Per l'impresa il costo assume il significato di « spesa », data dalla somma di tutti gli oneri economici e finanziari sostenuti per acquisire i fattori produttivi necessari alla sua attività. Il costo di produzione è connesso alle spese di impianto, all'acquisto di materie prime, di macchine, di automezzi, al pagamento di salari e stipendi, ai canoni di locazione e al pagamento di interessi. Per l'impresa è di vitale importanza stimare la spesa che dovrà sostenere per produrre una certa quantità di prodotto, con una data tecnica produttiva. Infatti, come spiegano ASTOLFI - NEGRI, la gestione, nell'aspetto economico, si esprime nell'intreccio dei costi e dei ricavi.
L'azienda acquista merci, paga fitti, salari, spese di amministrazione, consuma beni di lunga durata. Rivendendo le merci prodotte deve realizzare ricavi tali da coprire tutti i costi, tali cioè da permetterle di riacquistare altri fattori produttivi. La legge dell'equilibrio economico impone che i ricavi reintegrino i costi e rimunerino i fattori produttivi impiegati. Il reddito d'impresa è l'incremento o il decremento che il capitale netto subisce in effetto della gestione. Se il capitale netto aumenta, il reddito è positivo (utile); se invece diminuisce, il reddito è negativo (perdita). L'ipotesi di base è che l'impresa nel prendere le sue decisioni cerchi di massimizzare l'utile. Ovviamente per raggiungere questo risultato è necessario che l'impresa sia in grado di operare una stima e una misurazione corretta dei propri costi di produzione.
Ma nel calcolare il costo di produzione l'impresa può incontrare qualche difficoltà contabile. Accenniamo, a titolo di esempio, al fatto che molte imprese non si limitano a produrre un solo bene, ma svolgono contemporaneamente la produzione di più beni. Si determina in questa ipotesi una produzione « a costi congiunti »: dal petrolio si ricava benzina, ma anche oli pesanti e catrame; dal bestiame si ricava carne, ma anche pelli e altri sotto prodotti. La ripartizione dei costi avviene generalmente in dipendenza dei prezzi dei vari prodotti. Se la nafta è poco richiesta avrà un prezzo basso e quindi l'imputazione del costo per la lavorazione del petrolio si farà ricadere in gran parte sulla benzina. Ma se aumenta la richiesta di nafta (ad esempio per uso domestico di riscaldamento) aumenta pure il prezzo, per cui è opportuno imputare alla produzione di nafta una quota maggiore di costo congiunto. Nell'esaminare la teoria del costo di produzione è bene considerare i costi in tre distinte ma correlate maniere: costo totale, costo unitario medio e costo marginale.