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Come fa un trader a riconoscere il momento giusto

8 Maggio 2009

 

Dopo un ribasso come quello avvenuto negli ultimi tempi nelle Borse europee un trader di breve termine potrebbe entrare e guadagnare investendo su titoli che sono caduti in basso e che stanno per riprendersi.

Anche se l’investire a breve termine nel trading è un concetto abbastanza relativo, in quanto può includere sia trader che chiudono tutte le operazioni nell’arco di una giornata, sia trader che invece operano su più giorni.

Ci sono poi trader che preferiscono puntare solo su determinati “items”, come ad esempio il cambio euro/dollaro, e insistono fino a quand non raggiungono l’obiettivo o, al contrario, ritengono che non sia più realizzabile.

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E’ importante mantenere un diario del proprio trading?

26 Febbraio 2009

Tra le regole base per essere un buon trader vi è quella di effettuare le proprie scelte con pazienza ed oculatezza puntando al maggior guadagno nel rispetto delle regole.

E’ importante, nonostante la sicurezza man mano acquisita non lasciarsi trasportare dall’impeto delle emozioni ma effettuare azioni dettate dalla coscienza di ciò che si sta facendo, e basandosi sull’esperienza accumulata.

E’ per questo che importante possedere, oltre a tutte le conoscenze e gli strumenti necessari per lavorare sul Forex anche un diario nel quale annotare tutte le informazioni sui movimenti effettuati.

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Guida al Trading forex online

3 Febbraio 2009

Per chi vuole imparare il forex da 0 è necessario un sito completo, in cui trarre sia notizie economiche che news sul mondo del forex.
Forexpertutti.net offre sezioni tecniche, in cui vengono analizzati i grafici di base utili a capire le evoluzioni dei trend monetari e sezioni più generali, con le notizie economiche e finanziarie di attualità.

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Termonologie Trading: il Break out ed il falso break

9 Gennaio 2009

Chiunque effettua del tranding si è trovato ad avere a che fare con i grafici tipici. E sa perfettamente che il candelstick, il grafico di un cross, contiene in se sia “il bene” che “il male” di una transazione.

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Come conviene investire in Borsa in questo periodo e che fare delle proprie azioni?

15 Ottobre 2008

In questo periodo sono tantissimi gli investitori che stanno perdendo in Borsa più del 30% del proprio investimento iniziale causa la crisi e le turbolenze in cui sono crollate le borse mondiali.

Ci si chiede se può convenire liquidare parte delle proprie azioni e investimenti. Ma gli esperti in questa situazione sono tutti concordi: Vendere azioni quando il mercato perde quota velocemente è un grave errore.

Ma gli stessi specialisti suggeriscono anche di stare molto attenti al proprio profilo di rischio. E quindi in alcuni casi può essere utile (o necessario) ridurre la quota azionaria in portafoglio, soprattutto se questa è troppo elevata. Con un’avvertenza. Non dimenticare mai che nel momento in cui i risparmiatori, oggi impauriti, decideranno di ritornare sulle posizioni azionarie precedenti alla crisi, probabilmente ricompreranno gli stessi titoli a prezzi più elevati di quelli a cui li avevano venduti.

Ai prezzi di questi giorni le valutazioni di molte blue chip sembrano convenienti. E’ troppo rischioso tentare qualche acquisto?

Fare acquisti in Borsa, di questi tempi, è sicuramente rischioso. E chi decide di far rotta su Piazza Affari deve essere ben consapevole delle scelte che sta compiendo. Tuttavia sono in molti a suggerire di comprare ai bassi prezzi di oggi, selezionando principalmente fra le maggiori blue chip. I nomi considerati più adatti sono quelli delle aziende meno esposte ai rischi finanziari. Quindi le azioni di società poco indebitate, legate alla produzione industriale e con un elevato valore «reale». In pratica le aziende industriali meno legate al ciclo economico, le utilities e i gruppi del comparto petrolifero. Uno dei criteri più efficienti per costruire un giardinetto azionario consiste poi nel fare acquisti scaglionati nel tempo. In questo modo, mediando tra prezzi di diversi, l’investitore potrà avvicinarsi al prezzo di carico per lui più conveniente.

Alcune società che hanno dividendi superiori al 5-6%, può essere un motivo sufficiente per comprare?

I dividendi costituiscono solo uno dei criteri di scelta per investire in azioni, e spesso non il principale. Ma quando il rendimento per dividendi di una data società è superiore alla cedola pagata da un’obbligazione decennale emessa dallo Stato questo parametro fornisce una buona base di selezione. Naturalmente vi è il rischio che il rallentamento dell’attività economica generale pesi sugli utili futuri, facendo diminuire anche i dividendi. Storicamente, tuttavia, le società italiane hanno sempre puntato sulla stabilità della remunerazione degli azionisti.

Nelle fasi di mercato più difficile è meglio investire su singoli titoli oppure acquistare “il mercato”, con i fondi di investimento oppure gli Etf?

Quando aumenta l’incertezza è buona norma accrescere la diversificazione dei portafogli. Di conseguenza affidarsi a un gestore professionale attraverso l’acquisto di un fondo comune può essere una scelta migliore che puntare su un giardinetto di pochi titoli. La diversificazione più estrema consiste nel comprare «tutto il mercato», attraverso gli Etf e i fondi indice. Strumenti «passivi» che replicano il paniere di tutte le società quotate in Borsa e che nell’80% dei casi si sono rivelati più efficienti dei fondi comuni «attivi». Etf e fondi, inoltre, consentono di investire scegliendo fra tutte le borse .

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