Data la molteplicità degli operatori e i loro rapporti di interdipendenza è necessario un meccanismo di funzionamento. In via generale si possono avere tre possibili meccanismi di coordinamento delle attività economiche: la consuetudine, cioè l'adozione di specifici comportamenti consolidati nel tempo dalla prassi; il meccanismo di mercato (chiamato anche meccanismo dei prezzi ), e la pianificazione dell'attività economica diretta da un'autorità centrale.
Il meccanismo di mercato in quanto basato sulla libertà contrattuale degli operatori presuppone un ordinamento istituzionale (proprietà privata, contratti, ecc.) e comporta necessariamente l'uso della moneta come intermediaria degli scambi e misura dei valori (prezzi). Nelle economie pianificate i fondamentali problemi economici (che cosa produrre, come produrre e per chi produrre) vengono invece risolti con decisioni di comando da parte delle autorità (direttive, ordini, piani).
Mercato e pianificazione sono le due istituzioni-guida del comportamento economico. Come l'esperienza insegna, un'economia evoluta ha bisogno sia del mercato (per consentire ai vari operatori la ricerca dei vantaggi e della razionalità), sia di un minimo di programmazione (per incanalare le scelte degli operatori entro un determinato quadro di riferimento). Spesso i termini pianificazione e programmazione vengono usati come sinonimi. Per l'esattezza, la pianificazione è il regime tipico dei sistemi economici in cui la proprietà dei mezzi di produzione (imprese, capitali, banche, ecc.) E' in larga parte statale o collettiva, come nei paesi comunisti. Il termine programmazione, invece, indica lo strumento di cui si avvalgono i pubblici poteri nelle economie di mercato per coordinare l'attività economica dei privati e delle imprese.