Giornata nera per le Borse Europee: bruciati 150 miliardi di euro

Pubblicato da: Luca M. - il: 14-08-2008 2:35

Giornata nera quella di ieri nelle Borse Europee. I valori mobiliari tornano a mostrare il loro lato peggiore, causa anche l’inquietudine che da un anno ha impresso carattere volatile e cedente agli scambi azionari di quasi tutto il mondo. La crisi nata con i mutui subprime, nella sua coda finanziaria e nei suoi effetti sulla congiuntura, continua a penalizzare gli indici, che hanno aperto la seduta in territorio negativo, e poi sono scivolate sempre più in basso sulla scia delle chiusure di Wall Street e dell’Asia, continente in cui le Borse stanno ai minimi da due anni.

Col passar delle ore i cali frazionali si sono ampliati, per il peggioramento del comparto finanziario dopo l’avvio delle Borse americane, e la presenza di singoli spunti negativi come quello che ha travolto Fiat e la controllata americana Cnh.

A conti fatti le piazze continentali hanno mandato in fumo 153,9 miliardi di euro di capitalizzazione. L’indice Dj Stoxx, che fotografa l’andamento complessivo, ha perso il 2,25%. Nel dettaglio, a Londra l’indice Ftse ha chiuso in calo dell’1,55%; a Francoforte il Dax è arretrato del 2,49%; a Parigi – 2,56.

A Piazza Affari l’indice Mibtel ha chiuso con un calo dell’1,91% a quota 22.081, mentre l’S&P/Mib perde il 2,12%. Tutto con scambi stabili sopra i 2,5 miliardi di euro. Se le ambasce di Ubs, Jp Morgan, Credit Suisse e l’immobiliare giapponese Urban al fallimento costituiscono la cornice finanziaria, si profilano sempre più chiari segnali pessimistici per le principali economie del mondo, e i loro listini ne prendono atto. Il Pil giapponese è sceso del 2,4% tra aprile e giugno su base annua, e negli States i dati macro sulle scorte delle imprese, più alte del previsto, confermano che il ciclo è in frenata. Le blue chip bancarie sono tra le azioni peggiori: Banco popolare perde il 6,5%, Mps oltre il 5%, Intesa Sanpaolo e Unicredit oltre il 3%.

Contengono le perdite i colossi energetici Eni ed Enel, mentre anche tra gli industriali c’è chi soffre, con Fiat e i cementieri in prima fila. La maison torinese dell’auto ( – 4,4%) è penalizzata dai conti di Deere, il colosso della trattoristica Usa in pesante ribasso dopo la pubblicazione di un utile per azione inferiore alle stime degli analisti. Deere ha trascinato Case New Holland, la controllata di Fiat che rappresenta una parte significativa dei profitti degli Agnelli. Deboli anche i titoli editoriali e quelli del lusso, specie Luxottica che ha perso il 5,3%. L’unica società in decisa controtendenza è ancora Seat, che dopo essere stata sospesa al rialzo guadagna un altro 9% nonostante abbia ribadito che non ci sono novità in vista.

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Luca M.

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