I risultati dell'attività produttiva e degli scambi internazionali, unitamente agli impieghi interni dei beni e servizi disponibili, sono preseniati dagli schemi della contabilità nazionale. Essa si può definire un insieme di conti con cui si descrive in forma quantitativa l'attività economica di un Paese in un periodo di tempo determinato (di solito un anno). La diffusione delle teorie macroeconomiche di KEYNES e KALECKI, nel corso degli anni Trenta, ha indotto numerosi istituti nazionali di statistica ad avviare le rilevazioni necessarie per comporre sistemi di conti nazionali. Il pioniere nel campo delle ricerche sulla stima del reddito nazionale è statol'economista americano Simon KUZNETS (premio Nobel nel 1971).
Nessun governo sarebbe oggi in grado di svolgere un'efficace politica economica senza il supporto dei dati fondamentali della contabilità economica nazionale (popolazione, forze di lavoro, prodotto nazionale e sua composizione, distribuzione e impiego del reddito, livello generale dei prezzi, commercio internazionale). Presi isolatamente i dati che si riferiscono all'intero sistema economico così distante dall'esperienza quotidiana rischiano di non dire molto. Ciò che può renderli significativi, anche ai non specialisti, è il confronto con altri dati relativi ad anni precedenti o a Paesi diversi. La contabilità nazionale fornisce in sostanza una sintesi quantitativa della struttura economica e sociale di un Paese, del suo livello di sviluppo e del contributo che i vari settori danno alla produzione totale.
Lo sviluppo dei sistemi nazionali di contabilità economica, avvenuto soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, ha posto il problema della loro standardizzazione (brutto neologismo usato dagli esperti per indicare l'unificazione delle classificazioni e dei metodi di calcolo adoperati nei vari Paesi) allo scopo di consentire confronti internazionali e di rendere possibile un migliore coordinamento delle politiche economiche nazionali. Dopo gli studi e lo schema unificato proposto dall'ONU, anche i Paesi della Comunità Economica Europea hanno elaborato nel 1970 il Sistema europeo di conti economici integrati (SEC) che l'Italia ha adottato a partire dal 1974. I maggiori Paesi industrializzati (OCSE) in base al PIL.
1) Stati Uniti 4.185,5
2) Giappone 1.497,9
3) Germania Federale 777,8
4) Francia 676,6
5) Italia 652,7
6) Gran Bretagna 652,7
7) Canada 413,5
8) Spagna 310,8
9) Turchia 199,7
10) Australia 193,0
11) Olanda 172,0
12) Belgio 111,2
13) Svezia 109,7
14) Svizzera 99,4
15) Austria 85,1
16) Danimarca 66,7
17) Norvegia 62,3
18) Grecia 62,1
19) Finlandia 59,3
20) Portogallo 57,0
21) Nuova Zelanda 33,8
22) Irlanda 24,5
23) Lussemburgo 5,2
24) Islanda 3,5
II bilancio economico nazionale
Per il sistema economico nel suo complesso il conto più importante è costituito da quello delle risorse e degli impieghi (detto anche bilancio economico nazionale) nel quale si trova un'esposizione sintetica di tutti gli altri conti previsti dal SEC. Dal lato delle risorse, sono riportati i valori del prodotto interno lordo (PIL) e delle importazioni; dal lato degli impieghi, sono esposti i valori dei consumi (privati e collettivi), degli investimenti lordi e delle esportazioni. Si tratta, come si vede nel prospetto, di un conto equilibrato per definizione che non dà luogo ad alcun saldo.
Non si deve confondere il bilancio economico nazionale con il bilancio dello Stato, che è il documento contabile nel quale vengono esposte le entrate e le spese relative ad un determinato anno finanziario. Il bilancio dello Stato viene approvato dal Parlamento mediante legge e rappresenta per il governo il piano d'azione in termini finanziari.
Il bilancio economico nazionale viene illustrato annualmente con latropeo di conti di relazione generale sulla situazione economica del Paese.Questo importante documento economico viene presentato al Parlamento, entro il 31 marzo di ogni anno, dal ministro del bilancio e della programmazione economica e dal ministro del tesoro. La Relazione rappresenta un fondamentale e dettagliato documento informativo e consuntivo sull'andamento dell'economia del Paese nell'anno precedente.
Sempre in tema di documenti economici va menzionata la Relazione previsionale e programmatica, presentata al Parlamento, entro il 30 settembre di ogni anno, dai ministri del bilancio e del tesoro, allo scopo di delineare le ipotesi di evoluzione dell'economia entro cui si inquadrano gli indirizzi di politica economica del governo e il relativo bilancio di previsione dello Stato per l'anno successivo.
Della Relazione del Governatore della Banca d'Italia, altro documento di rilevante importanza con particolare riguardo al campo monetario, parleremo più diffusamente trattando l'argomento delle banche.