Atene fuori dall’euro: ecco tutti i costi

Pubblicato da: MatteoT - il: 04-06-2012 21:27

Anche Standard & Poor’s ne è sicura; la Grecia ha ottime possibilità di uscire dall’euro: l’agenzia di rating le ha stimate all’incirca nel 30%. Anche la Bild, popolarissimo e super venduto tabloid tedesco, conferma queste stime.

Nikolaus Blome, colui che ha firmato l’editoriale pubblicato nella giornata di sabato, si esprime così: i greci stanno saccheggiando i loro conti correnti in banca, le importazioni nel Paese non sono più garantite, si moltiplicano le voci su nuove dracme stampate segretamente e le forniture di energia non vengono più pagate.

«La Grecia si sta sfaldando – scrive l’editorialista, sottolineando che lo Stato greco deve «essere ricostruito, come in un paese in via di sviluppo». «Qualcuno tra i leader dell’eurozona dovrebbe finalmente dire ai greci la verità: – conclude Blome – questo nuovo inizio può essere raggiunto con un primo passo radicale e questo significa lasciare l’euro».

In realtà, l’ultima speranza alla permanenza della Grecia nell’eurozona è legata al voto del prossimo 17 giugno 2012. Venerdì sono stati pubblicati, per l’ultima volta in maniera ufficiale, i sondaggi d’opinione.

I partiti in lotta sembrano essere due: Nea Dimocratia, di centro destra, e la Coalizione delle Sinistre (Syriza, radicale), con quest’ultima che mostrerebbe una maggiore tendenza a salire nelle preferenze degli elettori. È il partito che dell’antieuropeismo ha fatto una bandiera.

Sempre venerdì il leader di Syriza, Alexis Tsipras, ha annunciato di voler annullare il memorandum firmato con Unione europea e Fondo Monetario internazionale sugli aiuti e le misure di austerità. «Il pacchetto di salvataggio deve essere implementato o cancellato, noi chiediamo che il voto del 17 giugno cancelli il salvataggio», ha detto.

Veniamo però alla domanda che sorge spontanea: quanto costerebbe ad Atene abbandonare l’euro? La Banca nazionale greca ha stimato questo costo redigendo un quadro drammatico. Il reddito medio degli ellenici crollerebbe del 55% passando da 19.400 a 8.700 euro annui lordi. Addirittura meno di quanto si guadagna nei Paesi dell’Est Europa.

Non finisce qui: il Pil precipiterebbe di un quarto e il tasso di disoccupazione volerebbe al 34%, con un’inflazione in rialzo del 32 per cento. E la nuova dracma? Subirebbe una svalutazione di oltre il 65%.

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