Piazza Affari chiude in rosso

Pubblicato da: MatteoT - il: 26-03-2013 18:19

Altra seduta in altalena per le Borse europee che, dopo lo scivolone di ieri sulla scia della questione Cipro, faticano a chiudere con un rimbalzo tecnico. Peggiori in Europa, ovviamente, Milano e Madrid. Sul listino di Piazza Affari pesa la continua e costante incertezza politica, dovuta alla difficoltà sempre maggiore di Bersani di far quadrare i conti per una possibile maggioranza, e la paura per un nuovo downgrade del rating italiano di Moody’s. Alla fine della giornata, il Ftse-Mib ha perso lo 0,95%.

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L’effetto positivo del salvataggio di Cipro, sui listini finanziari, è svanito dopo che Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo, ha definito quello adottato a Nicosia “un modello per risolvere future crisi bancarie”, lasciando aperta la possibilità di nuovi prelievi forzosi oltre i 100mila euro anche in altri Stati. Posizione, in seguito, rettificata da Benoit Coeure, membro del Comitato Esecutivo della Bce.

Anche la Commissione Ue ha detto la sua, ricordando che il piano per Cipro non è il modello perfetto da usare in futuro, ma ha aggiunto che “non è escluso che i depositi sopra i 100mila euro possano essere strumenti utilizzabili per il bail-in”. Fitch ha intanto declassato a default tecnico Bank of Cyprus e Laiki Bank, dopo l’intesa sulla loro ristrutturazione che porterà allo smantellamento della seconda e alla fusione dei suoi asset sani con la prima.

In questo contesto, con la crisi sempre più pressante in Italia, è stato inevitabile vedere un Ftse-Mib in calo. E questo è avvenuto nonostante i buoni risultati dell’asta dei Bot. Il ministero delle Finanze italiane, infatti, ha collocato per intero gli 8,5 miliardi di euro di titoli a sei mesi. I tassi sono risultati essere in forte calo: rendimento medio a 0,831% rispetto all’1,237% di febbraio 2013. Lo spread, però, è tornato sopra quota 320 punti base.

Volatile il comparto delle banche, Telecom ha pagato con un calo consistente i tagli di giudizio da parte di BofA Merril Lynch e Barclays, in seguito alla rinegoziazione del debito a un tasso superiore a quello precedente. Sotto i riflettori Mps, chiamata giovedì alla prova dei conti; in forte rialzo Bpm.

Nel resto d’Europa Londra ha recuperato lo 0,35%, Parigi ha guadagnato lo 0,55% e Francoforte lo 0,11%. Atene ha perso il 5,28%, pagando i forti legami con Nicosia.

Allo stop degli scambi nel Vecchio continente Wall Street si muove in positivo, spinta da una serie di dati positivi: Dow Jones e S&P 500 guadagnano lo 0,5%, il Nasdaq lo 0,3%. Gli investitori hanno apprezzato il rimbalzo degli ordini di beni durevoli, in progresso del 5,7% a febbraio alla quota destagionalizzata di 232,11 miliardi di dollari. Il dato è sopra le attese degli analisti che si attendevano un progresso del 4%.

Dal punto di vista valutario, l’euro chiude al di sopra dell’importante supporto posto in area 1,28, ma resta decisamente vulnerabile visto l’incertezza che aleggia nel Vecchio Continente. Il cambio euro/yen si fissa a 121,18 e quello dollaro/yen a 94,23.

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta odierna in calo dello 0,60% a causa della crescita dello yen determinata dalle preoccupazioni per Cipro e per la zona dell’euro. A fine giornata l’indice Nikkei dei 225 titoli guida ha perso 74,84 punti, chiudendo a quota 12.471,62 punti. L’indice più ampio Topix ha segnato una flessione dello 0,27%.

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