|
Siamo ora in grado di comprendere come le variazioni del livello medio generale dei prezzi comportino una variazione, in senso contrario, del potere di acquisto della moneta. Bisogna però precisare che la variazione percentuale del livello medio generale dei prezzi non si traduce esattamente in una corrispondente variazione inversa del potere di acquisto della moneta, a meno che la variazione dei prezzi non sia molto esigua. Per calcolare il numero indice del potere di acquisto della moneta, bisogna procedere in linea di massima nel modo seguente.
Ricordando per un momento che il potere di acquisto della moneta è pari al reciproco del livello generale dei prezzi,
cioè A=1/P, se riscontriamo dopo qualche tempo rispetto
all'anno base che P sia uguale a 130, possiamo calcolare la variazione del potere di acquisto della moneta in questo modo:
A=1/130=0,0077 che in termini percentuali, ossia moltiplicato per 100, è uguale a 0,77. Ciò significa che una lira dell'anno base vale nell'anno considerato 0,77 lire.
Se si suppone che in un periodo successivo P sia uguale a 200 (il che vuole dire che il livello generale dei prezzi è raddoppiato rispetto all'anno-base = 100) ciò non vuol dire che il potere di acquisto della moneta sia diventato uguale a 0, ma possiamo calcolare detto potere di acquisto:
A=1/200*100=0,5
Il numero indice del nuovo potere di acquisto della moneta in questo caso risulta uguale a 50. Si può dire in linea di principio che un aumento percentuale dei prezzi dell'ordine del 10% importa una diminuzione percentuale del potere di acquisto della moneta del 9%; un aumento dei prezzi del 20% una diminuzione del potere di acquisto del 17%; un aumento dei prezzi del 40%, una diminuzione dell'ordine del 29% circa.
|