Come investire nel Biotech? Guida all’investimento in società biotecnologiche

Pubblicato da: TommasoP - il: 29-09-2017 9:04 Aggiornato il: 01-11-2017 11:55

In questa guida cercheremo di approfondire un settore che oggi sta andando per la maggiore: l’investimento nel Biotech.

Se anche tu sei alla ricerca del modo più corretto per investire nel Biotech, allora è fondamentale che tu legga questa nostra guida con tutti gli approfondimenti del caso.

Guida all’investimento in società biotecnologiche

Guida all'investimento in società biotecnologiche

Guida all’investimento in società biotecnologiche

Tieni presente che si tratta sempre di società biotecnologiche le quali suscitano grande interesse tra gli investitori.

Infatti il  settore biotech è molto redditizio ma allo stesso tempo è molto rischioso.

Ma cosa si intende esattamente con questa locuzione?  Come investire?

Sappiamo bene che da qualche anno ad oggi le biotocnologie hanno suscitato degli interessi sempre maggiori, interessi soprattutto tra i trader e gli investitori dei mercati finanziari.

Il perché lo si potrebbe intuire molto semplicemente.

E’ chiaro che puntare oggi nel settore biotech ovvero sulle società biotecnologiche quelle giuste però, rappresenta un ottimo punto di partenza dove il guadagno potrebbe anche essere molto elevato.

Questo infatti oggi è definito come un settore ad alto potenziale.

Ma per comprendere bene tutto questo, non dobbiamo far altro che  comprendere quali sono le società biotecnologie e come operano, quelle che sono le opportunità e i rischi di investimento e come investire nel Biotech.

Comparto Biotech: caratteristiche e struttura

A questo punto, dobbiamo comprendere bene che la biotecnologia è definito come quel ramo della biologia grazie alla cui applicazione della tecnologia su esseri viventi permette di ottenere di beni o servizi per soddisfare i bisogni della società.

Comparto Biotech caratteristiche e struttura

Comparto Biotech: caratteristiche e struttura

In generale queste società biotecnologiche oggi studiando quelle che possiamo definire come delle evoluzioni delle malattie.

Per far questo sperimentano tutto prima su animali e poi sull’uomo e cercano di trovare una soluzione a malattie le cui cure sono inefficaci o anche inesistenti.

Ecco dunque che le società di biotecnologie cercano, anche attraverso studi molecolari, di modificare lo sviluppo degli organi di una malattia ed in questo modo si cerca di trovare la soluzione e quindi l’arresto o la guarigione.

E’ chiaro che gli studi ovviamente richiedono anni di ricerche e autorizzazioni da parte delle autorità preposte al fine poi di procedere alle successive fasi di sviluppo della tecnologia.

Le fasi di sviluppo di un farmaco

A questo punto cerchiamo di capire quelle che sono le fasi di sviluppo di un farmaco. Per far questo, però dobbiamo tenere presente quelle che sono le fasi di sviluppo della molecola si suddivide in 2 fasi:

  1. la fase preclinica;
  2. quella clinica.

Nel primo caso, non dobbaimo fare altro che osservare quello che è il comportamento della molecola in un organismo complesso al fine anche di vedere il grado di tossicità.

In sostanza si sperimenta e si osserva come l’organismo la assorbe e come la elimina.

La fase successiva invece consiste nello studio detta “in vitro”, dove la molecola viene messa in provetta con dei microrganismi e vengono eseguiti dei test che, se soddisfano determinati requisiti, permettono la sperimentazione sugli animali (fase “in vivo”).

Solo a seguito di un successo delle precedenti fasi, si passa alla fase clinica la quale è caratterizzata a sua volta da 3 fasi:

  • fase 1;
  • fase 2;
  • fase 3.

A questo punto, non ci resta che esaminare le diverse fasi.

La prima attesta il principio attivo della molecola sull’uomo al fine di vederne gli effetti di tollerabilità e sicurezza nell’essere umano.

Subito dopo che si conclude la prima fase, si passa alla seconda.

In questo caso, si testa la capacità della molecola di generare gli effetti curativi ricercati.

Questa fase la possiamo anche definire come la fase in cui si decidono e si individuano le dosi migliori da somministrare come anche la sua correlazione con parametri di salute del paziente.

Per fare un esempio, la pressione sanguigna o anche se vi è in corso un particolare stadio della malattia che si vuole curare.

A questo punto , un volta terminata anche questa fase, si passa alla fase successiva, l’ultima.

In questa fase, si sperimenta sul paziente.

Quindi si reclutano centinaia o migliaia di pazienti, ad alcuni verrà somministrata la molecola.

Ad altri, invece, il “placebo” ovvero la terapia priva di efficacia oppure una terapia comune, al fine di vedere se la molecola in fase di studio sia effettivamente migliore o meno di quelle presenti all’interno delle terapie già in uso. Ancora, si valuta se possono essere una potenziale candidata come prima cura per una malattia che ne è priva.

Infine, non ci resta che portare a termine la fase 3 e raccogliere i dati.

In questo caso, tutti i dati raccolti all’interno delle varie fasi vengono raccolti e sottoposti all’autorizzazione delle autorità competenti al fin di studiarle fino in fondo e confrontare il rapporto rischio/beneficio.

Ora si deve attendere il verdetto finale da parte dell’autorità la quale se darà esito positivo, verrà rilasciata l’autorizzazione e quindi l’immissione in commercio. Diversamente verrà bandita.

Come investire nel settore delle biotecnologie?

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A questo punto una vota compreso quello che è il processo di composizione del farmaco non ci resta che capire quali sono le società migliori su cui puntare ed investire.

L’’investitore delle società biotecnologiche non guarda affatto i fondamentali, in quanto se questo guardasse il bilancio di una società biotecnologica con molta probabilità vedremmo una società che non fattura, non genera redditi e con pochi soldi in cassa.

Questo sembra anche abbastanza ovvio visto e considerato che le società biotecnologiche durante la fase di studio delle molecole non producono alcun risultato economico.

Queste invece si devono anche finanziare gli esperimenti tramite aumenti di capitale, finanziamenti di organi pubblici o finanziamenti di case farmaceutiche.

Proprio quest’ultimo punto è quello che interessa un potenziale investitore.

Infatti, molte biotech oggi hanno stretto accordi con grosse case farmaceutiche le quali sono interessate agli studi in corso da parte delle società.

Al fine di acquistare il farmaco, le grandi aziende farmaceutiche siglano degli accordi con le società biotech in cui si prevede l’opzione e l’esercizio di acquisto di uno studio in corso che avviene (non sempre) quando il farmaco supera le fasi più cruciali di studio.

E’ chiaro quindi che per poter scegliere al meglio la società sui cui investire, si deve anche vedere che tipo di farmaco essa produce come anche quelli che sono i concorrenti del mercato e se vi sono eventuali accordi in corso con grandi case farmaceutiche, per la maggior parte dei casi, invece, l’analisi fondamentale serve a ben poco.

E’ noto anche che nell’ultimo periodo questo settore delle biotecnologie è stato un pò preso sottogamba ed abbandonato. Vuoi anche per le turbolenze finanziarie vuoi anche per le dichiarazioni della Clinton contro le case farmaceutiche le quali vengono dichiarate colpevoli di manipolare a loro piacimento i prezzi dei farmaci.

Comunque sia, è possibeie notare da un qualsiasi grafico real time, che l’indice Biotech ha sempre sovraperformato il Nasdaq.

In sostanza, il mercato delle biotecnologie potrebbe essere un mercato redditizio, anche se per esserlo dsi deve prestare mota attenzione perché ad elevato rendimento corrisponde altrettanto rischio.

Se anche tu vuoi investire on questo settore, ti ricordiamo la possibilità di farlo scegliendo uno dei nostri broker che ti permette di investire su questo indice.

Approfondisci bene l’argomento prima di procedere con l’investimento, analizzandone tutti gli aspetti inclusi la concorrenza del mercato e la visibilità della società.

Inoltre, tieni bene in considerazione il fatto di vedere se sono presenti delle partnership con grandi case farmaceutiche e la liquidità in cassa necessaria a portare avanti le fasi di sviluppo del farmaco.

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