Europa: Borse deboli in attesa dell’Eurogruppo

Pubblicato da: MatteoT - il: 11-02-2013 18:41

Italia, Spagna, Cipro e Grecia. Sono questi i pensieri in cima alla lista degli investitori e dei politici europei. Seppur con situazioni profondamente diverse, al momento è Cipro quella più urgente, sono questi i Paesi che non stanno consentendo alle Borse del Vecchio Continente di ritrovare lo slancio e la briosità del gennaio 2013.

Rischio spread Italia

Se a tutto questo si aggiunge l’incertezza pre elezioni in Italia, che potrebbe portare ad una maggioranza non stabile, e lo scandalo tangenti che ha investito, in Spagna, Mariano Rajoy, il contesto non può che farsi incerto e buio. Solo la riunione dei ministri delle Finanze della serata odierna può schiarire un pò l’orizzonte.

In una giornata in cui ha regnato l’incertezza, Piazza Affari ha lasciato sul terreno lo 0,61%. Positive le contrattazioni per la Popolare di Milano, che ha aperto la ristrutturazione della governance. Negative, invece, le ore per Telecom Italia che si è vista mantenere l’outlook negativo da Fitch e deve ancora scontare la delusione per il dimezzamento del dividendo da qui al 2015. In calo anche Rcs, che ha però limato le perdite dopo l’emergere dei dettagli di un piano industriale “lacrime e sangue”.

Anche il resto dell’Europa non ha fatto meglio. A Londra l’indice Ftse 100 sale dello 0,21%, a Parigi il Cac 40 segna +0,03%, mentre a Francoforte il Dax cede lo 0,24%. Anche Wall Street procede fiacca. Alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones cede lo 0,1%, mentre l’S&P 500 è invariato come il Nasdaq.

In seno all’Eurogruppo, fresco di nomina del nuovo presidente, Jeroen Dijsselbloem, sono centrali anche gli aiuti a Cipro, in merito ai quali il membro tedesco del direttivo della Bce, Jorg Asmussen, ha detto di aspettarsi che il “programma sia pronto entro fine marzo. Non c’è alcun dubbio – ha aggiunto – che se Cipro non otterrà aiuto dall’esterno scivolerà verso l’insolvibilità”. Dal summit odierno non sono attese decisioni concrete, ma “passi avanti sul dossier”.

Altri temi forti di Bruxelles, oltre alla situazione dei quattro Paesi citati all’inizio dell’articolo, potrebbero essere quelli relativi alla “guerra delle valute” ed alla possibilità che la Bce possa avviare interventi in campo monetario per impedire all’euro di tornare ad apprezzarsi minando la ripresa, già complicata, dei Paesi europei.

L’euro, nel frattempo, ha chiuso la giornata in rialzo a 1,3415 dollari e 125,31 yen. Sul versante obbligazionario, invece, lo spread si è fermato a 300 punti, con il decennale italiano che sul mercato secondario rende ora il 4,6%. In attesa delle aste italiane e spagnole di domani, oggi la Germania ha collocato bond a 6 mesi per 3,385 miliardi di euro: rendimento in rialzo rispetto alle precedenti quando i tassi erano negativi; oggi + 0,02%.

La scarsa volatilità di oggi è stata alimentata anche dalla chiusura di gran parte delle Borse asiatiche, dove si festeggiava l’arrivo del nuovo anno. Non hanno avviato le contrattazioni il Giappone, la Cina, Hong Kong, la Corea del Sud, Taiwan, Singapore e la Malesia.

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