Forex: le Onde di Wolfe
Come ogni mercato esistente, anche quello del Forex è guidato e si esprime attraverso mezzi tecnici. Anche il trading del mercato valutario è regolato da alcune specifiche tecniche che ne aiutano la comprensione e che si rivelano utili per mettere a punto una corretta strategia.
Uno dei principali obiettivi da raggiungere nel mercato del Forex per creare una strategia ottimale è il prezzo di equilibrio.
Se si verificano le condizioni giuste all’interno del mercato valutario, tali prezzi di equilibrio sono calcolabili attraverso le onde di Wolfe (Wolfe Waves).
Esse infatti si verificano graficamente sono in concomitanza ad alcune resistenze e supporti. Individuabili sai nel breve che nel lungo periodo, le onde di Wolfe devono essere regolari e rimanere all’interno del canale creato dalla salita e dalla discesa della prima onda.
Inoltre la seconda deve essere quasi uguale come caratteristiche alla prima generata. Se tutto ciò avviene matematicamente, è possibile individuare il prezzo di equilibrio necessario alla messa in atto di una strategia positiva.
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Lo slang del Forex
Il mercato valutario del Forex, così come illustrato in precedenza, utilizza della terminologia specifica. Gli appassionati, gli operatori, hanno contemporaneamente creato uno slang, un linguaggio colloquiale specifico per identificare le coppie di valute.
Qui di seguito illustreremo i principali:
Euro è la coppia rappresentata da EUR/USD;
il Dollar Yen è la coppia USD/JPY;
il Cable è invece la coppia di valute GBP/USD;
sotto il nome di Swissy si cela la coppia USD/CHF;
C-Dollar: è la coppia di valute USD/CAD;
L’Aussie Dollar è la coppia AUD/USD;
l’Euro Sterling: è la coppia EUR/GBP mentre Euro Yen è la coppia di valute EUR/JPY;
La coppia EUR/CHF è invece conosciuta come Euro Swiss,
mentre la GBP/CHF è stata ribattezzata Sterling Swiss.
Il rapporto tra valute GBP/JPY è chiamato Sterling Yen,
il CHF/JPY Swiss Yen,
mentre il rapporto NZD/USD viene chiamato Kiwi o New Zealand Dollar.
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Le transazioni del Forex: spot o termine
Nel mercato del Forex, quando si decide di operare ed aprire una posizione speculativa, ci si trova davanti una scelta molto importante, ovvero quella di operare a spot o a termine.
Ovvero decidere se effettuare una transazione a termine, scegliendo una data valuta fino a 12 mesi, o una transazione spot che solitamente va in valuta circa due giorni lavorativi dopo la sua messa in atto. Bisogna ricordare, al momento della decisione che un cambio a termine verrà trattato sempre o a premio o a sconto rispetto all’equivalente cambio spot creando una cospicua differenza per ciò che riguarda i tassi di interesse relativi alle valute di riferimento nel tempo stabilito.
A seconda di transizioni di breve o lungo periodo sarò bene, nel primo caso prendere una spot e rollarla ottenendo uno spread non invasivo, la possibilità di usufruire velocemente dei profitti ed evitare le difficoltà dettate dalle oscillazioni dei tassi di interesse in caso si investimento a termine.
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Forex Terminologia: conclusioni
Per position nel mercato del Forex si intende la view di un trader espressa attraverso la vendita delle valute, sia possedute che dovute da un investitore.
Per premium o cost of carry si intende invece il costo od il beneficio associato all’iter di una posizione aperta da una seduta all’altra. Viene calcolato attraverso il differenziale tra i tassi di interesse a breve termine delle due valute della currency pair considerata.
La Revaluation è l’incremento di una valuta rispetto a quella di un altro paese od all’oro.
Il revaluation rates è il tasso, relativo ad un determinato periodo o determinata valuta, utilizzato per rivalutare una posizione.
Attraverso il rollover si posticipa il pagamento di una posizione basando il costo della stessa sul differenziale dei tasso compreso tra due valute.
Si effettua uno short quando si vende una valuta senza possederla al momento per realizzare un profitto.
Lo swap è infine una operazione che combina uno short con una forward o due operazione di forward.
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Terminologia del Forex (Parte 7)
Continua il nostro viaggio tra i termini del Forex.
Se effettuiamo un long, mettiamo in atto una posizione in acquisto. Se la stessa supera la quantità in vendita, automaticamente la valuta, secondo la legge della domanda e dell’offerta, sale.
Sotto il nome di margin è espresso il margine di fondi che i clienti del Forex sono chiamati a presentare come deposito per proteggersi dalle perdite potenziali.
La margin call è la richiesta, effettuata da un broker o da un dealer al proprio cliente per obbligarlo ad aumentare i propri fondi con lo scopo di sistemare il margine affinché possa essere garantita la posizione sul mercato.
Il market maker è il dealer che offre, garante doli, i prezzi sul mercato attraverso i bid e gli ask.
Il pip è l’unità di misura utilizzato in ambito valutario per rappresentare l’incremento dei prezzi il più piccolo registrabile. Solitamente risulta essere l’equivalente di un basis point.
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La Terminologia del Forex (Parte 6)
Nell’ambito del mercato valutario, quando si parla di Leverage, si intende la “leva” attraverso la quale un investitore utilizza il denaro preso in prestito.
A livelli prettamente matematico-econimici esso è rappresenta il valore, espresso come multiplo, attraverso il quale il valore della valuta scambiata eccede il margine richiesto per eseguire l’operazione intrapresa.
Gli investimenti effettuati attraverso il leverage sono considerati ad alto rischio, per via della possibile perdita legata sia alla liquidità utilizzata come garanzia a margine, sia il denaro preso in prestito. L’utilizzo del leverage dona al contempo però un ampliamento del return on value senza che ci sia un investimento diretto.
Per liquidity si intende la caratteristica del forex di accettare a sua discrezione grandi transazioni di liquidità. Più semplicemente, essendo l’efficienza con la quale avvengono le transizioni, rappresenta il volume e l’attività del mercato.
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