Il problema del valore da attribuire al flusso netto di
beni e servizi, trattandosi di cose le più eterogenee, viene risolto adottando come unità di conto la
moneta. Pertanto, vengono considerati i prezzi dei beni e dei servizi per calcolare, sia pure con alcune inevitabili imperfezioni, il valore globale del reddito nazionale. Altre unità di misura, come per esempio le ore-
lavoro, che potrebbero esprimere il reddito nazionale in termini di
attività umane, non hanno mai trovato pratica applicazione. Esistono, infatti, notevoli difficoltà non solo nella determinazione concettuale di siffatte misure, ma anche evidenti rischi di errore nel porre sullo stesso piano le ore delle diverse categorie di lavoratori: operai, impiegati,
imprenditori, liberi professionisti ecc.
Il valore del reddito nazionale serve soprattutto per vedere se da un periodo ad un altro ci sia stato o meno un aumento. Ma il reddito viene calcolato a prezzi correnti, per cui se da un anno all'altro si è verificato un aumento del livello dei prezzi (
inflazione), anche il valore del reddito risulterà indubbiamente aumentato in termini monetari. Per misurare correttamente se e di quanto è aumentato effettivamente il reddito bisogna calcolarlo « a prezzi costanti », ricorrendo ad un procedimento per deflazionare i prezzi. E' possibile in tal modo calcolare il reddito « in termini reali », e quindi verificare in maniera più attendibile se il livello del reddito è cresciuto.
Che vuol dire in concreto « deflazionare i prezzi »? Gli statistici adoperano a questo proposito i « numeri-indice » dei prezzi per calcolare le variazioni intervenute da un periodo all'altro nel livello generale dei prezzi. Sicché quando si legge sui giornali che l'indice dei prezzi da un anno all'altro è aumentato del 10%, si può facilmente dedurre che mediamente il prezzo di un bene che l'anno precedente era 100, ora è uguale a 110. Il bene, però, è sempre lo stesso e così dicasi per tutti gli altri beni
prodotti o acquistati. L'« illusione » monetaria consiste appunto in questo gonfiamento dei valori (in caso di
inflazione), mentre in realtà quello che bisogna accertare è se si sono prodotti più beni e servizi, o se la maggior somma spesa dalle famiglie ha procurato un maggior volume di acquisti. Se i prezzi sono aumentati, può darsi benissimo che con una « busta paga » più ricca i lavoratori riescano a procurarsi lo stesso. « paniere » di
merci, per cui il loro
salario « reale » (cioè il reddito) non è aumentato.