A) Duopolio. È il regime caratterizzato dall'esistenza di due sole grandi imprese che hanno complessivamente tutta l'offerta nelle loro mani. In questo caso, se una delle due imprese è in grado di produrre da sola tutto il prodotto richiesto, tenterà di eliminare l'impresa rivale. Se invece nessuna delle due imprese è in grado di soddisfare da sola la domanda esistente, cesserà la concorrenza tra le imprese ed esse si accorderanno per godere entrambe della situazione di privilegio.
B) Oligopolio. Si ha quando esistono poche grandi imprese nelle quali si concentra tutta l'offerta di un prodotto. In questo caso, o le imprese si faranno guerra ad oltranza per eliminarsi a vicenda o, con maggiori probabilità, stabiliranno degli accordi per la salvaguardia e la garanzia reciproche. In questo caso, si tratterà di mercato in regime di coalizione.
C) Monopolio bilaterale. Si ha quando la domanda è nelle mani di un monopolista e l'offerta in quelle di un altro monopolista. È questo, in genere, il caso del mercato del lavoro, quando il sindacato padronale, che costituisce la domanda di lavoro, si trova di fronte al sindacato dei lavoratori che costituisce l'offerta. Indubbiamente, il monopolio bilaterale del mercato del lavoro è possibile solo nel caso in cui esista il sindacato unico dei lavoratori, oppure quando i vari sindacati (ad es., in Italia, C.G.I.L., U.I.L., C.I.S.L., C.I.S.N.A.L.) compiono azioni comuni e costituiscono un unico fronte.
D) Concorrenza monopolistica. È il tipo di mercato frequente nella pratica, in cui vengono a trovarsi numerose imprese che producono ciascuna un prodotto affine, ma con caratteristiche ben precise che la differenziano nettamente dagli altri prodotti di quel tipo (ad esempio, autovetture FIAT e AUSTIN, INNOCENTI e FERRARI, ecc.); oppure, vendono lo stesso prodotto ma in luoghi diversi. In tali casi le imprese si trovano in una posizione intermedia tra la concorrenza e il monopolio.