L'evoluzione dei processi produttivi è avvenuta mediante una serie di innovazioni tendenti a razionalizzare i compiti dei lavoratori e ad introdurre macchinari sempre piu' complessi per ottenere
prodotti in serie e di migliore qualità. Le tecniche di divisione tecnica del
lavoro, già osservate e descritte da A. SMITH con riguardo ad una fabbrica di spilli, hanno consentito di aumentare notevolmente il rendimento dei lavoratori impegnati in un procedimento poduttivo. Il principio che sta alla base della
organizzazione del
lavoro consiste nel far compiere dal sigolo operazione collegata tuttavia con quelle degli altri lavoratori. Si pensi ad una catena di montaggio di
automobili, in cui la funzione di un lavoratore può consistere nell'effettuare una semplice operazione.
I vantaggi di queste tecniche consistono nell'aumento della abilità e della velocità delle operazioni, nella specializzazione che conseguono i lavoratori e nel risparmio di tempo ottenuto dal fatto che i lavoratori non si devono spostare da un'operazione all'altra. Aumenta in sostanza la produttività del
lavoro. L'organizzazione scientifica del
lavoro, propugnata dall'ingegnere americano TAYLOR (per cui viene denominata « taylorismo »), è un perfezionamento della divisione tecnica del
lavoro e si concreta in uno studio analitico delle mansioni, della posizione degli impianti e dei tempi occorrenti per effettuare determinati movimenti ecc. Per ottenere la massima produttività si procede preliminarmente ad un esame delle attitudini psico-fisiche del lavoratore e si determinano i tempi standard delle operazioni. Il taylorismo è stato oggetto di critiche e di revisioni, in quanto è causa per i lavoratori di sforzi ripetitivi, meccanici e di stress. In molte fabbriche le rivendicazioni sindacali tendenti ad ottenere condizioni più umane di
lavoro hanno portato a correggere gli inconvenienti delle linee di montaggio e ad introdurre la catena a spinta o la catena per gruppi.
Con la rivoluzione industriale si è avuta l'introduzione delle macchine nei processi produttivi e si è determinato un mutamento profondo e, radicale nella vita economica e sociale con l'affermazione della moderna società industrializzata. Le macchine hanno indubbiamente diminuito la pesantezza di molti lavori e via via hanno sostituito i lavoratori in molte operazioni. La
produzione in serie ha portato ad un aumento della quantità e qualità dei
prodotti, riducendo i costi di
produzione e i prezzi. Lo sviluppo scientifico e tecnico ha consentito di sfruttare a scopi produttivi congegni automatici di comando e di controllo delle macchine (automazione). I « cervelli » elettronici sono oggi in grado di sostituirsi al
lavoro intellettuale dell'uomo nel programmare e dirigere il processo produttivo di intere fabbriche.