Premesso che con l'
inflazione i prezzi delle
merci salgono in modo disordinato, a seconda della maggiore o minore vischiosità dei prezzi stessi, vediamo di individuare le conseguenze della
svalutazione monetaria. Essa agisce:
a) sull'equilibrio monetario. Si assiste alla fuga dell'
oro che è subito tesoreggiato o speso all'estero; aumenta la quantità di moneta legale in circolazione a causa delle successive emissioni. I risparmiatori perdono la propensione al risparmio ed acquistano la propensione alla liquidità; ritirano i loro depositi bancari e iniziano la corsa agli acquisti;
b) sulla funzione creditizia. Si riduce la circolazione bancaria, perché le
banche non fanno piú
credito; i mutui divengono molto onerosi, per l'aumento del rischio;
c) sulla
produzione. I prezzi in ascesa incoraggiano la
produzione: le
imprese assumono piú ampie dimensioni e sorgono anche industrie inutili, attratte dagli alti
profitti. Vi è un certo ottimismo, aumenta la concentrazione industriale perché le
imprese anziché farsi concorrenza si accordano per profittare insieme della situazione. Non si pongono piú problemi di riduzione di costi; tuttavia, le
imprese piú avvedute pensano agli ammortamenti, per non trovarsi nelle condizioni di non poter piú acquistare i nuovi impianti a prezzi maggiorati;
d)
sul
commercio estero. I cambi, sensibilissimi alla
svalutazione, in un primo momento favoriscono le
esportazioni poiché gli operatori esteri guadagnando sul cambio piú favorevole hanno interesse a rifornirsi presso il paese con moneta inflazionata; viceversa lo svantaggio del cambio rende piú difficoltose le importazioni. Poi, con l'ulteriore aumento dei prezzi, anche le
esportazioni si ridurranno;
e) sul mercato dei capitali. Aumentano i saggi di interesse per l'accresciuto rischio. Si cerca di vendere i titoli a reddito fisso e di acquistare, di preferenza, titoli azionari che meno risentono della
svalutazione: tutti i valori delle quotazioni borsistiche risultano alterati;
f) sulla distribuzione della ricchezza. Diminuisce il valore del salario reale ed aumentano i
profitti. Sono svantaggiati i creditori, poiché le obbligazioni monetarie sono adempiute secondo il principio nominalistico; sono pure danneggiati i percettori di redditi fissi, come i pensionati, i fruenti di rendite vitalizie, i salariati (questi ultimi, almeno sino a che non vengano rinnovati i contratti di
lavoro), coloro che avevano contratto assicurazioni sulla vita. Si assiste ad un disordinato spostamento di ricchezza da alcuni ceti sociali ad altri;
g) sul bilancio dello
Stato. In un primo momento, lo
Stato ne trae vantaggio, poiché paga i debiti con moneta svalutata; in seguito, tuttavia, quando le entrate non saranno piú adeguate alle spese crescenti, anche la finanza pubblica si troverà in difficoltà.
Bisogna anche notare che l'
inflazione ha un andamento cosiddetto a spirale: ciò significa che ogni conseguenza dell'
inflazione è, a sua volta, causa di una
inflazione ancora piú dilatata e postula sempre nuove emissioni di biglietti. È per questo che i danni sono incalcolabili: essi condurrebbero ben presto ad una crisi totale se gli
Stati non tentassero di arginarla, con opportune manovre di risanamento monetario.