Analisi Giornaliera Valute Forex 6 maggio 2013 e previsioni

Pubblicato da: MatteoT - il: 06-05-2013 9:14 Aggiornato il: 06-05-2013 9:15

Venerdì 3 maggio 2013, alle ore 23.00, si è chiusa la prima settimana di Forex del mese di maggio. Notoriamente questi giorni sono i più densi di dati macroeconomici, basti vedere cosa è successo con la pubblicazione dei dati americani sul mercato del lavoro. I non farm payrolls, in crescita rispetto l’ultima rilevazione e rispetto le attese degli analisti, hanno generato molta volatilità sui listini, già resi tali dopo la decisione della Banca centrale europea di giovedì, quando l’istituto di Francoforte ha deciso di tagliare di un quarto di punto il tasso di riferimento nell’Eurozona.

Economia 2

Torniamo al mercato del lavoro Usa: i dati sembrano mostrare, da qualche mese a questa parte, che il Paese americano stia davvero riuscendo nell’intento e nell’obiettivo di uscire dalla crisi economico-finanziaria originatasi tra il 2007 ed il 2008. I nuovi posti di lavoro creati sono stati 165mila, contro la release di marzo da 88mila e le attese da 128mila. Siamo tornati ad una disoccupazione, al 7,5%, che risulta essere ai livelli pre-crisi.

Il dato positivo degli Usa, se fino alla fine del 2012 avrebbe portato acquisti di valute più remunerative del dollaro,oggi ha premiato il biglietto verde contro tutte le altre major, in particolare euro, sterlina e yen; ha poi generato nuovi massimi sull’azionario, vedasi soprattutto indici americani ed il Dax tedesco e fatto crollare i corsi delle obbligazioni, il Bund è esemplare in questo caso. Hanno avuto poche ripercussioni, invece, le commodities, compreso l’oro.

In questo senso, i miglioramenti che si stanno apprezzando sul fronte del lavoro negli Stati Uniti avvicinano sempre maggiormente all’idea che la FED andrà a ridurre il suo piano di Quantitative Easing 3 per 85 miliardi in asset al mese, visto che ciò dipenderà proprio da precisi target sul fronte occupazionale dal momento che l’inflazione e le aspettative su di essa sono ancorate verso il basso, come più volte dichiarato dal suo Chairman Bernanke.

Veniamo ora all’analisi giornaliera delle valute Forex per il 6 maggio 2013 incominciando dalla major per eccellenza del mercato valutario, ossia EUR/USD: il cambio, nel finire della scorsa settimana, ha avuto importanti movimenti al rialzo che, in brevissimo tempo, l’hanno portato dal supporto a 1,3040 fino a 1,3140. Da qui è partito un movimento di consolidamento. Sul grafico orario si nota la formazione di un supporto di breve a 1,3115. Nuovi tentativi di allungo potranno aversi solo con il superamento di 1,3140; in questo caso i target saranno 1,3190 prima e 1,3220 poi.

USD/JPY: venerdì grande rialzo per il dollaro sullo yen giapponese; lo stesso, tra l’altro, si era verificato 24 ore prima. Con la violazione di 99,25 potremmo attenderci un rialzo fino a 99,55 prima e poco meno di 100 poi. Siamo vicini alla soglia psicologica, oltre che cifra tonda, che dieci giorni fa aveva respinto i corsi al ribasso. Pochi, almeno per ora, gli spunti ribassisti: in questo caso occhio alla violazione al ribasso di 99,00, con target a 98,40.

EUR/JPY: la situazione tecnica di questo cross valutario non è molto chiara in questi giorni. Negli ultimi cinque giorni, tra l’altro, si assiste ad una situazione particolare: lo yen cala sul dollaro e si apprezza nei confronti dell’euro. L’orientamento di fondo, ad ogni modo, è ancora rialzista: sopra 129,90 si potrebbe arrivare sino a 130,70 e 131. Occhio a 128,90 per eventuali shortate.

GBP/USD: qui la price action è molto simile al grafico dell’euro/dollaro americano. Prima è stato venduto e poi è stato comprato in modo massiccio tanto da riportarsi sulla resistenza di 1,56. Solamente qui si potrà capire come orientarsi nelle prossime ore. Il doppio massimo daily potrebbe far scendere i corsi fino 1,5540 prima e 1,5480 poi. Al rialzo, un eventuale superamento di 1,56, porterebbe dritto dritto e senza troppi problemi a 1,5685.

AUD/USD: la settimana per l’aussie è iniziata short complici i dati negativi sulle vendite al dettaglio e sul PMI cinese; qualora venisse violato il livello di 1,0275 si potrebbe arrivare a 1,0220.

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