Il termine calmiere viene dal greco bizantino kala (mo) métrion (« proprio della misura di una canna ») ed è alla radice del verbo calmare, per cui è inteso come « ciò che calma ». La pratica della sorveglianza attiva e continua dello Stato sui prezzi è peraltro antica di uanto il percorso etimologico del termine non indichi, risalendo quanto meno all'antichità greca e romana. Infatti se ne registrano esempi molto prima del famoso Edictum de pretiis (301 d.C.) con cui Diocleziano stabilì un limite massimo per tutte le merci e tutte le prestazioni d'opera. Durante tutto il Medioevo e l'età moderna sino al principio del XIX secolo, quando finalmente prevale l'indirizzo liberale, la politica annonaria si basa largamente sulla fissazione del prezzo, oltre che su altre forme di regolazione restrittiva dei consumi monetari. In epoca recente, la regolazione dei prezzi delle derrate alimentari da parte dello Stato o degli enti locali ha avuto il suo massimo sviluppo nel corso delle due guerre mondiali, pur incontrando spesso severe critiche in sede di economia teorica.
Critiche
1) Una prima critica è che il calmiere, per lo più provvedimento transitorio, promuove il ritiro dell'offerta in previsione di una successiva elevazione del prezzo ufficiale, così che esso, oltre a sconvolgere il mercato e a ridurre la produzione, fa sparire la merce dal mercato.
2) Una seconda critica è che, non potendo in genere essere garantita una regolamentazione capillare per ogni singolo bene, pena la macchinosità del dispositivo, viene favorita solo la produzione delle qualità inferiori. Opera, in altre parole, una specie di legge di GRESHAM per le merci: le merci peggiori scacciano le migliori dal mercato. Inoltre, per gli stessi motivi, a commercianti disonesti può riuscire di spacciare al prezzo ufficiale beni di qualità inferiore a quella del bene « tipo ».
3) Una terza critica è che il calmiere è l'inevitabile premessa di violazioni e di abusi come il « mercato nero » e la speculazione.
4) Una quarta critica è che il calmiere è uno strumento tecnico di difficile maneggio: i funzionari preposti alla sua formulazione e revisione possono mancare delle necessarie conoscenze economiche, commerciali o merceologiche, finendo per procedere a tentoni, per approssimazioni successive, e dietro pressioni o clamori di gruppi sociali interessati.
La giustificazione maggiore, sul piano etico e politico, assume rilievo in circostanze eccezionali come guerre o carestie, quando per l'imperfezione del mercato l'intervento pubblico sul prezzo diviene necessario per rompere posizioni monopolistiche e impedire la formazione di profitti esorbitanti.