|
L'economia di mercato ha bisogno per funzionare correttamente di un mercato dei capitali in forma monetaria. Detto mercato è suddiviso in due grandi settori che pur essendo distinti sono in certa misura anche interdipendenti: il me-rcato monetario e il mercato finanziario.
Il mercato monetario si riferisce alla domanda e all'offerta di moneta a breve termine. Con espressione pressoché equivalente si può dire che è il mercato dei prestiti per scadenze non superiori a pochi mesi.
La domanda di moneta, e cioè di prestiti, è rappresentata da diverse categorie di operatori economici sia privati che pubblici. Infatti le richieste provengono da imprenditori e commercianti che hanno bisogno di capitali di esercizio per le aziende, da operatori delle borse valori che vogliono avere una temporanea liquidità per effettuare operazioni in titoli, ma anche dallo Stato che per il suo fabbisogno di liquidità emette Buoni del Tesoro ordinari per rastrellare moneta sul mercato.
L'offerta di moneta è determinata, come sappiamo, dalla banca di emissione e dalle banche ordinarie. Ma vi sono anche altri organismi economici, come le compagnie di assicurazione, che disponendo di liquidità monetaria la collocano sul mercato.
Come in qualsiasi mercato il prezzo che si forma nel mercato monetario dipende dal gioco della domanda e dell'offerta. Detto prezzo si chiama saggio o tasso di sconto.
Se il tasso di sconto è elevato significa che il denaro costa caro e quindi si determinano tutta una serie di reazioni nel sistema economico: è intuitivo per esempio che coloro che richiedono prestiti monetari saranno indotti a ridurre i loro programmi di spesa.
Viceversa un tasso di 'sconto basso favorisce una maggiore richiesta di prestiti e quindi maggiori iniziative nel campo economico.
Il mercato monetario presenta degli aspetti molto diversi da paese a paese. C'è da dire che il mercato monetario italiano non ha mai avuto quella ampiezza e varietà di operazioni che caratterizzano i grandi mercati anglo-americani. Su questi affluisce una gran massa di accettazioni bancarie (uno strumento introdotto per la prima volta negli Stati Uniti nel 1913) che sono scontate a saggi che si formano sul mercato stesso e che oscillano continuamente in base alla domanda e all'offerta. Vi affluisce, inoltre, direttamente dalle banche o da altre fonti, del denaro che è investito a brevissima scadenza specialmente in operazioni di borsa (« call-money » nella terminologia inglese). Si forma così un saggio di interesse per i prestiti a brevissima scadenza che rappresenta un indice importante dell'andamento del mercato monetario.
|