Già sappiamo che esistono diverse forme di
mercato, ciascuna delle quali presenta caratteristiche particolari. È molto importante nella realtà vedere se una determinata
merce viene venduta da un numero rilevante di
imprese che operano su un piano di sostanziale parità sia nelle contrattazioni, sia nell'influenzare il
mercato; oppure se esiste una sola
impresa che controlla l'offerta della
merce. Le conseguenze di queste situazioni in ordine alla formazione del prezzo sono intuitive, in quanto nel primo caso le numerose
imprese essendo in gara fra di loro avranno un potere limitato sul prezzo: infatti dal momento che la merce venduta è la stessa se uno o alcune
imprese volessero praticare un prezzo più alto rispetto a quello « di
mercato », i consumatori sarebbero indotti a rivolgere altrove la loro richiesta di acquisto.
Nel caso invece dell'unica
impresa che vende una certa
merce le cose non stanno evidentemente così. L'
impresa è arbitra di fissare il prezzo al quale vendere la
merce, lasciando che la quantità acquistata sia determinata dai consumatori in base alla loro domanda. Queste sono le ipotesi estreme su cui gli economisti hanno inizialmente soffermato la loro attenzione, elaborando delle costruzioni teoriche allo scopo di spiegare il funzionamento dell'economia di
mercato e la formazione dei prezzi. Con l'evolversi dell'indagine economica si è tuttavia riscontrato che si possono configurare altre forme di
mercato, intermedie delle precedenti e dotate di caratteristiche proprie. Forme di
mercato per molti aspetti più aderenti alla realtà e quindi affermatesi con lo sviluppo stesso dell'
attività economica e delle grandi
imprese.