Il reddito nazionale si dice al costo dei fattori perché consiste nei pagamenti di reddito ai titolari dei fattori produttivi al lordo di contributi sociali obbligatori e di imposte dirette. Pertanto, si devono sottrarre i contributi e le imposte dirette, nonché i profitti non distribuiti dalle imprese per autofinanziamento, per ottenere il reddito nazionale nella sua distribuzione funzionale. Schieramemte possiamo scrivere:
Reddito nazionale=
Salari + Rendite + Profitti
Queste sono le forme tipiche di reddito personale, che scaturiscono dal contributo dato dai fattori (lavoro, risorse naturali, capitale, organizzazione) al processo produttivo. In pratica, esistono redditi di carattere « misto » e cioè costituiti, ad esempio, da stipendi che contengono quote di profitto (alti dirigenti di società commerciali) o soggetti che percepiscono redditi di diversa natura. Per queste ragioni, l'ISTAT suddivide il reddito nazionale ai fini statistici in due grandi categorie:
a) Redditi da lavoro dipendente.
b) Altri redditi (di capitale, di impresa, di lavoro autonomo).
Per quanto riguarda i trasferimenti di reddito operati dallo Stato (pensioni, sussidi di disoccupazione, contributi, ecc.) occorre precisare che detti trasferimenti non vengono inclusi nel reddito nazionale. Essi non rappresentano una remunerazione per un'attività svolta, ma sono trasferimenti di reddito da alcuni soggetti (che pagano le imposte) ad altri soggetti (pensionati, disoccupati, ecc.). Includere i trasferimenti nel reddito nazionale vorrebbe dire, infatti, conteggiare una seconda volta un reddito che è stato già considerato come reddito di quei soggetti che hanno pagato le imposte.
Il reddito disponibileIl reddito nazionale al costo dei fattori non si identifica con il reddito disponibile, che è quella parte a disposizione dei soggetti, o come anche si dice dell'operatore « famiglie », per essere destinato alla spesa per beni e servizi o al risparmio. Il reddito disponibile si ottiene dal reddito nazionale lordo sottraendo le imposte e il risparmio lordo delle imprese, e aggiungendo i trasferimenti.
Schematicamente, si può scrivere:
Reddito nazionale lordo - Imposte e tasse - Risparmio delle imprese + Trasferimenti = Reddito disponibile per le famiglie
Il prelievo effettuato dallo Stato cori le imposte non richiede chiarimenti. Il risparmio lordo delle imprese è quella parte dei profitti che non viene distribuito, per cui si tratta di una quota di reddito che viene reinvestito nel processo produttivo sotto forma di ammortamenti o di nuovi investimenti.