2013: dove investire? Bond sovrani o azioni?

Pubblicato da: MatteoT - il: 26-12-2012 10:41

Che cosa porta Natale sotto l’albergo per gli investitori? Un altro anno di “repressione finanziaria” ma anche buone occasioni d’investimento secondo gli analisti del Credit Suisse che in un report hanno illustrato i temi, settori e stili d’investimento che potranno prevalere nel corso del 2013, suggerendo come a partire dagli stessi sia possibile per un investitore ottenere il massimo rendimento possibile.

Nonostante la previsione di una moderata accelerazione della crescita economica mondiale, vista passare dal +2,6% medio del terzo trimestre di quest’anno al +3,4% medio nel 2013, per quanto riguarda il mercato del debito, gli esperti si attendono rendimenti sui titoli di stato decennali che in termini reali oscilleranno tra -1,5% e -2%, non esattamente un rendimento idilliaco per chi non ama il rischio ma anche unica strategia “politicamente pragmatica” per cercare di riassorbire in parte la disoccupazione senza dover ulteriormente inasprire la politica fiscale (ogni 1% di minor rendimento sui decennali riduce di un pari ammontare l’esigenza di stringere la politica fiscale e incrementa la crescita del Pil di mezzo punto).

Se come prevedono gli analisti le banche centrali espanderanno “aggressivamente” e in modo coordinato i propri bilanci (acquistando titoli obbligazionari sul mercato), il consiglio per chi cerca poco rischio è pertanto di investire piuttosto in asset reali a basso prezzo, come azioni del comparto immobiliare americano (Wolseley), tedesco (Deutsche Wohnen), britannico (British Land, Hammerson, Parsimmon) o giapponese (Mistubishi Estate). Ma appaiono interessanti anche titoli il cui andamento è in qualche misura indicizzato all’inflazione come la britannica National Grid o l’italiana Terna. Più caleranno i tassi reali sui titoli obbligazionari, più i titoli a crescita torneranno ad apprezzarsi, come pure continueranno ad apprezzarsi le valute dei paesi emergenti in crescita rispetto a dollaro, yen o euro.

Proprio puntare sui mercati emergenti potrebbe dunque continuare a essere una carta vincente, in particolare per quanto riguarda il settore dei consumi (che possono continuare a crescere, dato che nei paesi del Bric i consumi rappresentano mediamente il 44% del Pil, nei paesi del G7 il 63%). I consumi discrezionali in particolare dovrebbero crescere mediamente del 9% in termini reali, ossia del 12%-13% in termini nominali. Per giocarsi questo tema d’investimento non è peraltro necessario investire in titoli locali: si può invece puntare su multinazionali come Prudencial Financial, SAB Miller, Diageo, Pernod, Yum Brands, Kraft, Swatch o Mead Johnson Nutrition, così da rimanere concentrati sui settori che dovrebbero maggiormente beneficiare della crescita (alcolici, assicurazioni sulla vita, articoli di lusso).

Scendendo a esaminare i trend regionali, gli esperti suggeriscono di scommettere sui titoli di banche tedesche (le uniche per le quali si prevede nel 2013 una significativa espansione della propria attività) come Deutsche Post, Deutsche Wohnen e ProSieben. M a anche di “comprare il rischio Italia”, indicando Eni come “top pick” e giudicando il rischio politico “gestibile”. Tra gli altri mercati da tenere d’occhio si segnalano il Giappone (con Mitsubishi Estate ma anche Kyocera) e la Gran Bretagna, dove oltre ai già ricordati gruppi immobiliari vengono suggeriti i titoli BT, Capita e Sse). Francia e Australia sono invece giudicate a rischio, così come la Spagna viene mantenuta “sotto osservazione” (col titolo del Banco Sabadell che tra tutti pare quello “da evitare”).

Per quanto riguarda lo stile d’investimento, il suggerimento è di puntare in generale sui titoli a crescita e in particolare su quelli di maggiore qualità anche perché “contrariamente alla percezione, le valutazioni dei titoli a crescita non sono particolarmente elevate”. Inoltre anche nel 2013 gli investitori dovrebbero continuare a cercare titoli in grado di pagare buoni dividendi, come BT, Pro7, Roche e Seb in Europa piuttosto che Cms Energy, McDonalds, Microsoft e Ups negli Usa. A livello settoriale, infine, la view positiva in termini di crescita attesa porta gli esperti a suggerire “settori a elevato beta”, alzando a “overweight” il comparto finanziario specialmente per quanto riguarda le società di risparmio gestito europeo come Abardeen e i titoli ciclici europei, piuttosto che quelli esposti all’andamento della domanda negli Usa o al settore del lusso in Cina.

Fonte: affaritaliani.libero.it

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