L'economia è lo studio sistematico dei fenomeni economici e dell'attività economica. Questa normalmente si svolge in una società e dà luogo ad una serie di rapporti economici fra soggetti e gruppi sociali. Da ciò si ricava che l'economia come il diritto, la politica, la sociologia, la storia, ecc rientra fra le scienze umane o sociali. Il primo problema che si presenta quando si esamina la natura e l'oggetto di una disciplina scientifica è quello di darne una definizione.
Ciò consente di spiegare, mediante un'espressione sintetica, quali sono i problemi di base, il metodo di analisi, gli scopi che essa persegue.
Ma è bene precisare che ogni tentativo di definizione coinvolge questioni di metodo, che è difficile affrontare senza alcun riferimento alla storia e allo stato della disciplina. Inoltre, l'economia è una disciplina altrettanto generale e, per ciò altrettanto difficile da definire, quanto il diritto.
La definizione che proponiamo, pur nella sua genericità, è la seguente:
l'economia politica è una scienza sociale che spiega i fenomeni economici, al fine di comprendere le modalità di funzionamento di un sistema economico, individuandone le caratteristiche e i principi generali.
Come afferma qualche studioso, « nella gran parte dei casi, l'oggetto dell'analisi economica non è ma in realtà immutabile, ma una realtà storicamente determinata: non esiste il sistema economico e non esistono, se non con riferimento a specifiche ipotesi, le leggi dell'economia. Esistono un'economia feudale, un'economia capitalistica, un'economia mista, un'economia socialista... Di più, esistono tante economie feudali, tante economie capitalistiche... La grande varietà delle situazioni indica certo i limiti dell'analisi economica, ma non riesce a negarne la necessità tanto inutile (è stato giustamente osservato) quanto una carta geografica di scala 1:1 »
Economia e politica economica
Nell'economia si intrecciano spesso un aspetto positivo (ad esempio, si vuole capire come varia la quantità richiesta di una merce con il variare del prezzo) e un aspetto normativo (quali misure prendere perché il prezzo della merce non aumenti). È bene fare perciò un'opportuna distinzione.
L'economia è una scienza positiva, perché studia « ciò che è » ed è pertanto la risultante di ipotesi, di osservazioni della realtà e di dati, di teorie. Si distingue dalla politica economica che è una disciplina normativa, in quanto studia « ciò che dovrebbe essere », vale a dire il buon governo nel campo economico al fine di raggiungere determinati 'obiettivi ritenuti desiderabili.
La stessa denominazione originaria di « economia politica », con cui viene tuttora tradizionalmente chiamata, deriva dai trattati dei consiglieri amministrativi dei secoli XVII e XVIII che, nella scia di Machiavelli, si proponevano di insegnare ai « principi » (cioè ai sovrani assoluti e ai governanti in genere) l'arte del governo dei fatti economici più importanti quali le entrate e le spese dello Stato, la moneta, il capitale finanziario ecc.
MONTCHRETIEN viene citato nella letteratura economica come il primo autore che adoperò il termine « economia politica » per rimarcare il fatto che questa disciplina è necessaria allo stato (polis) e non soltanto al mantenimento della casa (oicos).
La scienza economica
La nascita della scienza economica si ha con la pubblicazione dell'opera di Adam SMITH intitolata « Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni » nel 1776. Ma come rileva Karl MARX nella sua opera più nota, « Il Capitale », pubblicata nel 1867, l'economia come scienza comincia quando oltre alla circolazione della ricchezza vengono analizzati i rapporti sociali di produzione nel sistema capitalistico, caratterizzato dall'appropriazione privata dei mezzi di produzione da parte della borghesia capitalistica e quindi dalla capacità del sistema di produrre un sovrappiù.
Si può dire che le numerose e varie definizioni sono scaturite, nel tempo, dal modo di intendere l'attività economica, influenzata dalle ideologie e dalle vicende politiche dell'epoca. Basti ricordare le principali di queste definizioni:
a) scienza del massimo edonistico » (legata alla filosofia utilitaristica);
b) « scienza della formazione dei prezzi » (scuola marginalistica);
c)« dottrina dell'ordine sociale della ricchezza » (Romagnosi Nella prima metà di questo secolo, con la sistemazione epistemologica dell'attività propriamente economica dell'azione umana, l'economia è stata definita « la scienza che studia la condotta umana come relazione fra scopi e mezzi scarsi applicabili ad usi alternativi » (ROBBINS) e quindi in sostanza come « scienza della formazione delle scelte », rimanendo perfettamente neutrale rispetto ai fini da raggiungere.
Nella sua opera « I fondamenti dell'analisi economica » del 1947 l'economista americano SAMUELSON (premio Nobel nel 1970) ha mostrato l'identità formale delle teorie relative ai vari campi dell'azione economica e quindi il carattere unitario della scienza economica. Il dibattito sulla definizione dell'economia politica è, comunque, tuttora in corso e si nota negli studiosi un processo di ripensamento sull'intera scienza economica. Secondo GRAZIAMI e MARRAMA, due autorevoli economisti italiani, la tendenza più recente ci porta molto vicini alla definizione degli economisti classici (Smith, Ritardo, Mill) per i quali l'economia è « la scienza che studia i processi di formazione e di distribuzione della ricchezza ».