Le previsioni sui cambi del 2014, operate da JP Morgan

Pubblicato da: Massimiliano - il: 27-11-2013 15:14 Aggiornato il: 27-11-2013 15:15

jpmorgan

Previsioni Cambi 2014. Come accade spesso, quando ci si avvicina alla fine dell’anno, iniziano a fioccare le previsioni da parte delle società che lavorano sul mercato azionario. Puntuali, quindi, sono arrivate le previsioni sui cambi per l’anno 2014, da parte degli analisti di JP Morgan, che hanno cercato di costruire un quadro chiaro, per capire come si muoverà il cambio euro/dollaro nell’anno che verrà. Gli analisti hanno elaborato le previsioni sui tassi di cambio delle valute più rappresentative del mondo, e noi vogliamo illustrarvi ciò che ne è scaturito, facendo presente che si tratta senza dubbio di conclusioni che all’apparenza sembrano molto veritiere.

Il dollaro statunitense e il cambio euro/dollaro

Partiamo col dire che, il mancato avvio, da parte della Federal Reserve, del tapering, è sintomatico di una riduzione da parte degli Stati Uniti, degli stimoli monetari per il prossimo 2014. Questa cosa porterà, come conseguenza, all’innalzamento dei rendimenti sia dei bond pubblici, che di quelli privati; con una maggiore affluenza di capitali, con una aumento del valore del dollaro rispetto alle principale valute mondiali. Malgrado tutto questo, però, gli analisti di JP Morgan, hanno evidenziato una stabilità per quel che concerne il cambio euro/dollaro. Secondo questi ultimi, infatti, dovrebbe rimanete stabile in un arco di 1,37/1,30; anche perchè dall’altro lato si potrebbe verificare lo stesso fenomeno con un apprezzamento dell’euro, grazie anche alla ripresa che si sta registrando nell’Eurozona.

La situazione dello Yen giapponese

Per quel che concerne, invece, la situazione dello yen giapponese, non ci dovrebbero essere grossi cambiamenti. La moneta nipponica dovrebbe continuare a rimanere debole nei confronti del dollaro americano, dell’euro e di tutte le altre valute. Tutto questo a causa della prosecuzione dell’Abenomics, che vede il raddoppio della base monetaria in 24 mesi. A questo poi, bisogna aggiungere la possibilità che il Governo giapponese possa investire gli assets del suo fondo pensione di 120 mila miliardi di yen in valuta estera. Questa manovra porterebbe la moneta del Sol Levante ad un ulteriore calo, e quindi un nuovo insuccesso su tutti i mercati finanziari.

Il Franco svizzero

Scenario differente per il franco svizzero, che invece, potrebbe risentire non poco del possibile forte afflusso di valuta straniera, nella fattispecie dell’euro, a causa della crisi che si sta verificando nell’Eurozona. In questo caso, il franco svizzero, rischia di non subire più la pressione al rialzo che aveva costretto la Banca Centrale svizzera ad istituire un tetto minimo di 1,20 nel rapporto con l’euro.

La Sterlina inglese

Discorso differente, invece, per la sterlina inglese che, grazie alla ripresa dell’economia interna, dovrebbe apprezzarsi. Il rapporto con il dollaro, quindi, dovrebbe arrivare a 1,54; ma per quel che concerne il cambio euro/sterlina, è tutto ancora da vedere, con possibili risentimenti oppure con segnali di stabilità, a causa delle contrapposte tendenze all’apprezzamento.

La Lira turca e il Real brasiliano

Per quanto riguarda la lira turca, la situazione dovrebbe prevedere decisamente un calo. Già nel 2013, infatti, la moneta turca ha provato gli effetti del deflusso dei capitali, aspettando che arrivi il tapering. Con tutta probabilità, quando ciò avverrà, il governo centrale di Ankara, per cercare di migliorare le partite correnti, lascerà che la moneta di stato si deprezzi, invece di andare ad aumentare i tassi. Discorso differente in Brasile, dove si prevede che il real possa risalire, approfittando del calo dell’inflazione, che si verificherà conseguenzialmente all’aumento dei tassi operato dalla Banca Centrale.

Resiste il Won sudcoreano e il Peso messicano. Miglioramenti per lo Zloty polacco

Sembra invece resistere bene il won sudcoreano, che già nel 2013 si è mostrato stabile, malgrado i crolli che hanno colpito tutte le valute emergenti. Stesso discorso anche per il peso messicano che, grazie al rinvio del tapering americano, dovrebbe mostrare un sensibile giovamento. Chiudiamo con lo sloty polacco che, secondo le previsioni di JP Morgan, nel 2014 dovrebbe far registrare dei miglioramenti sull’euro; e tutto questo per merito della ripresa che sarà molto più marcata rispetto al resto dell’Europa.

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