Analisi oro e petrolio 29 aprile 2013

Pubblicato da: MatteoT - il: 30-04-2013 10:00 Aggiornato il: 29-04-2013 15:48

Non solo indici e Forex. Chi investe nel trading online lo fa anche, o forse soprattutto, sulle materie prime. Tra queste troviamo, tra i “materiali” favoriti l’oro ed il petrolio. Ma quale andamento vedranno i prezzi del metallo giallo e dell’oro nero? Vediamolo in questa approfondita analisi.

Oro

Iniziamo dall’oro. Solamente due lunedì fa avevamo assistito ad un totale e caotico crollo dei prezzi del metallo giallo che, in due sedute, era riuscito a perdere il 14%. Da lì è partito, seppur contro-trend, un movimento di recupero che potrebbe non essere ancora terminato.

Dopo il clamoroso tonfo avvenuto tra il 12 ed il 16 aprile 2013, le quotazioni del metallo giallo stanno salendo con decisione ed hanno già toccato il massimo delle ultime due settimane, posto in area 1.485 dollari l’oncia. A dare slancio alle quotazioni dell’oro sono stati aspetti tecnici: da un lato l’incremento delle posizioni net long dei large trader e, dall’altro, la ripresa degli acquisti fisici di oro da parte di India e Cina.

Barclays Capital, tramite i propri analisti, fa sapere che questa sorta di “tiro alla fune” sancirà l’andamento delle quotazioni dell’oro nel breve termine. Gli esperti della banca di investimento britannica hanno individuato una prima resistenza a 1.505 dollari per l’oncia ed una seconda in ar 1.521. I supporti principali, invece, sono situati a 1.404 e 1.356 dollari l’oncia.

Passiamo ora al petrolio. Credit Suisse, banca d’affari della Svizzera, ritiene che le quotazioni del Brent saliranno ancora nei prossimi mesi, arrivando ai 115 dollari al barile entro la fine di questo 2013. Solamente dieci giorni fa il greggio europeo era sceso sui minimi del luglio 2012 in area 96,8 dollari al barile.

Da questi livelli è partito un deciso rimbalzo tecnico, che ha riportato le quotazioni in area 103,5 dollari (+6,9%). Entro fine 2014 i prezzi dovrebbero poi attestarsi a 105 dollari al barile. Credit Suisse afferma che la sua view sul petrolio Wti deriva dal fatto che l’Arabia Saudita possa aggiustare l’offerta per limitare i rischi di ribasso dei prezzi.

Poi la banca elvetica ricorda che l’eventuale rallentamento della Cina avrà un effetto limitato sui prezzi del greggio, visto che la domanda cinese è pari solo al 12% del totale. Infine, viene sottolineato che i prezzi sono già molto bassi con limitato potenziale di downside.

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