Borse europee a picco in avvio per paura di recessione poi riducono le perdite

Pubblicato da: Luca M. - il: 16-10-2008 5:32

Nuovo crollo delle Borse europee in avvio di seduta, dopo il pesante ribasso di Wall Street di mercoledì innescato dalla paura della recessione.

A Milano Piazza Affari ha aperto in calo del 4,4%, ha subito dopo accelerato la picchiata ma poi ha ridotto le perdite e cede ora intorno al 3%. Male anche Francoforte, Londra e Parigi. Alla Borsa di Milano ancora in deciso ribasso i titoli Unicredit e Fiat.

L’allarme recessione è scattato anche in Asia e, all’indomani di un dato deludente sulle vendite al dettaglio negli Usa, le piazze finanziarie orientali hanno messo a segno un nuovo scivolone, che ha riportato il clima teso della scorsa settimana. Il tutto aggravato dall’annuncio di Standard & Poor’s, che potrebbe rivedere al ribasso la propria valutazione sulle banche coreane, che ha riacceso la spia rossa della crisi finanziaria.  Risultato, Tokyo ha lasciato sul campo l’11,41%, Seul il 9,44% ed Hong Kong il 7,58%.

Il tasso Euribor a tre mesi, l’indicatore usato anche per calcolare l’importo delle rate dei mutui a tasso variabile, ancora in calo: oggi è stato fissato a 5,09% da 5,168% del fixing della vigilia. Si tratta del livello più basso dal 25 settembre. I discesa anche i tassi di riferimento a sei mesi (a 5,163 da 5,235) e quello ha un mese (a 4,773 da 4,867), rispettivamente scivolati ai minimi dal 3 e dal 20 settembre.

Vigilanza europea. La presidenza francese dell’Ue – di fronte all’acuirsi della crisi finanziaria – prova a rilanciare la proposta di un sistema di vigilanza a livello europeo per banche e assicurazioni. Nell’ultima versione delle conclusioni del vertice dei leader dell’Ue – in corso a Bruxelles – è stato infatti aggiunto un passaggio in cui si sottolinea la necessità di un rafforzamento della supervisione sui mercati «in vista dello sviluppo di un sistema coordinato di vigilanza a livello europeo».

Il petrolio Brent accentua il ribasso rompendo anche quota 68 dollari al barile e viene trattatointorno a 67,6. A spingere giù il greggio gli accresciuti timori di recessione a livello globale che lasciano prevedere un calo dei consumi di energia. In sintonia si muove il greggio Usa Wti, con la consegna novembre che cede il 3,72% a 71,77 dopo un minimo di 71,50.

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Luca M.

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