Diritto pubblico e diritto privato

Tradizionalmente il diritto oggettivo si scompone in due grandi si­stemi di norme: il diritto pubblico e il diritto privato.

La partizione, che si trova già nel diritto romano, si basa sui seguenti elementi che concorrono nel loro insieme a individuare la natura pubblicistica o privatistica della relazione disciplinata dalla norma giuridica:

  1. la qualità pubblica o privata dei soggetti che vi intervengono;
  2. il carattere generale o particolare dell’interesse tutelato dalla norma;
  3. a relazione di disuguaglianza o uguaglianza che si instaura tra le parti del rapporto.

Diritto pubblico

Il diritto pubblico regolai rapporti giuridici nei quali almeno una delle parti è un soggetto pubblico che agisce per soddisfare un interesse di ordine generale ed esercita un potere di supremazia o di comando nei confronti dell’altro o degli altri soggetti del rapporto.

Le norme pubblicistiche si riferiscono pertanto all’attività dello Stato o degli altri enti pubblici diretta al conseguimento di fini o scopi collettivi ma soltanto quando il soggetto• pubblico si avvale a tal fine di poteri autoritativi riconosciutigli dall’ordinamento. Nel diritto pubblico prevale dunque il principio dell’autorità, in quanto l’interesse generale della collettività deve potersi realiz­zare anche senza il consenso, ed eventualmente nonostante l’opposizione, dei soggetti che vi sono coinvolti e che si trovano in una posizione di subordinazione o soggezione rispetto al pubblico potere dovendo subire il sacrificio del loro interesse particolare.

Così, ad esempio, l’ente pubblico può espropriare dei terreni di proprietà privata per motivi di pubblico interesse come possono essere la costruzione di una strada o di un ospedale, la creazione di aree verdi, l’esecuzione di opere di bonifica ecc.: se l’espropriazione è legittima, cioè compiuta con l’osservanza delle forme e dei requisiti indicati dalla legge, i proprietari non possono opporvisi salvo il diritto a un equo indennizzo.

L’interesse particolare dei singoli a conservare la proprietà o comunque a ricavarne il corrispettivo più elevato possibile dall’eventuale cessione deve cedere di fronte a quello generale dell’intera collettività ad acqui­sire a costi contenuti la disponibilità di aree necessarie per opere di pubblica utilità.

Diritto privato

Il diritto privato regolamenta invece i rapporti nei quali le parti sono in una condizione di parità o uguaglianza giuridica, vale a dire i rapporti tra soggetti privati rivolti a soddisfare interessi partico­lari nonché i rapporti tra enti pubblici oppure tra enti pubblici e privati quando il soggetto pubblico operi pur sempre in vista della realizzazione di un fine di carattere generale ma comportandosi di fatto come un privato, cioè senza esercitare poteri di supremazia.

Nel diritto privato prevale dunque il principio dell’autonomia in quanto gli interessi individuali o collettivi di cui sono portatrici le parti del rapporto possono concretamente realizzarsi, anche quando una delle parti sia un ente pubblico, soltanto con il consenso dei soggetti che vi sono coinvolti.

Così, ad esempio, nel caso in cui un comune concluda con il proprietario un contratto di acquisto o di locazione di un immobile per destinarlo a sede di un istituto scolastico oppure contragga un mutuo con un’azienda di credito, la posizione dell’ente pubblico come acquirente, inquilino o debitore è del tutto uguale a quella di un privato avendo gli stessi diritti e soprattutto gli stessi obblighi di un qualsiasi altro soggetto dell’ordina­mento.

Il comune pertanto non potrà obbligare la controparte a concludere il contratto anche contro la sua volontà né potrà imporre un determinato corrispettivo ma dovrà concordare con la controparte le condizioni contrattuali.

Considerazioni conclusive

La dottrina più recente tende peraltro a superare la tradizionale contrapposizione tra diritto pubblico e privato, che ritiene soltanto descrittiva e priva di una concreta utilità sul piano operativo, e a considerare piuttosto gli istituti fondamentali del diritto privato (la proprietà, il contratto, la responsabilità, l’impresa ecc.) come un diritto comune applicabile in linea di massima, e in quanto non
sia diversamente disposto, a qualsiasi soggetto pubblico o privato. Ciò non toglie comunque che esistano anche delle norme giuridiche le quali:

  1. per la loro stessa natura riguardano esclusivamente le persone fisiche e quindi si rivolgono necessariamente soltanto a soggetti privati come quelle in materia di diritto di famiglia e di successione a causa di morte;
  • disciplinano l’organizzazione e l’attività dello Stato e degli altri enti pubblici come titolari di poteri autoritativi e pertanto hanno essenzialmente come destinatari dei soggetti pubblici.

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