Archive for the ‘borse europee’ Category

Le Borse europee e Piazza Affari tentano il recupero

Una settimana passata all’insegna del cardiopalmo quella che ha caratterizzatole Borse mondiali. Nonostante il nervosismo e la volatilità dei mercati, alla fine il bilancio settimanale è stato positivo per gli indici dei listini principali. A Piazza Affari il Mibtel ha guadagnato l’1,12% e l’SPMib l’1,53%. In Europa , tra le piazze migliori Francoforte (+3,72%), ma è andata bene anche a Londra (+2,18%). Anche Oltreoceano si è respirata aria di ripresa: il Dow Jones, l’indice che raggruppa le 30 società industriali più importanti di Wall Street, ha recuperato il 3,17%. Ora gli operatori di mezzo mondo si interrogano sulle prospettive future, anche se l’atteggiamento prevalente è improntato al pessimismo. Un’eventuale schiarita potrà venire dall’economia reale, fino ad oggi tutto sommato non troppo toccata dalla crisi devastante dei mercati finanziari.

Quanto ai profitti societari, la stima media degli analisti è per un calo del 16% nel secondo trimestre; si tratterebbe del quarto declino trimestrale di fila. Un fatto questo che non si verificava da sei anni. A caratterizzare quest’ultima seduta è stata la volatilità degli scambi, con gli investitori presi a districarsi fra i segnali di resistenza mostrati dal settore finanziario, e la debolezza dei risultati dei giganti informatici. Guardando più da vicino quel che è successo a Piazza Affari, si scopre che a sostenere i listini sono stati soprattutto i bancari che venerdì sono stati a loro volta spinti dai dati dell’americana Citigroup, migliori delle attese. Unicredit ha incassato un guadagno del 5,03% in settimana, seguito da un rimbalzo del 4,03% registrato da Banca Popolare di Milano. In controtendenza Intesa Sanpaolo che perde il 2,38%. Bene anche i costruttori con Impregilo che sale del 7,72%, Italcementi del 7,45% e Buzzi Unicem del 7,11%. Anche Autogrill sale dell’8,09%. Dopo sedute di ribassi, si impennano gli editoriali guidati dagli sprint di Mediaset, che guadagna il 12,19%, e l’Espresso che conquista un +8,6%. Buon rimbalzo anche per Stm (+11,94%) dopo che Nokia, tra i principali clienti del gruppo, ha rivisto al rialzo le previsioni del mercato dei cellulari. Giù invece gli energetici con Eni a -4,33%, Enel a -4,17%, e A2a dell’1,56%. Tornando invece a Wall Street va segnalata le forti perdite di alcuni colossi informatici che hanno affondato il Nasdaq, il listino Usa dei titoli tecnologici. Google ha accusato risultati trimestrali inferiori alle attese ed è stata penalizzata: venerdì il titolo è crollato del 9,77% a 481,32 dollari. Per il primo motore di ricerca al mondo si tratta di uno dei ribassi maggiori da quando la società è approdata in Borsa, nel 2004. Microsoft ha ceduto il 6,03% a 25,86 dollari, a causa di stime per il prossimo trimestre inferiori alle attese degli analisti. Recuperano, invece, i finanziari: Citigroup ha guadagnato il 7,68% a 19,35 dollari dopo aver registrato perdite per azione corrispondenti a 49 centesimi di dollaro, più basse rispetto ai 60 cent indicati da alcuni analisti. Fra i finanziari salgono anche Washington Mutual (+18,64%) e Bank of America (+3,47%).

Rendimenti: ora i Btp tirano il freno

La crisi finanziaria globale in corso sta colpendo le Borse e agevolando la corsa dei risparmiatori verso i titoli pubblici di massima sicurezza, alzandone il prezzo e di riflesso riducendone il rendimento.

Sul mercato obbligazionario nazionale continua la retromarcia dei rendimenti alle aste dei titoli di Stato: è iniziata con il calo del rendimento del Bot a un anno nel collocamento di due settimane fa, ed ora anche le due aste di Btp a medio e a lungo termine di lunedì 14 luglio hanno registrato un dietrofront.

Il rischio di una forte salita dell’inflazione sta anche stimolando emittenti privati internazionali, come la Merrill Lynch, a emettere bond strutturati, in euro, agganciati all’inflazione dei prezzi europei. Un esempio è un bond a due anni con garanzia del 100% del capitale, cedola lorda del 6% per il primo anno, e cedola per il secondo anno pari all’inflazione dell’anno più due punti percentuali, offerta in queste settimane. Questa emissione è semplice e comprensibile, e di breve periodo. Il suo termine di paragone è il Ctz a 12 mesi, la cui ultima asta di giugno ha dato il 4,80% di ritorno lordo. Btp a 5 anni.

Richiesto per 4.157 milioni di euro a fronte di un bando per 3.000, il titolo con cedola annua del 4,25% e scadenza il 15 aprile 2013, ha visto il rendimento lordo cadere di un decimo di punto, dal 5% al 4,90% di giugno, per un ritorno al netto del fisco del 4,35%. Un anno fa il tasso fu del 4,14%, due del 3,85%, tre del 2,69%, quattro del 3,49%, cinque del 2,91%, sei del 4,54%, sette anni fa del 4,77%. Per trovare un rendimento più elevato in giugno bisogna riandare al 2000, quando fu del 5,39%.

Btp a 15 anni. Il titolo a cedola annua fissa del 4,75% e scadenza l’1 agosto 2023 è stato piazzato per 1500 milioni di euro contro i 2252 milioni di prenotazioni. Il tasso lordo emerso dall’asta è stato del 5,24%, per un netto dal fisco pari al 4,61% (fonte Assiom). Anche in questo caso c’è stato un calo di un decimo secco di rendimento lordo rispetto a quello rilevato nell’asta di giugno (5,34%). Un anno fa il Btp quindicennale aveva reso il 4,60%, due anni fa il 4,38% (asta di giugno), tre anni fa il 3,73%, quattro anni fa il 4,76%, cinque anni fa il 4,71% e nel luglio 2002 il 5,28%.



Iscriviti alla NEWSLETTER

 

Tieniti aggiornato . Iscriviti al nostro gruppo investimenti!

 



info@e-investimenti.com
Copyright (c) 2006 - 2008 www.e-investimenti.com. email info@e-investimenti.com|
Leggi le condizioni di utilizzo
Site design by SM andrea_maniscalco1@yahoo.it