Made in Italy: record nel 2012, in Borsa si brinda

Pubblicato da: MatteoT - il: 05-12-2012 8:00 Aggiornato il: 04-12-2012 22:51

Nel 2012, grazie alle esportazioni, il lusso italiano continua a crescere. Insieme al fatturato ed agli utili del campione del lusso tricolore, crescono le performance dei titoli quotati, che negli ultimi 12 mesi sono saliti del 72%.

Alcune aziende della moda, come Cucinelli e Ferragamo, sono poi positive anche per il 2013. Dopo un 2012 ancora da record, la prima parte del prossimo anno potrebbe essere in salita, ma gli spazi per consolidare e aumentare i ricavi restano ampi.

Brunello Cucinelli, Cucinelli
“Il 2012 è stato un anno importante, bellissimo: la quotazione ha portato buoni risultati e prevedo un andamento molto positivo anche per i prossimi anni”. Lo ha affermato Brunello Cucinelli, fondatore dell’omonima maison, intervenendo a margine di un convegno a Firenze. Cucinelli, parlando dei primi dieci mesi in Borsa della sua azienda, ha spiegato che “è stata una bella esperienza, siamo andati in Borsa per essere più aperti, per trovare soci e custodi, per far vivere l’azienda più a lungo. Gli investitori sono tornati a lavorare con le imprese nel rispetto dei ruoli. Noi vogliamo un’azienda con crescita garbata, come si faceva trent’anni fa, e il nostro messaggio è stato molto ben recepito”.

Michele Norsa, Ferragamo
“Il 2012 è l’anno migliore che la nostra società abbia mai affrontato nella sua storia”. Lo ha affermato Michele Norsa, ad di Salvatore Ferragamo, nel corso di un convegno a Firenze. “Nel 2013 – ha aggiunto – ci sarà ancora grande volatilità sui mercati. Nella prima parte dell’anno probabilmente sarà più lenta e faticosa. Nella seconda parte probabilmente ci sarà una ripresa. Sono queste le indicazioni che riceviamo da tutti i paesi”. I consumi del lusso in Asia nel terzo trimestre del 2012 sono calati “perché gli asiatici hanno comprato in Europa”. Secondo Norsa è infatti importante che l’Europa intercetti e attiri “il flusso dei consumatori asiatici in giro per il mondo”.

Gaetano Marzotto, Pitti e Hugo Boss
“I giapponesi vogliono lo stile sartoriale italiano, ma unito ad una grande innovazione di look. Quindi sono tra i clienti più esigenti al mondo”. Lo ha detto il presidente di Pitti immagine e azionista di Hugo Boss, Gaetano Marzotto. Ognuno dei consumatori dei maggiori Paesi di sbocco del made in Italay, ha gusti diversi: “Gli americani cercano l’eleganza, la creatività, cercano i colori, lo stile dandy italiano, che piace anche ai brasiliani, che sono però molto caldi e latini, e cercano lo smart casual che non trovano a Miami”.

Paola Durante Merrill Lynch
“Nel 2012 il lusso italiano ha registrato ottime performance, soprattutto in Borsa. Infatti negli ultimi 12 mesi il lusso migliore è stato quello italiano – ha detto questa mattina l’economista Paola Durante, ad della divisione banca d’investimento di Bank of America Merrill Lynch – investendo in titoli italiani un investitore avrebbe guadagnato il +72%”. Insomma chi ha puntato su Tod’s, Brunello Cucinelli, Luxottica e Ferragamo ha quasi raddoppiato l’investimento iniziale. Secondo lo studio della banca d’affari americana, nel 2013 Usa , Brasile, Giappone e Cina cresceranno ancora. Le aziende italiane quotate in Borsa che appartengono al settore del lusso sono quattro: Tod’s, Brunello Cucinelli, Luxottica e Ferragamo.

Mario Boselli, presidente della Camera Nazionale
“Nei primi 8 mesi del 2012 l’export di Made in Italy verso Usa, Brasile e Giappone è cresciuto rispetto agli anni precedenti, ma per sviluppare ancora di più il settore dobbiamo tenerci cari i paesi del Nord del mondo dove la quota dell’export rappresenta il 90% e investire sul Brasile”. Sono le conclusioni tratte da Mario Boselli, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana nel corso di un convegno a Firenze. Confrontando la quota del 2007 (pre-crisi) con quella del periodo gennaio-agosto 2012, in Usa nel 2007 il valore della quota dell’export era di 3.034 milioni di euro, poi cresciuta del +18% nel periodo preso in esame. In Giappone nel 2007 il valore era di 1.470 milioni di euro, poi cresciuti del +20%, in Brasile la crescita è stata del +21%, partendo dai 90 milioni di euro del 2007. Secondo i dati elaborati dalla Cnmi, il fatturato dell’industria italiana della moda si ridurrà nel 2012 del 5,6%, una previsione peggiore di quella formulata a giugno (-5,6%). Confidando però nello sviluppo delle politiche europee orientate alla crescita e in un tasso di cambio dell’euro che si mantenga debole, il quarto trimestre del 2012 potrebbe dare un piccolo segnale di ripresa.

Fonte: repubblica.it

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