Mediaset: rally in Borsa. Nel 2013 + 129%

Pubblicato da: MatteoT - il: 07-08-2013 12:14 Aggiornato il: 07-08-2013 11:23

mediaset

Una settimana dopo le consultazioni elettorali, il 4 marzo 2013, nessuno avrebbe pensato che sarebbe potuto accadere ciò. Un Paese senza una maggioranza seria e solida in grado di governare, una situazione politica profondamente instabile in una nazione che aveva bisogno di tutto tranne che di caos. E i giudizi su Mediaset? Assolutamente negativi.

Oggi la sinfonia è profondamente cambiata. Il 6 agosto 2013, cinque mesi dopo quel fatidico 4 marzo 2013, il titolo del Biscione naviga ad oltre 3,5 euro per azione ed ha chiuso ieri con un + 1,5% dopo aver toccato durante la giornata un massimo al +4%.

Un rally costante tanto che le azioni del gruppo di Cologno Monzese, dopo aver mostrato un certo nervosismo la scorsa settimana prima della conferma della condanna al leader del centrodestra, sono tornate a crescere. Da inizio anno Mediaset segna un rialzo di oltre il 129%, che lo incorona miglior titolo di tutto il listino principale di Piazza Affari. Di più: dal 16 novembre scorso il rialzo è del 205%, da 1,166 euro ai 3,5 euro di oggi.

I volumi sono assolutamente in linea alla media con 4,8 milioni di pezzi trattati contro gli scambi medi di una seduta intera pari a 11,5 milioni. Gli acquisti del titolo Mediaset, inoltre, sono influenzati anche dal recente report di Deutsche Bank che ha rivisto il giudizio da “hold” a “buy”, alzando anche il target price a 4,50 euro rispetto i precedenti 4 euro.

Secondo la banca d’affari delle «chiare valutazioni e opportunità di upgrade stanno diventando rare tra i media europei. Il ritracciamento del titolo Mediaset negli ultimi giorni offre un attraente nuovo punto di ingresso sul titolo».

Deutsche Bank consiglia pertanto di acquistare il titolo del gruppo di Cologno Monzese per sfruttare le prospettive di recupero del mercato pubblicitario nell’Europa meridionale che già sono state invece abbondantemente prezzate dalle quotazione delle società spagnole del comparto.

«I rischi politici, di laverage e di calo dell’audience sono questioni contenibili», aggiunge. In particolare «le prospettive di un governo di sinistra con il chiaro mandato per una radicale modifica legislativa» che possa forzare Mediaset a cedere quote di mercato pubblicitario o a vendere canali, «sembrano remote».

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