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A Milton FRIEDMAN (premio Nobel 1976) e alla sua scuola monetarista di Chicago si deve una rielaborazione della teoria quantitativa secondo l'impostazione marginalistica pre-keynesiana.
Dagli studi empirici dei monetaristi risulta che la velocità di circolazione della moneta non è stabile nel tempo, ma varia nel breve periodo in relazione al tasso d'interesse e all'andamento dell'attività economica: nel senso che la velocità aumenta nelle fasi di espansione dell'economia e di inflazione, mentre diminuisce nelle fasi di depressione.
Inoltre, poiché l'offerta di moneta è fissata in modo autonomo dalle decisioni delle autorità monetarie (Banca centrale e Ministero del Tesoro), secondo la teoria monetarista un aumento dell'offerta di moneta provoca un aumento della domanda di beni (oltre che di azioni e obbligazioni). L'aumento della domanda di beni non può provocare un aumento stabile della produzione dato che c'è la tendenza automatica di un'economia di mercato – secondo Friedman – verso un « tasso naturale di disoccupazione » determinato da ritardi o da imperfezioni nel mercato del lavoro.
Di conseguenza l'aumento dell'offerta di moneta e della domanda di beni si traduce in un aumento dei prezzi, come vuole la tesi centrale della teoria quantitativa, mentre non ha influenza duratura sui livelli del reddito e dell'occupazione.
Se l'offerta di moneta ha influenza sui prezzi ne derivano, secondo i monetaristi, evidenti indicazioni nel campo della politica economica.La regola categoricaproposta da Friedman per la politica monetaria è che le autorità monetarie devono annunciare e realizzare un tasso di crescita della quantità di moneta adeguandolo alla crescita preventivata del reddito nazionale in termini reali.
Così, per evitare inflazione, se il reddito aumenta ad un tasso annuo del 3%-4%, la politica monetaria può assicurarare una certa stabilità dei prezzi se mantiene stabile al 3&-4% il taso di crescita annuo dell'offerta di moneta.
In sintesi si può dire che il monetarismo si è diffuso e affermato negli ultimi dieci-quindici anni influenzandi la politica economica in senso neo-liberista e di deregulation del presidente Reagan negli Stati Uniti e della << premier >> Thatcher in Gran Bretagna.
In monetarismo ritiene la << ricetta >> keynesiana di monovrare la spesa pubblica e l'offerta di moneta per stimolare aumenti del reddito e dell'occupazione. Di qui l'accessso dibattito fra monetaristi e keynesiani nel valutare l'efficacia o meno delle << terapie >> di fronte ai problemi attuali delle economie dell'Occidente.
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