Per costo totale si intende il costo complessivo di una certa quantità di prodotto (ad esempio, il costo per produrre 100 paia di scarpe). Il problema che l'ufficio contabile deve risolvere è quello di determinare quali spese sono « fisse », cioè indipendenti da variazioni della quantità del prodotto, e quali spese sono « variabili », cioè dipendenti dal volume della produzione. Pertanto, il costo totale è dato dalla somma delle spese fisse (o generali) e dalle spese variabili. Possiamo anche scrivere:
Costo totale = Costo fisso + Costo variabile CT= Cf+ Cv
I costi fissi non variano con il variare della produzione,sicché per definizione il loro importo è costante sia se si producono 100, sia se si producono 1000 paia di scarpe. Questi costi vengono indicati anche con l'aggettivo « generali » perché sono sostenuti dall'impresa nel suo complesso. Rientrano quindi tra i costi fissi. I costi fissi non variano con il variare della produzione, sicché per definizione il loro importo è costante sia se si producono 100, sia se si producono 1000 paia di scarpe. Questi costi vengono indicati anche con l'aggettivo « generali » perché sono sostenuti dall'impresa nel suo complesso. Rientrano quindi tra i costi fissi:
- le spese di amministrazione;
- stipendi e salari (compreso il compenso spettante all'imprenditore);
- premi di assicurazione per l'incendio, il furto, ecc. ;
- interessi passivi;
- imposte e tasse;
- spese per i locali;
- fitti passivi.
Nel considerare un costo come fisso è necessario precisare che ciò dipende dal periodo di tempo (periodo breve) e dalla serie dei quantitativi di produzione ottenibili. Se si considera un periodo lungo e una serie ampia di quantitativi di produzione, nessun fattore produttivo è fisso e tutti i costi sono pertanto variabili. Costi variabili sono quelli che variano a seconda del volume della produzione, nel senso che aumentano se la quantità prodotta aumenta. Tra i costi variabili figurano:
- costi delle materie prime;
- costi per energia e forza motrice;
- costi delle materie prime;
- costi per energia e forza motrice;
- dazi e, imposte indirette;
- compensi per il lavoro straordinario, ecc.
Il costo totale, ovviamente, aumenta con l'aumentare della quantità di prodotto.
Possiamo quindi scrivere: Costo unitario medio= Costo totale/quantità prodotta Cum = CT/q
Poichè il costo totale è costituito dalla somma dei costi fissi piu' i costi variabili, possiamo anche scrivere:
Cum = Cf/q + Cv/q
Questa scomposizione ci consente di comprendere perché l'andamento del costo medio non è uniforme e il fenomeno delle « economie di scala». Infatti all'inizio della produzione il costo medio è alto perché i costi fissi gravano su poche unità di prodotto. Man mano che la produzione aumenta, il costo medio diminuisce appunto perché i costi fissi si ripartiscono per unità di prodotto crescenti, dando quozienti via via minori. In sostanza il costo medio finché subisce l'influenza dei costi fissi presenta un andamento decrescente, dando luogo alle « economie di scala » che si realizzano quando è possibile produrre molte unità di prodotto.