Moody’s e Roubini negativi sull’Italia

Pubblicato da: MatteoT - il: 27-02-2013 15:05

Il risultato elettorale sempre meno convincente preoccupa, e non poco, Moody’s. L’istituto internazionale di rating, infatti, mette in allerta l’Italia sul rischio di un possibile downgrading del rating. L’esito del voto politico a livello nazionale, molto incerto, potrebbe avere pesanti ed importanti ripercussioni negative sul nostro Paese.

Errore

Gli analisti dell’agenzia di rating americana, in una nota diffusa questa notte, spiegano che stanno aumentando le possibilità di un ritorno al voto. Un fatto che avrà una contro-partita amara in quanto prolungherà l’incertezza politica del paese.

Dopo le elezioni italiane, il cui esito è stato così incerto, per Moody’s è forte il rischio di un “riaccendersi della crisi nella zona euro”, perché le implicazioni del voto vanno “ben oltre la sola Italia”. “Prenderemmo in considerazione un downgrade del rating del debito italiano – si legge nella nota – nel caso di un concreto peggioramento delle prospettive del Paese o di difficoltà nella realizzazione delle riforme”.

Anche “un peggioramento delle condizioni di finanziamento, come risultato di nuovo, sostanziale shock economico interno e di shock finanziari per la crisi dell’area euro porterebbero a pressioni al ribasso sui rating dell’Italia”. Moody’s, nel luglio del 2012, ha assegnato all’Italia un rating Baa2 con outlook negativo.

Ma per l’economista Nouriel Roubini “lo spread può arrivare a qualsiasi livello. Se l’Italia rientrerà in zona rischio o perderà l’accesso ai mercati, magari trascinando la Spagna, stavolta sarebbe molto peggio che nel novembre del 2011″. A suo avviso come segnalato in un’intervista a La Repubblica è l’ingovernabilità “la peggiore parola che i mercati possono sentire”.

Intanto, nella giornata di oggi primo grande appuntamento post-elettorale per il Tesoro sui mercati. L’Italia ha collocato Btp a 5 e 10 anni. I risultati si sono dimostrati, a sorpresa, meno negativi delle attese.

Il ministero delle Finanze ha collocato titoli per 4 miliardi di euro con scadenza 2023 ad un tasso del 4,83%; rendimento in rialzo rispetto al 4,17% precedente, ma non ancora alla soglia psicologica del 5%. Il valore è comunque al record dall’ottobre del 2012. Il bid to cover è stato pari a 1,654.

Oltre al decennale, l’Italia ha emesso anche titoli a cinque anni. La scadenza a 2017 ha visto un tasso del 3,59% in netta crescita rispetto al 2,94% dello scorso 30 gennaio. Si conclude così la tre giorni di aste, che nella giornata di ieri ha visto protagonista il collocamento di Bot a sei mesi, con il rendimento che è salito all’1,237%, al record da ottobre. Due giorni fa emessi i Ctz a scadenza 2014: anche in questo caso rendimenti in crescita.

Una notizia negativa, invece, arriva dai Cds. I credit default swap, contratti per assicurarsi dal rischio di default, portano l’Italia ad essere più rischiosa della Spagna. Questo risultato non si vedeva da un anno a questa parte.

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