Il concetto di bene si pone in relazione con quello di bisogno. Bene è qualunque cosa idonea a soddisfare un bisogno, come l'acqua che può placare la sete o un buon libro per chi ha voglia di leggere. Per « beni economici » si intendono precisamente quegli oggetti del mondo in cui viviamo che siano dotati di appropriabilità e che non siano di fatto così abbondanti da essere privi di valore economico (cioè di un « prezzo »). Così, l'aria non è un bene economico quando la si può respirare liberamente; l'aria artificiale contenuta in bombole è appropriabile, normalmente ha un prezzo, e quindi è un bene. In realtà, la quasi totalità degli oggetti che ci circondano devono essere prodotti, hanno cioè un valore e quindi sono dei beni economici.
La lista dei beni economici dipende dal diritto vigente, in quanto possano essere oggetto di appropriabilità e di scambio. Ciò spiega l'esistenza e la protezione legislativa dei « beni immateriali » come i brevetti industriali, i marchi, i diritti d'autore sulle opere artistiche e scientifiche.
Classificazione dei beni
I beni economici si possono classificare in vari modi, secondo la loro natura si distinguono nel modo seguente:
Beni materiali e servizi. Beni materiali sono tutti gli oggetti del mondo esterno ed appropriabili dall'uomo (cibi, case, terreni, automobili, ecc.). Essi possono essere « immobili » (come le case ed i terreni) o « mobili » (tutti gli altri beni che possono essere trasferiti da un luogo ad un altro). Un'altra distinzione è quella tra beni « durevoli » (cioè suscettibili di essere usati più volte) e « non durevoli » (ossia tali che il loro uso avviene una sola volta): un'auto è un bene durevole; il cibo invece è un bene peribile in quanto lo si usa mangiandolo.
I servizi sono dei frutti, dei vantaggi arrecati dai beni durevoli in certe circostanze e dalle attività umane. Così dall'uso di case, impianti industriali, automobili, elettrodomestici derivano delle utilità che non si estrinsecano in beni appropriabili, cioè appunto dei « servizi ». Lo stesso dicasi per le utilità fornite dai soggetti e dalle persone: i servizi del medico, dell'avvocato, dell'insegnante e in generale quelli dei lavoratori subordinati (impiegati e operai). I servizi pubblici (ferrovie, istruzione, giustizia, ordine pubblico, ecc.) sono quelli apprestati dal governo e dagli altri enti pubblici.
Risorse naturali e prodotti. È questa un'altra distinzione tra i beni reali. Giova avvertire però che solo la terra incolta è un bene naturale, in quanto il fatto di estrarre il petrolio, e di trasportarlo ove è utile, è produzione. Perciò la quasi totalità dei beni è prodotta, comprese le risorse naturali che si ricavano dalle miniere e i raccolti dei terreni.
Da ciò si ricava l'importanza del lavoro, dal quale in ultima analisi deriva tutto il capitale (secondo l'affermazione di MARX). I beni secondo il loro uso si distinguono nel modo seguente:
Beni intermedi e beni finali. I prodotti si distinguono, in base al loro uso, in intermedi e finali. Beni intermedi sono quelli utilizzati per ottenere altri prodotti: come, ad esempioì, la farina venduta ai fornai per fare il pane.
Tuttavia bisogna avvertire che questa caratteristica non è insita nel prodotto, ma dipende esclusivamente dalla destinazione che se ne fa l'elettricità è un bene intermedio se viene acquistata da una impresa come fonte di energia, ma è un bene finale per le famiglie.
Beni di consumo e beni di investimento. I beni finali si distinguono a loro volta in due classi, sempre secondo la loro destinazione. Sono beni di consumo quelli impiegati dalle famiglie, dalle imprese e dal governo per soddisfare direttamente certi bisogni, o più esattamente per scopi non produttivi (la lista di tali beni è lunghissima e aumenta continuamente nelle economie industriali). I beni di investimento sono invece quelli destinati a scopi produtivi (come ad esempio le macchine e le attrezzature). Essi sopravvivono al processo produttivo a cui servono per un certo periodo di tempo, e in ciò si differenziano dai beni intermedi. Gli investimenti cosiddetti « fissi » consistono in beni durevoli (opifici, attrezzature, brevetti ecc.) che in sostanza deteminano il processo produttivo, potenziando la produttività del lavoro, e quindi lo sviluppo economico. E' importante notare che una parte di questi investimenti viene effettuata dal governo per creare le « infrastrutture » necessarie allo stesso sviluppo economico (strade, ponti acquedotti, porti ecc.).