inflazione

Inflazione mai così bassa negli ultimi 50 anni

31 Luglio 2009

Nel mese di luglio 2009 l’inflazione, ossia l’indice nazionale dei prezzi al consumo, è stata pari a Zero dallo 0,5% di giugno scorso.

Lo ha comunicato l’Istat che ha aggiunto che non c’è stata alcuna variazione nei confroni del luglio 2008.

Con l’inflazione pari a Zero questo è il più basso indice dal settembre 1959.

Sulla base dei dati provvisori gli aumenti più significativi si sono avuti per i trasporti, ricreazione e cultura.

Aumenti più elevati hanno riguardato alcolici, tabacchi e istruzione.

Sempre a luglio 2009 sono risultati in calo i prezzi per beni alimentari e carburanti rispetto al precedente mese di giugno.

Bce lascia invariato costo denaro ai minimi storici

3 Luglio 2009

Costo del denaro

La Banca Centrale Europea dopo il consiglio mensile di politica monetario svoltosi a Francoforte ha deciso di confermare i tassi di riferimento per il costo del denaro in linea con le previsioni.

Resta così sui valori minimi storici all’1% il costo del denaro nei sedici paesi appartenenti all’UE.

Questo livello era stato toccato il 13 maggio dopo un taglio di un quarto di punto percentuale applicato
dalla Bce.

Restano invariati i tassi per depositi allo 0,25% e anche i tassi per i prestiti overnight restano stabili all’1,75%.

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Quali sono i rischi della recessione?

19 Agosto 2008

Si parla di recessione quando il Prodotto Interno Lordo (PIL) reale, diminuisce per almeno due trimestri consecutivi. Per fortuna negli ultimi anni le fasi di recessione in Occidente sono state rare e “veloci”. In Italia l’ultimo calo annuale del Pil si è avuto nel 1993 (-0,9%) mentre nel 2003 e nel 2005 la crescita si è fermata a “quota zero” . La recessione economica non significa solo calo della produzione, ma determina una riduzione dei consumi e degli investimenti. Se protratta nel tempo può causare una diminuzione nei posti di lavoro e una crisi generalizzata di tutta l’economia. Sintomo della recessione può essere anche la diminuzione dei tassi di interesse in seguito alla riduzione della domanda di credito da parte delle imprese.

Aumenta inflazione Usa, Borse Europee in calo

5 Agosto 2008

L’avvio di settimana è in calo per le principali Borse europee che sono frenate dai dati sull’inflazione americana che hanno portato in negativo anche Wall Street.

Lo scorso giugno negli USA il carovita è cresciuto su base mensile dello 0,8%: si tratta del maggior incremento dei prezzi dal febbraio del 1981. Tuttavia, di positivo va detto che gli ordinativi dell’industria in Usa a giugno sono saliti dell’1,7% (contro una attesa del più 0,7%) e i consumi dello 0,6% (rispetto a una stima del più 0,4%). Tuttavia i nuovi rischi sull’inflazione potrebbero convincere la Fed a rialzare i tassi per calmierare i prezzi, una manovra che sarebbe accolta male dai mercati azionari.

E così anche in Europa, tutte le principali piazze del Vecchio Continente hanno perso poco meno di un punto percentuale. Con l’eccezione di Madrid, che ha lasciato sul terreno l’1,18%, e di Piazza Affari dove il Mibtel ha terminato gli scambi con un calo dell’1%, a 21.373 punti, mentre l’S&P/Mib ha perso l’1,08%, a 27.826 punti.

A trascinare in ribasso la Borsa di Milano ancora una volta sono state le vendite sui titoli finanziari, con Unciredit e Bpm in calo di quasi due punti percentuali, e sul comparto delle costruzioni con Italcementi (meno 4,9%) e Impregilo (meno 2,6%) in pesante flessione. Ma anche i titoli sensibili ai consumi americani o fortemente legati al dollaro come Bulgari (meno 8,3%) e Luxottica (meno 4,6%) hanno accusato un’altra battuta d’arresto. Da segnalare l’ennesimo scivolone di Telecom Italia, che in attesa dei risultati del primo semestre che verranno annunciati venerdì, ha perso ancora l’1,9% aggiornando il nuovo minimo storico a quota 1,1 euro.

Per contro, è andata bene a Seat Pagine Gialle (più 3,4%), che ha registrato la miglior performance tra le blue chip dopo che l’amministratore delegato del gruppo degli elenchi, Luca Majocchi, ha confermato gli obiettivi per il 2008 che dovrebbe terminare con ricavi in leggero calo rispetto al 2007. Infine, dopo il riassetto delle partecipazioni voluto dalle holding che fanno capo a Cofide, oggi il gruppo Espresso ha recuperato lo 0,81% mentre la controllante Cir è salita di oltre tre punti percentuali.

Petrolio scende a 118 dollari, prezzo minimo da 3 mesi

5 Agosto 2008

Il prezzo del petrolio è sceso fino a 118 dollari al barile toccando i valori minimi degli ultimi tre mesi.

Già ieri il prezzo del greggio era sceso sotto i 120 dollari a New York, per la prima volta dal 6 maggio 2008. Secondo gli analisti londinesi al mercato del greggio è venuto ora completamente a mancare il sostegno dalle prospettive di danni ai siti produttivi del Golfo del Messico dalla tempesta tropicale Edouard, che si è rivelata molto meno minacciosa del previsto, così come dalle tensioni geopolitiche tra il governo iraniano e le potenze occidentali.

Edward Meir, analista di Mf Global a New York, commenta così la caduta del prezzo del petrolio: “Sembra che il mercato stia perdendo interesse nei fattori di sostegno di natura geopolitica e metereologica. E si stia concentrando, invece, sui crescenti squilibri tra domanda e offerta. Sul fronte della domanda, è sempre più evidente che la congiuntura globale si sta deteriorando rapidamente e che il peggioramento non è più limitato esclusivamente agli Stati Uniti”.

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