, fa parte di una sorta di ” prassi del mercato “. L’analista tecnica, quindi, studia dei modelli di prezzo che si applicano ai grafici di mercato al fine di creare uno schema interpretativo universale.

Dunque l’analisi dei mercati attraverso i grafici presenta i volumi, gli oscillatori obv ed open interest; ed è differente dall’analisi fondamentale che invece va quelli che sono i bilanci, individuando il fair value. Bisogna dire che l’analsi tecnica presenta radici che partono da molto lontano, ovvero già all’alba dei primi mercati future; nel XVII° secolo in Giappone. Lì nacquero i primi mercato del riso, e contestualmente videro la luce e si svilupparono i primi meodi di analisi. In Occidente, però, il padre di questa disciplina è sicuramente Charles Henry Dow che, in coppia con mr. Jones, ideò il primo numero indice del famoso mercato americano: ovvero il notissimo Dow Jones Industrials Average.

Charles Henry Dow sviluppò questi principi base di analisi dei mercati finanziari, sfruttando le sue conoscenze, che poi sono state riprese, attraverso gli editoriali apparsi sulla stampa finanziaria dell’epoca. Grazie alla tecnologia, poi, tutti questi studi hanno ritrovato vita, riguadagnando un certo prestigio, perchè con lo sviluppo di quelli che sono gli indicatori dello stato del mercato, basati essenzialmente sugli algoritmi e rappresentati nei grafici; ora è possibile avere in tempi brevissimi e con supporti informatici tutto quello che ci occorre.

Come abbiamo anticipato in precedenza, per analisi tecnica, intendiamo l’attività che va a studiare i mercati finanziari a livello grafico. Questo lo fa, per capire le tendenze nelle serie dei prezzi di quelle che sono le attività che vengono quotate sul mercato: valute, fondi comuni, obbligazioni, commodities, azioni. Tutto questo ha il solo scopo di poter sfruttare al meglio, questi strumenti finanziari che sono a disposizione degli investitori, ovvero: opzioni, futures, acquisti a fermo. Dunque, in poche parole, si anticipano le tendenze dei mercati finanziari, e i loro punti di svolta, così da poterne trarne profitto, attraverso gli investimenti giusti.

C’è da dire che questo tipo di impostazione, però, va contro quelle che sono le conclusioni che la scienza economica ha esternato su questo tema, e che dicono esplicitamente che non è possibile tratte profitto da informazioni note. Questo è anche detto teoria di Random Walk, e in sostanza dice che non c’è differenza tra il grafico delle quotazioni di qualsiasi attività finanziaria e il suo cammino. Questa teoria, poi, trova le sue conferme in tantissime opere letterarie e altri tipi di lavori. C’è da dire che chi appunto è fautore dell’approccio tecnico, si contrappone appunto alla teoria Random Walk, andando addirittura a negarla.

Dunque, secondo questo pensiero, i mercato hanno tendenze definite in maniera molto chiara, e queste possono essere individuate facilmente e sfruttate in maniera positiva, ricavando un buon profitto, solo ed esclusivamente guardando quello che è il grafico dei prezzi delle attività finanziarie. Questo grafico presenta molto spesso formazioni grafiche molto particolari, che spessissimo vanno ad indicare anche un certo andamento futuro.

2) Analisi fondamentale

Questa si concentra maggiormente sulle vicende macro e microeconomiche che interessano lo strumento finanziario analizzato, andando a tenere in considerazione, ad esempio per le valute, tutti quegli indici che si possono ripercuotere sull’andamento della stessa. Dtiamo parlando dei dati della disoccupazione, dei dati dei prezzi al consumo, dei sussidi, della produzione industriale, del Pil, dell’inflazione, del debito pubblico e di molti alti indicatori che testimoniano, in estrema sintesi, lo stato di salute di ciò che stiamo analizzando.

Dunque, nello specifico l’analisi fondamentale cerca di prevedere, attraverso un metodo ben preciso, quello che è il valore intrinseco dell’investimento. Si basa essenzialmente sulla teoria che vede il prezzo di mercato di una risorsa, che tende sempre a spostarsi verso il suo valore reale, detto anche valore intrinseco. Quando parliamo del mercato forex, per esempio, l’analisi a cui ci riferivamo precedentemente prevede il valore del prezzo di una valuta e le tendenze di mercato.

Tutto questo avviene, andando ad analizzare quella che è la politica che fanno i vari governi, il framework, ovvero tutti i fattori sociali che sono all’interno del ciclo degli affari di una struttura. Dunque, chi opera sul mercato forex, va a misurare lo stato economico di uno stato, prendendo in esame gli indicatori macroeconomici, e tra questi:
Il PIL (ovvero il prodotto interno lordo)
Indice di fiducia dei consumatori
Commercio al dettaglio
Annuncio dei tassi di interesse
Inflazione
Gli indicatori di spesa
Bilancio del surplus del commercio
Il Deficit del commercio
Politica fiscale dello Stato
Politica monetaria dello Stato

Ci sono i pro e i contro, come in ogni cosa, anche per quel che concerne l’analisi fondamentale. Per esempio i vantaggi, in questo senso, sono che diventa importante nel riuscire a determinare quello che è il valore intrinseco di un investimento; e allo stesso modo anche ad identificare tutte le opportunità di mercato a lungo termine. Mentre per quel che riguarda, invece, gli svantaggi, nell’analisi fondamentale possimo dire che sicuramente entrano in questa categoria i tanti indicatori macroeconomici e i vari indici; che non fanno altro che confodenre gli investori meno esperti. Infatti, come abbiamo visto in precedenza, essendo tanti gli indicatori, è facile andare in confusione, e magari non riuscire a capire bene come interpretare un dato, oppure come inserirlo in un certo contesto, per poi farlo diventare favorevole al nostro lavoro.

3) Analisi del sentiment del mercato

Passiamo, infine, all’ultima tipologia di analisi che può essere definita; il mercato, almeno nel breve periodo, risulta in molti casi imprevedibile e questo significa che, seppure i dati ci fanno pensare ad un certo movimento del prezzo, questo potrebbe reagire in modo totalmente diverso dalle attese. L’analisi del sentiment di mercato serve proprio a stabilire dove si stanno dirigendo gli investitori in un dato momento.

Questa metodologia nasce con il solo obiettivo di far diventare operartivi i motivi per cui gli investitori commettono sistematicamente gli stessi errori di valutazione nel momento in cui si è chiamati ad investire i propri soldi; questo perchè si è spinti dall’avidità, oppure frenati dalla paura. Dunque, possiamo dire che l’analisi di sentiment, presenta degli indicatori molto validi, che rappresentano uno strumento utile per poter usare al meglio le proprie strategie nel momento in cui si è chiamati ad investire o a speculare.

Andando ad analizzare, quindi il mercato, possiamo dire che l’acquisto di un’azione, un fondo o altro, sarà vincente in un momento di sentiment del mercato di riferimento, decisamente negativo; mentre è giusto rivedere la propria strategia in quei momenti in cui vi è grande euforia.

Se vogliamo prendere in considerazione gli indicatori di sentiment più usati, dobbiamo assolutamente indicare il mercato finanziario americano. Infatti questo mercato azionario presenta un numero notevole di dati sul sentiment; a differenza per esempio degli stati europei. Bisogna dire che non tutti gli indicatori sono uguali, anzi ognuno presenta le sue caratteristiche ben delineate; per questo motivo è giusto dire che alcuni hanno la facoltà di individuare i massimi del mercato di riferimento, mentre altri sono ottimi per individuare i minimi.

Tra le varie caratteristiche, poi, possiamo dire che gli indicatori di sentiment hanno dalla loro una grande varietà; ed è per questo motivo che sono quasi sempre divisi per categorie, e questo sulla base delle loro caratteristiche.

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