Con riferimento al livello dell'analisi economica, la distinzione fondamentale è quella tra microeconomia e macroeconomia. La microeconomia (dal termine greco « micron » che vuol dire piccolo) studia il comportamento dei singoli operatori economici (l'
impresa, il consumatore, il risparmiatore ecc.) per vedere come risolvono i problemi che di volta in volta si presentano. Questi problemi possono riguardare, ad esempio, la singola
impresa che deve decidere la quantità di
prodotto da vendere ad un determinato prezzo esistente nel
mercato. Lo stesso si può dire del consumatore che, nella realtà, avendo a disposizione un determinato reddito (ad esempio, 1 milione al mese) deve decidere quali beni e servizi acquistare e in quale quantità.
In questo tipo di analisi si fa solitamente riferimento ad un operatore rappresentativo della sua categoria, e si presume che tutti gli operatori si comportino allo stesso modo dell'operatore-tipo. Uno degli obiettivi dell'analisi microeconomica, che è stata caratteristica degli economisti neo-classici del secolo XIX (vedi capitolo seguente), è quello di accertare come si determinano i prezzi delle
merci nelle varie forme di
mercato, nonché il prezzo da corrispondere ai titolari de
i fattori produttivi, come i proprietari terrieri, i lavoratori, i capitalisti. La macroeconomia (dal termine « macros » che vuol dire grande) non si occupa del comportamento dei singoli operatori, ma del funzionamento dell'intero sistema economico. Il procedimento caratteristico dell'analisi macroeconomica è detto « aggregazione » e consiste nel mettere insieme le unità elementari o grandezze microeconomiche. Un esempio chiarirà meglio questo concetto: se sommiamo tutti i redditi individuali (stipendi, salari,
profitti, ecc.) degli italiani otteniamo il reddito nazionale che è appunto una grandezza aggregata o macroeconomica. Lo stesso dicasi nel passaggio dalla
produzione di una singola
impresa a quella dell'intero settore produttivo (produzione agricola nazionale, produzione industriale, ecc.).
La macroeconomia studia le relazioni fra le grandezze aggregate come il reddito nazionale,
il consumo, l'occupazione, le importazioni ed esportazioni ecc. Il termine macroeconomia fu introdotto nel 1933 dall'economista norvegese
FRISCH (premio Nobel nel 1969), ma si può dire che già gli economisti classici come SMITH, RICARDO, MARX effettuarono nelle loro opere fondamentali un tipo di analisi macroeconomica. Nel corso di questo secolo lo sviluppo della macroeconomia è legato soprattutto all'opera di J.M. KEYNES intitolata Teoria generale dell'occupazione, dell'
interesse e della
moneta, pubblicata nel 1936, nella quale l'indagine sul funzionamento del sistema economico è stata condotta in modo sistematico. In questi ultimi decenni sono stati i problemi macroeconomici ad assumere un'importanza crescente e si può dire preponderante nell'analisi economica.