Trading con i CFD

Trading con i CFD: di che si tratta?

cfd

I CFD, meglio noti come Contratti per differenza (contract for difference), rappresentano uno strumento d’investimento unico, sviluppato in modo tale da offrire ai trader i vantaggi del trading su:

  • azioni;
  • indici;
  • Forex;
  • commodity;

Per definizione un CFD è un tipo di contratto in cui viene scambiata solo la differenza di valore di un certo titolo. La differenza di valore è rappresentata tra il momento di sottoscrizione di un contratto e la chiusura del contratto stesso.

Una caratteristica del trading con i CFD è la possibilità del trader di non possedere fisicamente il bene tradato. La differenza che intercorre tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita viene poi addebitata o accreditata al trader.

Altro fattore importante da tenere sempre sotto controllo è il capitale. Quando si utilizzano i CFD è importante tenere presente che è possibile perdere l’intero capitale o parte di esso a causa dell’effetto leva, che permette al trader di investire una somma maggiore senza in realtà possederla.

Vi è poi ancora da tenere presente un’altro rischio: il mercato. Il mercato essendo in continuo movimento, può muoversi in maniera contraria al trader e di conseguenza il valore della posizione tradata diminuisce.

Iniziamo con oggi un viaggio all’interno del trading con i CFD, una modalità di investimento che con il passare degli anni ha avuto modo di essere apprezzata da tantissimi trader e che, grazie anche al fatto che sempre più broker hanno proposto con successo delle piattaforme ad hoc per l’impiego in contratti per differenza, ha finito con il coinvolgere un ampio numero di neofiti anche qui in Italia. Ma di cosa si tratta?

CFD e Derivati

Anzitutto, è bene ricordare che i CFD (Contracts for Difference) sono degli strumenti derivati, il cui prezzo dipende dall’andamento del sottostante, ovvero del titolo / asset cui fanno riferimento. In altri termini, è dunque possibile scegliere se acquistare “direttamente” un’azione, un indice o una materia prima, oppure acquistarlo attraverso i CFD. Naturalmente, come avremo modo di vedere nel corso dei prossimi giorni, le differenze sono notevoli, e ben apprezzabili da tutti coloro che hanno avuto già la possibilità di investire congruamente all’interno di tale mercato.

Perché si chiama Contratto per Differenza

Il CFD si chiama – appunto – Contratto per Differenza poiché fa riferimento al contratto implicito che viene a instaurarsi tra le parti protagoniste della relazione: broker e trader. Il broker, che all’interno del contratto ricopre il ruolo di venditore, si impegna infatti a corrispondere al trader (compratore) una differenza che è determinata tra il valore corrente dell’asset che è stato acquisto con il CFD, e il valore nel momento in cui la posizione verrà chiusa. Naturalmente, quanto sopra sta a significare che nel caso in cui la differenza fosse negativa, sarebbe il compratore a doversi sobbarcare l’obbligo di dover corrispondere al trader una contropartita in denaro.

Mini lotti & co.

Una delle ragioni per cui l’investimento con i CFD ha acquisito una così elevata familiarità tra gli investitori – anche quelli alle prime armi – è naturalmente la facilità con la quale si possono compiere delle operazioni di trading. Una semplicità che è accompagnata altresì dal fatto che con i CFD è possibile sottoscrivere contratti con mini lotti, ovvero con lotti inferiori a quelli che vengono tradizionalmente quotati nei mercati regolamentati. Una caratteristica di sicuro apprezzamento, poiché permetterà ai trader di impegnare pochi quantitativi monetari, e – nel contempo – poter consolidare le proprie conoscenze e le proprie esperienze con tale strumento, evitando inconvenienti sgraditi. I contratti mini sono inoltre molto apprezzati anche dai trader più esperti, che attraverso i mini lotti potranno testare strategie ad hoc, per poter poi replicare il comportamento con posizioni più “rischiose”, come quelle con ampie leve.

Sottostanti dei CFD

Come anticipato, attraverso i CFD è possibile investire in un’ampia gamma di asset sottostanti. I CFD possono infatti essere emessi in relazione a indici, valute, materie prime, azioni, obbligazioni, opzioni, ETF, e così via.

Per il momento è tutto. Nel prossimo appuntamento con la nostra guida ai CFD vedremo in che modo utilizzare al meglio la leva finanziaria.

Migliori Broker CFD

Per investire in maniera regolamentata consigliamo di scegliere uno dei broker qui sotto presenti, in modo tale da limitare i rischi derivanti dal trading in generale e dai CFD in particolare.

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Per approfondimenti in merito ai CFD consigliamo la lettura dei seguenti articoli:

  1. CFD: come funzionano, vantaggi e rischi di fare trading con i CFD
  2. CFD: cosa sono? Come investire e guadagnare su un contratto per differenza
E-investimenti.com

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