Ubi spaventa la Borsa: settore bancario a picco

Pubblicato da: MatteoT - il: 29-03-2011 8:20

La possibilità degli aumenti di capitale per le banche italiane inizia a farsi sentire in Borsa; Piazza Affari vive un martedì nero dopo la presentazione dei risultati 2010 di Ubi Banca, avvenuta lunedì a mercato chiuso, in cui è stata annunciata una ricapitalizzazione da 1 miliardo di euro.

Proprio Ubi, con una flessione di circa il 10% (-9,96% a 6,19 euro) e scambi per circa il 2,3% del capitale, guida i ribassi sul listino milanese di settore che, con il suo forte peso, trascina con sè gli indici (il Ftse Mib cede l’1,19%).

In scia, nel dettaglio, le popolari a cominciare da Bpm (-6,14%), chiamata alla prova dei conti e alla valutazione di un aumento di capitale che, secondo indiscrezioni, potrebbe essere nell’ordine dei 600 milioni di euro. Scivola Banco Popolare (-6,74%) che già lunedì aveva lasciato sul terreno il 5%, ma il pessimismo si allarga all’intero comparto con Mps che cede il 3,86% dopo l’avvio in rialzo seguito alla presentazione di conti positivi e le due ‘big’ Intesa Sanpaolo e Unicredit in calo rispettivamente del 3,4% e del 3,41%.

L’aumento di capitale per cui Ubi Banca ha chiesto la delega all’assemblea dei soci sarà realizzato “presumibilmente entro l’estate” e, secondo quanto si è appreso, pur senza avere ricevuto richieste in tal senso risponde alle esortazioni lanciate dal governatore di Bankitalia Mario Draghi a febbraio, quando aveva chiesto alle banche di “continuare” il rafforzamento patrimoniale e di comunicare eventuali decisioni già prese prima della seconda ondata di stress test.

“Ci aspettiamo – aveva detto al Forex di Verona – che, come per il 2009, gran parte dei profitti conseguiti lo scorso anno venga destinata ad accrescere la dotazione patrimoniale. Appare comunque inevitabile, non appena le condizioni lo consentiranno, che si ricorra anche al mercato dei capitali”.

Il timore in Borsa è che, dopo la rottura degli indugi da parte di Ubi Banca, altri istituti decidano di rivolgersi al mercato. Milano è di gran lunga la peggiore in Europa, dove però le banche risultano globalmente deboli con il settore che cede circa l’1 per cento. Su Ubi Banca, che ha visto calare l’utile di 100 milioni a 172 milioni di euro nel 2010 e ha dimezzato la cedola a 0,15 euro, pesa anche una raffica di giudizi negativi degli analisti: Ubs ha abbassato il prezzo obiettivo da 7,5 euro a 7 euro con raccomandazione ‘neutral’, Nomura ha tagliato il giudizio a ‘reducè e Natixis ha assegnato al titolo rating ‘reducè e target price di 6,4 euro.

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