Milano in rosso in attesa della Bce

Pubblicato da: MatteoT - il: 04-03-2013 18:48

Il primo punto all’ordine del giorno del summit dell’Eurogruppo riguardava, almeno formalmente, il salvataggio di Cipro. Il Paese, come vi avevamo già riferito nelle scorse settimane, ha richiesto un’iniezione di liquidità di 18 miliardi di euro. Oltre a questo tema cruciale per la moneta unica, è l’Italia a catalizzare l’attenzione internazionale oltre che europea.

debiti

Nella riunione svoltasi oggi, che proseguirà con l’Ecofin, si è parlato dello stallo italiano nel post-voto. Nel Vecchio Continente la situazione emersa nel nostro Paese lunedì scorso è stata interpretata da molti come un referendum contro le politiche di austerità imposte all’Italia da Bruxelles e Berlino.

“Sembra che dopo il voto italiano l’alternativa dell’Europa sia tra i programmi di austerità e rigore di bilancio e la crescita. Ma è una premessa sbagliata”, ha detto Angela Merkel venerdì scorso. Le ha fatto eco lo stesso Rehn a colloquio con Der Spiegel: “Non risolveremo i nostri problemi accumulando nuovo debito su quello esistente”, ha ammonito. Entrando alla riunione odierna, il francese Pierre Moscovici ha detto che bisogna “discutere di come trovare un nuovo equilibrio tra consolidamento dei conti e sostegno alla crescita”.

In un contesto di così ampia incertezza, le Borse non hanno potuto certamente chiudere in positivo. Piazza Affari, dopo i 3,5 punti percentuali persi nella scorsa settimana, chiude le negoziazioni in calo dello 0,85%. All’interno del listino sospesa Mediobanca per eccesso di volatilità dopo che il ribasso era arrivato al – 5%. Vendite su Telecom Italia Media nel giorno della cessione di La7 ad Urbano Cairo.

Tra le altre Borse perdite minori per Francoforte che cede lo 0,21% e l’Ftse 100 di Londra che arretra dello 0,52%. Brilla invece Madrid che riesce a segnare un progresso dello 0,72% in virtù della tenuta del comparto finanziario. Il rialzo di Parigi (+0,27%) è invece influenzato dall’impennata di alcuni titoli isolati, come Veolia e France Telecom, che guadagnano entrambe oltre il 6%.

Sul fronte obbligazionario, permane la tensione per lo spread. Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund a dieci anni sale a quota 345 punti base dopo aver toccato picchi a 350 punti. La cedola offerta dai titoli di stato italiani a dieci anni sul mercato secondario si ferma al 4,8%.

Non positivo il quadro a Wall Street, dove tiene banco la questione dei tagli automatici alla spesa pubblica partiti venerdì notte a causa del mancato accordo sul fiscal cliff. Alla chiusura dei listini del Vecchio Continente, ribasso dello 0,10% per il Dow Jones, mentre Nasdaq e S&P rimangono invariati.

A livello macroeconomico, sempre negli Stati Uniti l’indice Ism di New York è salito più delle attese a 58,8 punti in febbraio. Eurostat ha rilevato un aumento dello 0,6% dei prezzi alla produzione industriale a gennaio nell’Eurozona (stessa variazione nell’Ue a 27 Paesi); nel raffronto annuo il dato è +1,9%. In Spagna si segnala l’aumento del numero di disoccupati oltre 5 milioni, anche se a febbraio la corsa dei senza lavoro ha frenato al +1,19% rispetto al +2,7% di gennaio.

Sul fronte valutario, euro che chiude stabile a 1,3005 dollari ed a 121,41 yen. La tendenza resta al ribasso, a causa delle incertezze economiche dell’Eurozona e di quelle politiche in Italia. Gli operatori attendono le prossime mosse della Bce, della BoE e della BoJ. Francoforte, giovedì prossimo, potrebbe anche decidere, a sorpresa, un taglio del costo del denaro.

Nella mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso con un guadagno dello 0,4%, mentre le altre Piazze dell’Est hanno accusato il crollo del mercato immobiliare cinese: chiusure pesanti per Hong Kong (-1,5%) e Shanghai (-3,6%). Secondo la Banca centrale di Pechino – inoltre – nel 2013 i prezzi al consumo saliranno intorno al 3% (dal 2,5% del 2012), ma “resteranno sotto controllo”.

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