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Investimenti -> Le forme tipiche di reddito: la rendita

Rendita, salario, interesse e profitto sono, alla concezione tradizionale, le singole forme tipiche di reddito che scaturiscono dal processo distributivo. Non si deve credere che esse si presetino sempre in forma << pura >>. Nella realtà alcuni redditi risultano di carattere misto e cioè costituiti, ad es., da stipendi che contengono elevate quote di profitto (alti dirigenti di società) o con caratteri di redditi di monopolio (professionisti autonomi, artisti, « sportivi » ecc.).

La rendita

La rendita è, in senso ampio, la remunerazione che ricavano i titolari di fattori produttivi irriproducibili o ad offerta limitata e inferiore al fabbisogno, come la terra e altre risorse. Quando in un sistema economico cresce la domanda di un fattore e non può aumentare la quantità disponibile del fattore stesso, il prezzo di vendita (del fattore) sale oltre il suo costo di produzione. Ciò perché l'offerta del fattore è anelastica e la domanda del fattore medesimo è derivata dalla domanda dei beni finali. È il caso della terra rispetto alla domanda dei prodotti agricoli; è il caso anche del terreno che si trova nella zona centrale della città (la cui domanda è derivata da quella di case ed edifici) in quanto nessun altro terreno fuori di detta zona possiede tale caratteristica.

Il fenomeno della rendita è stato rilevato prima rispetto ai terreni, poi rispetto alle altre risorse naturali e fattori produttivi. La teoria della rendita fondiaria, elaborata principalmente da RICARDO, e denominata anche rendita differenziale o ricardiana, ricollega la rendita ad alcuni casi particolari, come la differente fertilità delle terre, l'azione della produttività decrescente di successive dosi di capitale e lavoro applicate alla terra, la diversa posizione dei terreni rispetto ai mercati.

La rendita fondiaria
Poiché la terra è irriproducibile – cioè la sua offerta non è aumentabile – se si vuole ottenere da essa una maggior quantità di prodotti, si rende necessario:
a) mettere a coltura terreni via via meno fertili, che in precedenza, in base ai prezzi di mercato, non conveniva coltivare;
b) cercare terreni più distanti dal mercato (e, per conseguenza, gravati dal costo del trasporto);
c) intensificare la coltivazione dei terreni già messi a cultura, impiegando crescenti dosi di capitale e lavoro. Sono queste le tre ipotesi classiche della rendita differenziale.

La rendita differenziale si ha, nella prima ipotesi, quando, per soddisfare la richiesta di prodotti agricoli, vengono coltivati contemporaneamente terreni di diversa fertilità. Se diversa è la fertilità, diversi sono anche i rispettivi costi di produzione, mentre è unico il prezzo di vendita dei prodotti (legge di « indifferenza » del prezzo). Da questa differenza di costi e indifferenza del prezzo nasce la rendita.

Vediamola nella enunciazione del RiCARDO, il quale si rifà,a tal fine, alle prime società umane, aventi a disposizione grandi estensioni di terre, superiori al loro fabbisogno. Quando gli uomini si insediano in un paese nuovo, abbondante di ricche, fertili terre, delle quali occorra occupare solo una piccola porzione per nutrire gli abitanti del luogo, non esiste alcuna rendita, perché nessuno è disposto a pagare per far uso di una terra simile di cui ve ne è tanta, non ancora occupata, e posta quindi a disposizione di chi voglia farlo.

La rendita si pagherà quando, aumentata la popolazione, si devono dissodare terre di peggiore qualità, di produttività quindi minore, e tale rendita sorgerà in rapporto alla differenza di qualità delle due terre.

Quando poi una terra di terza qualità dovrà essere posta a coltura, la rendita comincia anche sulle terre di seconda qualità ed è determinata ugualmente dalla differenza delle rispettive potenze produttive. E così via, a grado a grado che cresce la coltivazione di terre meno fertili in dipendenza del maggior fabbisogno di prodotti, conseguente all'aumento della popolazione.

Un esempio elementare contribuirà a chiarire il concetto di rendita. Si supponga che il prezzo del grano sia in un dato momento di 50.000 lire al quintale. Se vigono le condizioni di concorrenza perfetta, ogni produttore spinge la sua produzione fino a livellare il costo marginale al prezzo. Tutti i produttori di grano quindi hanno lo stesso costo marginale, mentre il costo medio è diverso in quanto il grano coltivato nelle terre più fertili (e che chiameremo fondi di prima qualità indicandoli con la lettera A) ha un costo medio di produzione di lire 30.000 al quintale. A favore dei possessori di tali terre si forma quindi una rendita di 20.000 lire al quintale, somma che moltiplicata per il numero dei quintali prodotti quantifica la rendita del singolo fondo coltivato: se per ipotesi la produzione è di 100 quintali di grano, la rendita è pari a lire 20.000 x 100 = lire 2.000.000.

Se il costo medio del grano prodotto dalle terre di seconda qualità (e che indichiamo con la lettera B) è invece di 40.000 lire al quintale, la rendita relativa è solo di 10.000 lire al quintale. Infine se le terre di terza qualità (che indichiamo con la lettera C), meno fertili delle precedenti, producono grano ad un costo medio di 50.000 lire al quintale –pari al costo marginale e al prezzo di vendita – non ci sarà alcuna rendita per i loro possessori in quanto trattasi delle terre marginali.

La rendita edilizia e altri tipi di renditaAltri tipi di rendite sono legati allo sviluppo dell'urbanesimo, come la rendita edilizia derivante sia dalla diversa posizione dei fabbricati nell'ambito della città (centro, periferia, quartieri residenziali, zone commerciali ecc.), sia dall'aumento dei suoli edificabili che ha fatto crescere il prezzo dei terreni agricoli adiacenti al perimetro urbano. Fenomeni di rendita sono pure riscontrabili nello sfruttamento delle miniere (per la diversa profondità alla quale bisogna arrivare) e di alcuni fattori di produzione relativamente irriproducibili di cui può disporre un'impresa industriale (rendite industriali).

Occorre precisare che nel campo industriale si possono riscontrare fenomeni di rendita (legati per esempio ad un brevetto o ad altre condizioni produttive più favorevoli) solo con carattere di temporaneità. Infatti, dopo un certo tempo anche le altre imprese sono in grado di far propri i vantaggi derivanti da particolari condizioni che hanno consentito ad alcune imprese di produrre a minori costi medi.

Come si vede, si tratta di un fenomeno dell'economia dinamica.


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