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Come fa un trader a riconoscere il momento giusto

8 Maggio 2009

 

Dopo un ribasso come quello avvenuto negli ultimi tempi nelle Borse europee un trader di breve termine potrebbe entrare e guadagnare investendo su titoli che sono caduti in basso e che stanno per riprendersi.

Anche se l’investire a breve termine nel trading è un concetto abbastanza relativo, in quanto può includere sia trader che chiudono tutte le operazioni nell’arco di una giornata, sia trader che invece operano su più giorni.

Ci sono poi trader che preferiscono puntare solo su determinati “items”, come ad esempio il cambio euro/dollaro, e insistono fino a quand non raggiungono l’obiettivo o, al contrario, ritengono che non sia più realizzabile.

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Allarme Virus Truffa con l’Internet Banking

27 Novembre 2008

E’allarme di nuovi virus truffa per chi opera con l’Internet Banking, infatti questi nuovi virus sono in grado di copiare i codici di accesso e password e passarle ai ladri.

Solo nel 2007 sono stati prelevati dai conti dei cittadini italiani circa un milione di euro.

Il bottino del 2008 si prevede supererà i 3 milioni di euro.

Le rapine in banca del ventunesimo secolo si fanno ormai su internet e senza bisogno di pistole si ruba dai 12 milioni di conti correnti che in Italia sono abilitati a operare via internet.

Il nuovo virus di ultima generazione si chiama Mebroot ed è in grado di rubare i codici di accesso e le password dei clienti.

L’home banking, che da alcuni anni ci permette di pagare comodamente da casa le bollette o fare bonifici è diventato l’obiettivo principale dei banditi della rete.

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Gli italiani preferiscono il Banking e trading online alla file allo sportello

24 Giugno 2008

Uscire di casa e andare in banca non è difficile, ma fare tutto da casa è meglio.

Così la pensano i 12 milioni di italiani che, secondo i dati della Banca d’Italia, hanno frequentato i siti delle banche italiane durante il 2007.

Sono 8 milioni gli italiani che utilizzano il banking e il tradingo online. Gli utenti che accedono alle aree protette da password, le aree cioè di servizio alla clientela, sono 5,3 milioni con una crescita di un milione di individui nell’anno. Ma la sfida per i player risiede nel convertire i visitatori delle aree pubbliche in clienti e utilizzatori dei servizi online; si tratta di molti milioni di persone. L’ attività preferita per chi ha un conto digitale è quella informativa, quindi consultazione di estratti conti e liste movimenti, mentre meno della metà dei clienti, cioè 2,3 milioni, usa siti per attività dispositive come la ricarica del cellulare o il pagamento di bollettini e tasse. Generalmente a preferire la banca digitale sono gli utenti esperti e appassionati di Internet. Nel dicembre 2007 gli utenti dei siti di carte di credito sono stati 3,6 milioni e di questi 1,2 milioni sono i clienti attivi, cioè coloro che tramite login accedono alle aree riservate dove consultare il proprio saldo o impostare gli alter di sicurezza. Però non tutte le banche offrono servizi completi online. Le banche completamente digitali permettono qualsiasi attività, così i gruppi Unicredit e IntesaSanpaolo permettono di richiedere l’apertura di un conto direttamente sul sito. La Banca d’Italia conferma che al primo posto per numero di connessioni ci sono le regioni più sviluppate: prima la Lombardia con 2,478 milioni di clienti per i servizi di home e corporate banking, seguono Piemonte (1,271 milioni) e Lazio (1,227).

Il mercato dei derivati rischia perdite

17 Giugno 2008

I mercati dei derivati rischiano perdite per svariate centinaia di milioni di dollari, qualora un grosso operatore negli strumenti utilizzati per tutelarsi da insolvenze dovesse crollare. La questione operativa che più preoccupa Moody’s Investors Service è il fatto che il mercato dei Cds non è ancora stato sottoposto ad alcun test per quanto riguarda avvenimenti di grande portata sul fronte del credito, o l’insolvenza di una grossa controparte. I Cds di riferimento a livello mondiale hanno segnanto nuovi massimi a marzo, sull’attesa che le banche potessero trovarsi di fronte a carenze di liquidità a seguito delle perdite sui titoli legati ai “mutui facili”. Chi si trovasse in mano Cds con una controparte in fallimento troverebbe difficile sostituire i contratti, dicono gli analisti, che stimano intorno ai 2.000 miliardi di dollari tale costo. “Un evento del genere, inoltre, determinerebbe un aumento di rendimenti dei corporate bond sottostanti” sottolinea Moody’s.

Il mercato dei derivati sul credito è cresciuto dell’87% nel 2007 e copre un ammontare nozionale di 62.000 miliardi di dollari di debito. Il costo per la tutela da insolvenza è più che raddoppiato dallo scorso luglio, di pari passo con il deterioramento della qualità del credito

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