Strategia di copertura hedging

Pubblicato da: Trader - il: 25-10-2015 8:55 Aggiornato il: 25-10-2015 9:44

L’hedging, in italiano conosciuto anche come strategia di copertura, è un aspetto che tutti i trader dovrebbero conoscere. L’importanza della protezione del proprio portafoglio è tanto importante quanto la sua valorizzazione. Tuttavia, si tratta di una sfaccettatura di cui si parla molto ma che viene poco spiegata; ma anche se sei un principiante, puoi apprendere il concetto e le tecniche di hedging più elementari e più consone per un trader che è solamente agli inizi della propria carriera.

Il rischio è un elemento essenziale ma incerto dell’investimento finanziario: qualsiasi tipo di strumento finanziario tu voglia utilizzare per fare trading (quindi titoli azionari, indici azionari, valute del mercato Forex oppure le ultime arrivate opzioni binarie) troverai sempre e comunque il fattore rischio pronto ad attenderti. Ricordati sempre che è impossibile eliminare il rischio dalle attività di investimento e dalle attività di trading: l’importante è essere consci di ciò e soprattutto, di imparare al più presto a convivere con il rischio, apprezzandone i pro e tutelandosi dai contro.

A prescindere dalla tipologia di investitore a cui uno punta a diventare, avere delle conoscenze delle strategie di copertura porterà ad avere una consapevolezza più elevata di come investitori e società lavorano per tutelarsi. Servirà inoltre per comprendere meglio il funzionamento del mercato, il che ti porterà a diventare un trader migliore.

Cos’è l’hedging

Quando un trader apre una posizione con l’intento di proteggere una posizione esistente, si può dire che ha aperto una posizione di hedging. Utilizzando questa strategia in modo adeguato, un trader che ha acquistato una coppia di valute può cautelarsi contro il rischio di un movimento ribassista, mentre un trader che ha una posizione short per una coppia valutaria, può tutelarsi dal rischio di un trend rialzista. In altre parole, si può indicare con il termine inglese hedging tutte quelle strategie in ambito finanziario disegnate per ridurre il rischio di un investimento esistente sfruttando per esempio gli strumenti derivati come:

  • Opzioni Put e Opzioni Call: entrambi strumenti derivati tramite i quali l’acquirente acquista il diritto, ma non obbligo, a vendere/comprare un titolo sottostante ad un dato prezzo d’esercizio; mentre l’altra parte si impegnerà ad acquistare il titolo se l’acquirente decidesse di proseguire.
  • Vendite allo scoperto: operazione finanziaria che consiste nella vendita di titoli non direttamente posseduta dal venditore (a volte chiamata vendita a nudo o in inglese “short selling”).
  • Contratti future: vi rimandiamo al nostro articolo riguardo a cosa siano i contratti future e su come sfruttarli al meglio per fare trading online.
  • Contratti forward: un prodotto di tesoreria nel quale due controparti si impegnano a scambiarsi, a scadenza raggiunta e a prezzi prefissati in anticipo, uno specifico bene.

I metodi principali per proteggere dei trade valutari sono i contratti spot o le opzioni su valute straniere.

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I primi sono essenzialmente le tipologie di trade effettuate da un forex trader al dettaglio. Poiché questi contratti hanno una data di consegna molto ravvicinata (due giorni), non rappresentano lo strumento migliore per proteggere il proprio portafoglio. Spesso, al contrario, i normali contratti spot sono proprio il motivo per cui serve adottare una strategia di copertura. Si possono impiegare le normali strategie per le opzioni, quali straddle, strangle e spread bull e bear, al fine di limitare la perdita potenziale di un dato trade.

Strategia di hedging per il mercato Forex

Una strategia di copertura per il Forex si articola in quattro punti, tra cui l’analisi dell’esposizione al rischio di un trader, la sopportazione del rischio e la preferenza per una certa strategia. Queste componenti vanno a formare il Forex hedge:

  1. Analisi del rischio:il trader deve identificare i tipi di rischio che si sta assumendo nella posizione attuale. Bisogna poi identificare le implicazioni dell’assunzione di questo rischio senza alcuna copertura e, conseguentemente, determinare se tale rischio sia alto o basso nel mercato valutario attuale.
  2. Determinazione della sopportazione del rischio:il trader prende come modello i propri livelli di tolleranza al rischio, per determinare quanta parte del rischio della posizione deve essere coperta. Nessun trade avrà mai un rischio nullo. Sta al trader determinare il livello di rischio che è disposto ad assumersi, e quanto è disposto a pagare per rimuovere quel rischio in eccesso.
  3. Determinazione di una strategia di hedging: se si utilizzano le opzioni su valute straniere per coprire il rischio del trade attuale, l’investitore deve determinare quale strategia è più efficace.
  4. Implementazione e controllo della strategia: assicurandosi che la strategia funzioni come dovrebbe, il rischio rimarrà contenuto.

Il trading sul mercato Forex è rischioso e l’hedging è solo uno strumento che un trader ha a disposizione per contenere il rischio. Poiché l’essenza del trading è data dal binomio soldi e gestione del rischio, avere uno strumento come l’hedging nel proprio arsenale è estremamente utile.

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Non tutti i Forex broker consentono di implementare una strategia di copertura nelle proprie piattaforme. E’ importante perciò assicurarsi fin dall’inizio, dunque, che il broker scelto abbia tali opzioni disponibili presso la loro piattaforma di trading online, prima di iniziare a fare trading aprendo un account. Se messa in atto come dovrebbe, tale strategia riduce significativamente l’incertezza e l’ammontare del capitale a rischio, senza ridurre altrettanto significativamente il potenziale tasso di profitto.

Approccio meno aggressivo al mercato?

L’hedging potrebbe sembrare un approccio cauto all’investimento, destinato ad offrire un rendimento al di sotto della media del mercato, ma spesso sono proprio gli investitori più aggressivi che utilizzano le tecniche di copertura. Riducendo il rischio in una parte del portafoglio, un investitore può assumersi più rischi altrove, aumentando i propri guadagni complessivi mettendo meno capitale a rischio in ogni singolo investimento.

L’hedging viene anche utilizzato come aiuto per garantire che gli investitori possano adempiere a future obbligazioni di restituzione. Ad esempio, se un investimento viene effettuato con soldi presi in prestito, bisognerebbe “coprire” tali posizioni per garantire la restituzione di quanto ottenuto.

L’altra faccia della medaglia: il rischio dell’hedging

La determinazione del prezzo degli strumenti di hedging è collegata al potenziale rischio al ribasso del titolo sottostante. Di regola, più rischio al ribasso l’acquirente della copertura intende trasferire al venditore, e più costoso risulterà l’hedge.

Il rischio al ribasso, e conseguentemente la determinazione del prezzo di un’opzione, è principalmente una funzione di tempo e volatilità. Il motivo è che se un titolo è in grado di registrare significativi movimenti di prezzo su base giornaliera, allora un’opzione su quel titolo con scadenza fra settimane, mesi o anni sarà estremamente rischiosa e, pertanto, costosa.

D’altro canto, se il titolo è relativamente stabile su base giornaliera, c’è un rischio al ribasso inferiore, e l’opzione sarà meno costosa. Ecco perché a volte vengono utilizzate per l’hedging dei titoli correlati.

Il prezzo d’esercizio di una opzione put rappresenta l’importo del rischio che il venditore si assume. Le opzioni con prezzi d’esercizio più elevati sono più costose, ma offrono più protezione. Naturalmente, ad un certo punto, acquistare una protezione aggiuntiva non è più conveniente.

Esempio – Hedging contro il rischio al ribasso

  • L’SPY, l’indice S&P 500, viene scambiato a 147,81
  • Il guadagno previsto entro dicembre 2015 è di 19 punti
  • Opzioni d’acquisto disponibili, tutte con scadenza dicembre 2015
EsercizioCostoGuadagno previsto
guadagno (19) – put
Capitale a rischio
mercato – esercizio + put
1254,214,827,01
1305,213,823,01
1356,312,719,11
1407,711,315,51

Nell’esempio, acquistare opzioni put a prezzi di esercizio più elevati determina un minore importo di capitale a rischio, ma d’altro canto porta il guadagno complessivo dell’investimento ad essere ricalcolato al ribasso.

La teoria dei prezzi

In teoria, una copertura piazzata al punto giusto, come un’opzione put, può essere una transazione a costo zero. Il prezzo di acquisto dell’opzione put sarà esattamente uguale al rischio di ribasso atteso del titolo sottostante. Tuttavia, se questo fosse il caso, non ci sarebbe alcun motivo per non fare hedging su qualsiasi investimento.

Naturalmente, il mercato non è così efficiente, preciso o benevolo. La realtà è che per la maggior parte dei titoli, le opzioni put deprezzano i titoli stessi con pagamenti in media negativi. Ci sono tre fattori all’opera:

  1. Premio per la volatilità– Di regola, la volatilità implicita è solitamente più elevata di quella realizzata per la maggior parte dei titoli. Perché succede? Non si sa. Il risultato è che gli investitori pagano regolarmente sempre di più per la protezione contro il rischio al ribasso.
  2. Tendenza degli indici– I prezzi degli indici azionari e delle relative azioni hanno una tendenza a muoversi con un trend rialzista nel tempo. Questo aumento graduale del titolo sottostante determina un declino del valore della relativa opzione put.
  3. Decadimento temporale– Come tutte le opzioni a lunga scadenza, per ogni giorno in cui un’opzione si muove verso la scadenza, essa perde parte del suo valore. Il tasso di “decadimento” aumenta con la diminuzione del tempo rimasto alla scadenza.

Poiché il pagamento atteso di un’opzione put è inferiore al costo, la sfida per l’investitore è acquistare solamente la protezione di cui si ha davvero bisogno. Ciò significa generalmente acquistare put a prezzi di esercizio inferiore, assumendosi il rischio al ribasso iniziale del titolo.

Spread Hedging nel trading su indici

I trader che investono in indici sono più preoccupati di coprire i declini di prezzo moderati rispetto a quelli più consistenti, perché questi generi di diminuzione nel prezzo sono imprevedibili e relativamente comuni. Per costoro, un bear put spread può essere una soluzione conveniente.

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In un bear put spread, l’investitore acquista un put con un prezzo di esercizio più elevato e poi ne vende uno con un prezzo inferiore con la stessa scadenza. Questo sistema offre però una protezione limitata, perché il guadagno massimo è rappresentato dalla differenza tra i due prezzi di esercizio. Tuttavia, questo è già sufficiente per gestire un ribasso lieve-moderato.

Esempio – strategia Bear Put Spread

  • IWM, il Russell 2000 ETF, viene scambiato a 80.63
  • Si acquistano put IWM a 76 con scadenza a 160 giorni per $3,20/per contratto
  • Si vendono put IWM a 68 con scadenza a 160 giorni per $1,41/per contratto
  • Addebito al trade: $1,79/per contratto

Un investitore acquista otto punti di protezione contro il ribasso (76-68) per 160 giorni per $1,79/per contratto. La protezione inizia quando l’ETF scende a 76, una diminuzione del 6% rispetto all’attuale valore di mercato, e continua per altri otto punti.
Le opzioni sull’IWM sono molto liquido. Le opzioni su altri titoli che non sono altrettanto liquidi possono avere spread bid-ask più alti e quindi inficiare la convenienza di tali operazioni.

Estensione temporale e rolling di opzioni put

Un’altra tecnica di hedging consiste nell’acquisto dell’opzione put con scadenza più lunga. Un’opzione di sei mesi generalmente non ha un prezzo doppio rispetto ad una di tre mesi (la differenza di prezzo è solo del 50% circa). Quando acquisti una qualsiasi opzione, il costo marginale di ogni mese aggiuntivo è inferiore rispetto all’ultimo.

Esempio – Acquisto di opzione a lungo termine

  • Opzioni su IWM, scambiate a 78,20.
EsercizioGiorni alla scadenzaCostoCosto giornaliero
78573,100,054
781574,850,031
782485,800,023
785408,000,015

L’opzione più costosa per un investitore a lungo termine offre anche la protezione giornaliera meno costosa.

Le opzioni put possono essere estese con enormi benefici in termini di costi. Se un investitore ha un’opzione put a sei mesi su un titolo con un certo prezzo di esercizio, può essere venduta e sostituita da un’opzione a 12 mesi allo stesso prezzo d’esercizio. Questa pratica è chiamata rolling di opzioni.

Facendo rolling e tenendo il prezzo di esercizio vicino, ma comunque al di sotto, del prezzo di mercato, un investitore può mantenere una copertura per anni. Questo è particolarmente utile se usato insieme a strumenti rischiosi con leva finanziaria, come i futures su indici.

Spread di calendario

Il costo sempre inferiore dell’aggiunta di mesi extra ad un’opzione put crea inoltre un’opportunità di utilizzare gli spread di calendario per avere una copertura a basso costo in una data futura. Basta acquistare un’opzione put a lungo termine e venderne un’altra a più breve termine allo stesso prezzo di esercizio.

Esempio – L’utilizzo dello spread di calendario

  • Acquistiamo 100 azioni di INTC a margine a $24,50
  • Vendiamo un’opzione put (100 azioni) a 25 con scadenza a 180 giorni per $1,90
  • Acquistiamo un’opzione put (100 azioni) a 25 con scadenza a 540 giorni per $3,20

L’investitore spera che il titolo aumenti il suo valore e che l’opzione put più breve scada out-of-the-money in 180 giorni, lasciando aperta l’opzione put come copertura per i 360 giorni successivi.

Il pericolo è che il rischio di ribasso dell’investitore è per il momento inalterato, e se il prezzo del titolo diminuisce significativamente nei mesi immediatamente successivi, il trader può dover affrontare alcune decisioni complicate. Deve o non deve esercitare l’opzione put lunga e perdere il suo valore temporale rimanente? Oppure dovrebbe ricomprare l’opzione put breve e rischiare di vincolare ancora più soldi in una posizione perdente?

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In circostanze favorevoli, però, questo può rappresentare una copertura conveniente su cui si può fare rolling all’infinito. Bisogna però valutare con attenzione tutti gli scenari, per evitare di introdurre altri rischi.

Conclusione

L’hedging è il trasferimento di un rischio inaccettabile da un investitore ad un “assicuratore”. Vi sono due step: determinare un livello accettabile di rischio; poi, identificare le transazioni utili a trasferire questo rischio.
Di regola, le opzioni put a lungo termine con un prezzo di esercizio inferiore offrono la copertura più conveniente. Inizialmente sono sì costose, ma il loro prezzo giornaliero può essere davvero basso: sono così utili per investimenti a lungo termine. Possono essere effettuate operazioni di rolling su di esse, spostandole a scadenze più in là nel tempo e con prezzi di esercizio più alti, assicurandosi che ci sia sempre una copertura adeguata.

Alcuni investimenti sono più semplici da coprire di altri. Solitamente, è più semplice proteggere gli indici dei titoli azionari. Lo stesso vale per i titoli meno volatili e più liquidi.

Se da una parte l’hedging può aiutare ad eliminare il rischio di un declino improvviso nel prezzo, non serve a prevenire l’underperformance a lungo termine. Deve essere considerato come complementare rispetto ad altre tecniche di gestione del portafoglio, come la diversificazione, il ribilanciamento e l’analisi e la selezione di titoli, piuttosto che come un loro sostituto.

Vi lasciamo alla nostra sezione su e-investimenti dedicata al mondo del trading e specialmente al mondo del Forex trading, piena di informazioni e utili strategie di trading.

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