Con lo sviluppo dell'economia matematica si è avuta anche una nuova specializzazione l'econometria divenuta oggi fiorentissima per il suo contributo di sintesi delle teorie e dei fatti economici ottenuta con il metodo matematico-statistico. L'econometria è costituita da un insieme di metodi statistici di stima che si usano per dare espressione quantitativa alle relazioni fra le grandezze variabili dell'economia, ipotizzate da una teoria. Si tratta di una linea di pensiero e di analisi sorta intorno al 1930 per merito di
FRISCH (fondatore della Società di Econometria e premio Nobel nel 1969) e affermatasi con i contributi di altri studiosi, fra cui vanno ricordati principalmente
KOOPMANS (premio Nobel 1975) e
KLEIN (premio Nobel 1980).
Lo sviluppo di metodi econometrici di stima si comprende meglio se si considera che la scienza economica, a differenza delle altre scienze positive, non rende possibile la ripetizione in laboratorio di esperimenti che consentano di tenere sotto controllo le grandezze economiche espresse matematicamente sotto forma di « variabili » indipendenti o dipendenti. Di qui la rilevanza che l'econometria ha assunto in tempi recenti consentendo un notevole avanzamento della teoria economica, proprio in virtù degli strumenti di analisi di cui si avvale. Tra i campi dell'indagine econometrici vanno annoverati l'analisi delle interdipendenze settoriali e la programmazione lineare. Tra l'altro, l'importanza assunta dall'econometria è pure dimostrata dal fatto che è una branca dell'economia che si arricchisce continuamente di nuovi contributi.