L’importanza dei grafici storici sugli indici

Pubblicato da: Trader - il: 19-02-2016 12:21

Fare trading nel mercato Forex è una attività che, come tutti i trader ben sanno, richiede di spendere una buona parte di tempo per studiare i mercati su cui si andrà ad investire.

Il primo passo che ogni trader forex deve compiere è sicuramente quello di studiare i grafici finanziari, utilizzando gli strumenti forniti dall’analisi tecnica.

grafici-storici-asset

Tramite l’analisi tecnica è possibile studiare l’andamento dei prezzi dell’asset con cui si vuole fare trading, quindi nel caso del mercato forex con una coppia di valute. Ma ciò che rimane importante è sempre essere in grado di interpretare i grafici finanziari, così come i grafici storici. Tra i 2 tipi di grafici non esiste una vera e propria differenza marcata.

Per essere precisi, anche i grafici storici sono grafici finanziari. L’unica sottile differenza è che quando si utilizza il termine grafici storici; in questo senso spesso si intendono quei grafici finanziari che coprono un periodo di trading passato.

Può quindi trattarsi di grafici finanziari che rappresentano gli scambi avvenuti negli ultimi dieci anni, o addirittura anche gli ultimi vent’anni. Spesso per le materie prime, i grafici storici sono disponibili anche per periodi molto più “datati”.

La disponibilità dei grafici storici, come avete sicuramente capito, è strettamente collegata all’asset che si vuole analizzare. Per certi asset è possibile trovare grafici storici più recenti, per altri asset invece potrebbe essere possibile trovare grafici storici anche di oltre 50 anni fa.

L’importanza di analizzare i grafici storici

analisi-tecnica-grafici-storici-forex

Vi sono diversi tipi di grafici finanziari, che possono essere usati per analizzare l’andamento dei prezzi di un certo asset con cui si vuole fare trading. Di norma il grafico finanziario più utilizzato dai trader Forex di tutto il mondo, è il grafico a candele giapponesi. Un grafico finanziario che riesce a dare un ottimo livello di informazioni al trader che lo utilizza.

La struttura dei grafici, per quanto tra loro se ne presentino differenti tipologie, prevede la costante strutturazione per cui avremo:

  • sull’asse Y (delle ordinate) si trovano i dati riferiti ai prezzi;
  • sull’asse X (delle ascisse) si trovano i dati relativi all’arco temporale di riferimento del grafico.

L’analisi visuale che offre il grafico permette di avere una visione di insieme delle fluttuazioni tra i prezzi di valute che dipende dal rapporto tra domanda e offerta, e la semplicità di visualizzazione di tale relazione che permette di trarre valide informazioni o quantomeno intuitive sui trend futuri.

In caso vogliate saperne di più su i differenti tipi di grafici finanziari che sono disponibili online, vi consigliamo di leggere il nostro articolo riguardante grafici trading online. In tale articolo è possibile avere una dettagliata panoramica dei migliori grafici per il trading online, analizzandone anche i pro ed i contro. In tal modo sarete in grado di scegliere il grafico che fa per voi, oltre a saperlo interpretare alla perfezione.

Analizzare un grafico storico diventa di fondamentale importanza nel caso che vogliate fare trading nel mercato azionario.

Infatti, l’imperativo che tutti i trader del mercato azionario seguono, è quello di “buy low, sell high”. Ovvero, comprare a poco, venderete a tanto. Più facile a dirsi che farsi.

Ma tra i vari strumenti che un trader del mercato azionario ha nel suo arsenale, vi sono proprio i grafici storici. Studiare i grafici storici fa parte dell’analisi fondamentale, un tipo di analisi che ha un’importanza cruciale nel mercato azionario.

Infatti, per riuscire a comprare a poco e vendere a tanto è necessario essere capaci di individuare il “giusto prezzo” di una determinata azione. Quando un trader riesce a determinare il prezzo giusto per un azione, ovvero il prezzo a cui quella azione dovrebbe essere scambiato, può facilmente riconoscere quando l’azione viene venduta a prezzi superiori alla norma oppure a prezzi al di sotto la norma.

In poche parole, il trader sarebbe in grado di identificare nuove opportunità di investimento.

Proprio per questo motivo diventa importante analizzare i grafici storici. Tramite l’analisi dei grafici storici, si possono andare ad analizzare tutti gli scambi effettuati anche più di dieci anni fa.

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Esempio di analisi dei grafici storici e scambi effettuati

Nell’immagine qui sopra, avete un esempio di un grafico storico, ovvero un grafico finanziario che analizza nel lungo termine l’andamento di un asset. Come potete facilmente vedere, avere un grafico finanziario del genere, rende molto più facile l’operazione di individuazione dei trend primari.

E’ possibile notare l’andamento dei prezzi per un lungo periodo, individuando i differenti periodi di trend rialzista e i periodi di trend ribassista.

Analizzare i grafici storici serve soprattutto per i trader che hanno una operatività puntata al lungo termine.

Chi si aspetta di trovare una utilità dall’analisi dei grafici storici per il trading forex a breve termine, come per esempio lo scalping, è completamente fuori strada.

I grafici storici sono utili solamente per analizzare in profondità i mercati, richiedendo anche più tempo di una normale analisi di un normale grafico finanziario.

In tal modo si può avere una veduta di più ampio respiro, potendo così analizzare i cicli di trading di un titolo azionario, oppure di una coppia di valute per il trading forex.

Un concetto che va a braccetto con quello dei grafici storici, è quello della teoria delle onde di Elliot. Andiamo proprio a vedere come i 2 tipi di concetti sono legati tra loro, perché utilizzarli in sinergia può diventare davvero molto utile per i trader che operano a lungo e medio termine.

I grafici storici e la teoria di Elliot

La teoria di Elliot, considerato uno dei padri fondatori dell’analisi tecnica, si basa sulla ciclicità dei mercati finanziari.

Secondo la teoria delle onde di Elliot, nei mercati finanziari vi sono queste onde (divise in onde di impulso e onde di correzione) che continuano a ripetersi, e che sono individuabili nei grafici finanziari.

Se questo tipo di onde continua a ripetersi nel tempo, diventando qualcosa di ciclico, se si è in grado di riconoscere queste onde, si può essere in grado di prevedere il futuro andamento del trend.

Ecco perché la teoria di Elliot può essere facilmente associata all’utilizzo dei grafici storici. Tramite i grafici storici si possono analizzare anni e anni di scambi e contrattazione sui mercati finanziari, potendo così andare a ricercare le onde di Elliot in tali grafici storici.

Onde-Elliott

Dall’immagine qui sopra potete avere un esempio di Onda di Elliot, composta da onda di impulso e onda di correzione.

In una tendenza al rialzo, quindi, potremo vedere fino a cinque onde di rialzo seguite, sempre, da tre onde di ribasso o ritracciamento.

Viceversa per un down-trend, dove vedremo 5 onde di cali seguite da 3 onde di rialzo. I 5 movimenti delle onde in direzione del trend sono chiamate onde di impulso, mentre i 3 movimenti delle onde di correzione sono dette appunto onde correttive.

Qui di seguito vi elenchiamo una serie di “linee guida” relative alle Onde di Elliot, che possono sicuramente risultarvi d’aiuto per analizzare ancora con maggiore precisione l’andamento dei prezzi utilizzando un grafico storico e la teoria di Elliot. Iniziamo con l’elencare alcune regole relative all’onda di impulso della teoria di Elliot:

  • Regola 1: L’onda 2 non può andar in ribasso più del 100% dell’Onda 1.
  • Regola 2: L’onda 3 non può essere l’onda più corta delle 3 Onde Impulsive (Che sono l’Onda 1, 3 e 5).
  • Regola 3: L’onda 4 non può sovrapporsi in ribasso all’Onda 1.

Basandoci su queste 3 regole relative all’onda di impulso, possiamo dedurre che:

  • l’onda 2 stando alla regola 1, non può andare sotto il minimo dell’Onda 1;
  • il minimo dell’Onda 4 stando alla Regola 3, non può superare in ribasso il massimo dell’Onda 1.

Concludiamo infine con altre utili linee guida relative alle onde di Elliot.

In questo caso, le seguenti linee guida che andremo ad elencare, non sono “obbligatorie”. Ovvero, non è detto che vengano sempre rispettato dal pattern ciclico delle onde. Ma, in caso di riscontro positivo sui grafici, si ottiene una conferma della presenza delle onde di Elliot. Ecco perché è sempre consigliato andare a ricercare, sul grafico storico (quindi un grafico a lungo termine), la presenza delle Onde di Elliot e vedere se si riscontrano una o più linee guida.

Tramite le linee guida, ma anche le regole precedenti, diventa possibile anticipare il corso del futuro trend ancora con maggiore precisione. In tal modo si possono individuare con estrema facilità, per esempio, i punti di inversione del trend corrente (da rialzista a ribassista e viceversa).

Passiamo quindi ad elencare le ultime linee guida.

  • Linea Guida 1: quando l’Onda 3 è la più lunga, l’Onda 5 sarà lunga più o meno come l’Onda 1.
  • Linea Guida 2: la forma dell’Onda 2 e 4 si alternerà; se l’Onda 2 è una correzione tagliente o netta, la 4 sarà una correzione piatta. In caso contrario, se l’Onda 2 sarà una correzione piatta, la 4 sarà una correzione tagliente o netta.
  • Linea Guida 3: Dopo l’Onda di Impulso (Composta da 5 movimenti), l’Onda di Correzione (Composta da 3 movimenti), terminerà nella zona vicino al minimo dell’Onda 4.

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