Il reddito nazionale può essere destinato ad uno dei seguenti impieghi:
a) Consumi privati o delle famiglie
b) Consumi collettivi o pubblici
c) Investimenti
d) Esportazioni all'estero.
Pertanto, se consideriamo il reddito nazionale come flusso di beni e servizi (prodotto nazionale) da un lato, e gli impieghi del reddito nazionale dall'altro, ricaviamo l'identità fondamentale della contabilità economica nazionale. Vale a dire:
Prodotto nazionale = Reddito nazionale
Per quanto riguarda i consumi, è fondamentale la distinzione fra consumi privati e consumi pubblici. Questi ultimi si riferiscono ai beni e servizi forniti dallo Stato. I consumi finali delle famiglie si possono suddividere in 9 grandi gruppi di spesa (generi alimentari e bevande; tabacco; vestiario e calzature; abitazione, combustibili, energia elettrica; mobili, articoli di arredamento, apparecchi e utensili per la casa; servizi sanitarie salute, trasporti e comunicazioni; ricreazione, spettacoli, cultura; altri beni e servizi). I consumi collettivi sono andati progressivamente aumentando, in Italia e negli altri Paesi ad economia mista, per effetto dell'intervento dello Stato nella vita economica e sociale. A questo aumento si è accompagnata una graduale trasformazione della composizione che ha visto le spese per gli interventi nel campo sociale (pensioni, sanità ecc.), per le comunità locali e per l'istruzione, assumere un'importanza relativa sempre maggiore sul totale.
Sul totale dei consumi collettivi quasi la metà è destinata a soddisfare bisogni delle famiglie (previdenza e assistenza, istruzione, salute), mentre 1'11% è costituito dalla spesa per « servizi economici », cioè da servizi prestati dalle amministrazioni pubbliche a favore del sistema produttivo nazionale. L'investimento consiste nella trasformazione del risparmio in beni produttivi, per cui gli impieghi rappresentati dagli investimenti costituiscono quella parte del prodotto nazionale che va ad aumentare lo stock di capitali tecnici esistenti, dai quali dipenderà la capacità produttiva futura, come la produzione attuale è frutto degli investimenti precedenti. Se dagli investimenti lordi sottraiamo gli ammortamenti (che servono a sostituire i macchinari inservibili o obsoleti) otteniamo gli investimenti netti che vengono classificati in: costruzioni (fabbricati, case, ponti, ecc.), impianti e macchinari, incrementi di scorte. Le esportazioni sono beni acquistati dall'estero, ma prodotti in Italia. Vanno incluse nel reddito nazionale fra gli impieghi in quanto le esportazioni sono in sostanza beni consumati da soggetti residenti all'estero. Così come i consumi interni delle famiglie possono rivolgersi a beni importati dall'estero (importazioni). Nel calcolare il reddito nazionale si considera, come vedremo meglio più avanti, la differenza fra le esportazioni e le importazioni.