Rcs: Della Valle dichiara guerra ad Agnelli

Pubblicato da: MatteoT - il: 05-07-2013 12:00 Aggiornato il: 04-07-2013 21:25

Fiat

Si arricchisce e si complica di particolari la vicenda Fiat-Rcs. Diego Della Valle, infatti, è pronto a salire al 20% del capitale di Rcs, la holding che controlla anche il Corriere della Sera. E’ stato lo stesso imprenditore toscano ad annunciarlo, rispondendo alle domande rivoltegli in conferenza stampa: “Se il piano funziona, prendiamo anche tutto l’inoptato e quindi anche più del 20%”. “Speriamo che non ci sia da fare una battaglia”. “Domani sottoscriverò l’aumento di capitale”.

“Convivenza con la Fiat? Sì, se condivide revisione piano, e dice sì a governance moderna. Io non avrò nessun ruolo, con Fiat non ho parlato”, ha aggiunto Della Valle. “Auspico 5 azionisti al 10% e poi governino azienda con competenza”.

Il patron di Tod’s ed Hogan, quindi, prende le distanze dal recente acquisto da parte della Fiat del 20% del capitale del gruppo editoriale, ma poi si affretta ad affermare che non si tratta di un problema tra Jaki e Della Valle, ma di una questione complessa su come gestire questo gruppo.

La telefonata con cui John Elkann annunciava al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che Fiat aumentava la propria quota è stata “una sceneggiata di cui il Paese non aveva bisogno”, accusa l’imprenditore.

“Non mi è sembrata una cosa giusta – ha aggiunto – strumentalizzare una telefonata come fosse un rapporto tra capi di Stato. Hanno rastrellato i diritti d’opzione per poi alzare il telefono e dirlo al Capo dello Stato, mi lascia perplesso. Se hanno mezz’ora di tempo potrebbero telefonare a Pomigliano o andare a trovare i lavoratori all’Ilva di Taranto“.

“Cosa pensiamo sul piano, sulla governance e su come va gestita l’azienda è noto. Noi abbiamo sempre espresso la nostra opinione, non abbiamo votato l’aumento in assemblea, tutto è chiaro e noto. Dopo l’assemblea, ci sono stati alcuni incontri richiesti dalle persone interessate, per trovare una soluzione a tutto questo“.

Ad oggi è azionista del gruppo con una quota dell’8,7%, non apportata però al patto di sindacato, l’insieme di azionisti che governano la società. Il patto “per me non deve esistere più”, ha affermato Della Valle e ha aggiunto: “Vi sono stati alcuni incontri e telefonate con le persone interessate” tranne Fiat, e ha dichiarato di aver ricevuto garanzie sulle modifiche da apportare nella governance dell’azienda. “Siamo tutti d’accordo che il piano va rivisto e che serve una governace moderna – ha aggiunto della valle – noi ci fidiamo di quello che c’è stato detto, poi vedremo”. Alla domanda se avesse avuto in tal senso rassicurazioni da Intesa Sanpaolo e Mediobanca, ha risposto: “non solo loro, ci sono anche altre azionisti”.

Quanto all’amministratore delegato, Pietro Scott Jovane, “Io non ho mai detto che non va bene, anche se me lo hanno sempre messo in bocca”. “Io penso che le persone assunte non debbano mai essere buttate a mare – ha proseguito il patron della Tod’s – io non ho mai detto che non va bene, semmai glielo devono dire le persone che sono nel cda”. “Rcs è un’azienda che ha dei problemi, ma non bisogna considerare l’ipotesi di mandare a casa delle persone come soluzione più facile. Bisogna avere altre idee e percorrere altre strade”.

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