Groupon in crisi: – 75% dall’Ipo

Pubblicato da: MatteoT - il: 03-03-2013 14:51 Aggiornato il: 12-09-2013 12:16

Groupon entra ufficialmente in crisi. Il titolo perde oltre il 20% del suo valore a causa dei risultati di bilancio non molto confortanti. L’outlook per il futuro non è ottimale ed il licenziamento dell’ad Andrew Mason ha generato una vera e propria ecatombe per l’azienda leader nei coupon. Questi buoni giornalieri sembrano non piacere il più o, almeno, non sembrano ottenere l’entusiasmo che avevano generato all’inizio della sua avventura.

Il risultato è che la società ha terminato il quarto trimestre con un rosso di bilancio di 81,1 milioni di dollari, e con ricavi +30% a 638,3 milioni di dollari, sotto le attese di Wall Street.

“Dopo un’esperienza meravigliosa come ceo di Groupon, durata quattro anni e mezzo, ho deciso che vorrei trascorrere più tempo con la mia famiglia…Sto scherzando. Sono stato licenziato oggi” ha scritto in una email ai propri dipendenti Mason. Il mercato ha apprezzato il licenziamento, visto che subito dopo la notizie le quotazioni sono balzate +10%.

Le condizioni in cui versa il gruppo si sono riflesse sulle quotazioni; dallo sbarco in Borsa, avvenuto nel novembre del 2011, Groupon ha perso oltre il 75% del suo valore. Dal bilancio è poi emerso che al fine di espandere il proprio business, Groupon è stata costretta ad accettare commissioni più basse dai vari commercianti: pronostici negativi per il futuro, con l’attività di Groupon Goods che secondo le stime dovrebbe andare male nel trimestre attuale.

La crisi di Groupon non è certo nata ieri, tanto che Wall Street Italia dedicò alle difficoltà del gruppo un articolo Groupon diventa Groupoff, mettendo in rilievo già a fine 2011 i timori dei mercati sul rischio di erosione dei margini, a causa dei costi crescenti nel mercato e per la maggiore competizione di altri concorrenti quali LivingSocial.com, supportato da Amazon.

Una prima difficoltà la società la avuta quando si è scoperto che commercializzava falsi Tissot in Cina; ma gli ostacoli maggiori sono arrivati recentemente, quando i clienti di Groupon e Groupalia hanno iniziato a capire di essere poco ben accetti presentandosi nei vari ristoranti, hotel, agriturismi o villaggi vacanze con questi buoni scontati. Che il business sia in crisi?

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