Ftse-Mib: ancora presto per ingressi long

Pubblicato da: MatteoT - il: 22-02-2013 16:30 Aggiornato il: 22-02-2013 15:19

Come ben sappiamo, nel prossimo week end si svolgeranno le elezioni nazionali in Italia; domenica 24 e lunedì 25 febbraio 2013 tutti gli italiani sono chiamati a votare per scegliere la composizione del prossimo Parlamento ed il premier che dovrebbe guidare il nostro Paese per i prossimi 5 anni.

analisi tecnica 2

Il momento è molto delicato ed i mercati finanziari, dopo il forte rally di gennaio 2013, si sono presi una pausa per cercare di comprendere chi sarà a guidare il Belpaese nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Tra le tante soluzioni prospettate ne troviamo alcune che sono viste di buon occhio ed altre che, inevitabilmente, non sembrano piacere molto agli investitori.

Il Ftse-Mib, tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013, è letteralmente schizzato in alto sfiorando i 17.700 punti; da qui, però, è partito un pesante ritracciamento che ha portato i corsi dapprima in area 17.000 punti e, poi, in area 16.100 punti. I motivi sono stati diversi: gli scandali che hanno coinvolto Mps ed Eni, ma anche il profit warning lanciato da Saipem. In ultimo, non per ordine di importanza, anche il caos politico.

Se fino al termine del 2012 il risultato delle elezioni sembrava piuttosto eloquente, larga vittoria per Bersani ed il suo centrosinistra con Vendola, il recupero messo a segno dal Pdl di Berlusconi ha riaperto i giochi. Ora, nonostante il centrosinistra sia ancora in vantaggio, non si possono escludere sorprese che, oltre all’ex premier, riguardano anche Monti e Grillo.

I mercati, come ben sappiamo, vedono di buon occhio una vittoria del centrosinistra, purchè poi si sviluppi una intesa con il centro di Monti, con l’ex premier candidato ad un ruolo di protagonista come ministro delle Finanze o, ancora di più, come ministro degli Esteri. Molto preoccupante, per gli investitori, sarebbe invece un Grillo al 20% che darebbe instabilità politica o un Monti non inserito al Senato.

Una nota a parte la merita lo scenario di un nuovo governo Berlusconi; i mercati si sono espressi negativamente su questa opzione perchè non porterebbe l’Italia a proseguire sulla via delle riforme e del rigore avviata con Monti; il motivo principale è la volontà dell’ex premier di dar seguito alle sue promesse elettorali, tra cui figura la restituzione dell’Imu.

Torniamo, tecnicamente, ai mercati finanziari; il Ftse-Mib, dopo essersi mosso in laterale in un range compreso tra i 16.350 ed i 16.750 punti, ha accelerato al ribasso nella giornata di ieri quando si è contratto andando a testare i 16.000 punti. Il supporto si è confermato importante ed affidabile, ma a seconda dell’esito del voto potrebbero partire movimenti direzionali molto importanti.

Iniziamo col dire, come sappiamo tutti, che prendersi un bel gap in apertura nella direzione contraria alla nostra operazione è un qualcosa che certamente non fa piacere. Continuiamo col dire, poi, che molti traders che seguono i dettami dell’analisi tecnica non traderanno i rumors o le news elettorali, ma preferiranno entrare a mercato solo a seguito di segnali operativi interessanti.

Ad ogni modo possiamo affermare che non è corretto entrare a rialzo al di sotto delle resistenze poste in area 16.700-16.800 punti e, viceversa, entrare a ribasso sopra i 16.000 punti. Una strategia attuabile da chi volesse approfittare di questa tornata elettorale, rischiando del suo però, potrebbe essere quella di entrare a mercato lunedì pomeriggio con i primi exit pool, sperando che si possano verificare attendibili.

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