Si definisce monopolio bilaterale una particolare situazione di
mercato nella quale vi siano condizioni di
monopolio sia dal lato dell'offerta, sia dal lato della domanda di un bene o servizio. Un esempio concreto, che viene fatto nei libri di
economia per dare un'idea del monopolio bilaterale, è quello del
mercato del lavoro, nel quale, com'è noto, da una parte ci sono le organizzazioni sindacali (in rappresentanza dei lavoratori che offrono il proprio
lavoro) e dall'altra ci sono le organizzazioni degli
imprenditori (che domandano
lavoro).
La trattativa ha per oggetto principalmente la determinazione del salario (prezzo del
lavoro) e viene fatta essenzialmente dalle due contrapposte associazioni. È evidente che in una situazione di questo tipo ciascun monopolista cercherà di imporre all'altra parte le proprie condizioni, per cui la fissazione in concreto del prezzo dipenderà, di volta in volta, dalla forza contrattuale e dall'abilità dei due contraenti. La soluzione del problema del prezzo, in termini strettamente economici, si può avere ad un livello intermedio fra le due posizioni. Ma nel caso del salario questo si fisserà ad un livello più alto o più basso non solo in base alla forza contrattuale del sindacato, ma anche con il concorso di altri fattori extra-economici, quali l'intermediazione del potere politico, la situazione generale del paese ecc. (come vedremo nel capitolo sulla distribuzione del reddito).