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Investimenti -> I premi Nobel

Ragnar Frisch

L'istituzione del Premio Nobel è legata al nome dello svedese Alfred Nobel (1833-1896), al quale si deve l'invenzione della dinamite. L'enorme ricchezza accumulata fu da Nobel destinata per testamento alla costituenda fondazione Nobel, con il compito di conferire ogni anno dei premi a coloro che si fossero distinti nei campi della fisica, chimica, medicina, letteratura e per la pace fra i popoli. La somma che viene assegnata annualmente può essere suddivisa fra due o tre persone. Dal 1969, per iniziativa della Banca di Svezia, il Premio Nobel è stato esteso alle scienze economiche.

In ordine cronologico il Premio è stato assegnato ai seguenti economisti con le relative motivazioni.

1969 – Ragnar Frisch (Norvegia) e Jan Tinbergen (Olanda), « per aver sviluppato ed applicato modelli dinamici nell'analisi dei .processi economici (con riferimento alle specificazioni matematiche di Frisch e alle quantificazioni empiriche di Tinbergen) »

FRISCH (1895-1973), professore presso l'Università di Oslo, è stato tra gli studiosi che intorno agli anni trenta hanno gettato le basi dell'econometria ed ha diretto la rivista Econometrica per molti anni. Ha ispirato e diretto un gran numero di ricerche teoriche sui procedimenti dinamici della produzione, sui calcoli del reddito nazionale e sulla pianificazione. La sua opera più significativa è Problemi di propagazione e di impulso nella dinamica economica (1933).

TINBERGEN (1903), professore presso la Netherlands School of Economics, è stato consulente della Società delle Nazioni dal 1936 al 1938, direttore dell'Ufficio centrale di pianificazione dell'Olanda e dal 1960 presidente del Comitato dell'ONU per la pianificazione. e lo sviluppo. La sua opera più importante è L'Econometria (1950) nella quale ha compiuto una brillante sintesi della teoria keynesiana e dell'analisi quantitativa dei fatti economici creando così nuove formule operative nel campo della politica economica. Altre sue opere degne di nota sono: Sviluppo e pianificazione; Politica economica: principi e disegni (1966).

1970 – Paul A. Samuelson (Stati Uniti), « per aver fatto più di qualunque altro economista per innalzare il livello dell'analisi scientifica nella teoria economica ».

SAMUELSON (1915), professore di economia nel MIT (Mas­sachusetts Institute of Technology) ha dato importanti ed originali contributi allo sviluppo dell'economia matematica, della teoria del comportamento del consumatore e nel campo dell'analisi teorica delle fluttuazioni cicliche. Fra le sue opere vanno ricordate: I fondamenti dell'analisi economica (1947), Programmazione lineare e analisi economica (1958), nonché il testo Economia, che con le sue numerose edizioni e traduzioni viene considerato il più diffuso manuale di economia del mondo.

Paul A. Samuelson

Simon Kuznets

1971 – Simon Kuznets (Stati Uniti), « per avere più di qualunque altro studioso illuminato con fatti e spiegato con l'analisi lo sviluppo economico degli ultimi cento anni ».

KUZNETS (1901) con il suo lavoro scientifico ha permesso una nuova e più approfondita conoscenza della struttura e dello sviluppo dei sistemi economici ed ha dato fruttuose spinte al proseguimento delle ricerche. Questo studioso ha altresì sviluppato nuovi metodi per misurare lo sviluppo economico delle nazioni, metodi che hanno consentito l'af­finamento dei concetti statistici e un'analisi macroeconomica più adeguata per la politica economica. Tra le sue numerose opere ricordiamo: Il reddito nazionale e la sua composizione (1941); Sei letture sullo sviluppo economico (1959); e infine Lo sviluppo economico delle nazioni (1971) che rappresenta un tentativo di sintesi di quanto Kuznets è riuscito ad indagare in oltre 45 anni di studio.

John R. Hicks (Gran Bretagna) e Kenneth Arrow (Stati Uniti), « per aver contribuito in modo fonda­mentale allo sviluppo della teoria dell'equilibrio economico generale e della teoria del benessere ».

Hicks (1904) ha insegnato prima presso la London School of Economics e quindi è, divenuto docente a Cambridge. Nel suo primo libro importante (La teoria dei salari, 1932), Hicks ha analizzato il problema della distribuzione del reddito in relazione agli effetti del progresso tecnico. In quella che viene considerata la sua opera maggiore (Valore e capitale, 1939) ha studiato le condizioni di equilibrio di un sistema ad economia di mercato. Da ricordare anche il suo contributo alla teoria del ciclo economico nel quale si tiene conto dell'influenza dell'acceleratore. In un articolo del 1937,
Da segnalare il suo libro intitolato Metodi matematici e scienze sociali.

Kenneth Arrow

intitolato Keynes e i classici: una proposta di interpretazione, Hicks ha elaborato uno schema semplificato di interpretazione dell'economia keynesiana (si tratta del modello IS-LM, utilizzato nei testi di macroeconomia).

ARROW (1922) si è segnalato con un importante contributo alla teoria dell'equilibrio economico generale con un articolo scritto in collaborazione con G. Debreu ed intitolato Esistenza di condizioni di equilibrio in una economia concorrenziale. In seguito ha affrontato il problema di una definizione del benessere collettivo partendo dalle preferenze dei singoli soggetti nell'opera Scelta sociale e valutazione individuale.

Wassily Leontief

1973 – Wassily Leontief (Stati Uniti), « per aver sviluppato il metodo delle interdipendenze settoriali (analisi input-output) applicandolo ai più importanti problemi economici »

LEONTIEF (Leningrado, 1906) ha lasciato l'URSS per trasfe­rirsi negli Stati Uniti dove si è dedicato alla ricerca e all'insegnamento nella famosa Università di Harvard. Leontief si è segnalato nel 1936 con la sua opera intitolata La struttura dell'economia americana dal 1919 al 1929, nella quale ha presentato le prime tavole intersettoriali dell'economia. Il nome di Leontief è rimasto legato a questa scelta metodologica dell'economia come scienza empirica ed infatti nel 1944 ha presentato la sua analisi input-output applicata all'economia degli Stati Uniti. Come è noto, il metodo delle matrici intersettoriali fornisce lo strumento tecnico per analizzare sistematicamente le transazioni intersettoriali che avvengono in un sistema economico. Leontief ha applicato l'analisi input-output anche al commercio internazionale, giungendo alla conclusione

che le esportazioni americane erano caratterizzate da merci nella cui produzione prevaleva relativamente il fattore lavoro (paradosso di Leontief). Negli ultimi anni come direttore di una ricerca commissionata dall'ONU sui problemi delle economie sottosviluppate, ha presentato una sintesi dei risultati del suo lavoro nel libro Il futuro dell'economica mondiale.

1974 – Friederich von Hayek (Austria) e Gunnar Myrdal (Svezia), « per aver svolto un’opera pioneristica nella teoria monetaria e del ciclo economico, e per aver condotto penetranti analisi interdisciplinari in campo economico, sociale e istituzionale ».

VON HAYEK (1899) è stato direttore dell'istituto austriaco di ricerche economiche e professore all'Università di Vienna, alla London School of Economics e successivamente docente di scienze sociali e morali all'Università di Chicago, per poi tornare ad insegnare economia nell'Università di Friburgo. Esponente della scuola austriaca, Hayek ha sviluppato la teoria del ciclo economico di Von Mises (suo maestro), integrandola con la teoria del capitale di Bóhm-Bawerk. Nel dibattito sulle efficienza dei sistemi pianificati ha sostenuto l'impossibilità « pratica » di fornire agli operatori economici tutte

Friederich von Hayek

quelle informazioni che nei sistemi di mercato sono date dal meccanismo dei prezzi. In polemica con Keynes si è battuto nei suoi scritti contro l'aumento generalizzato della spesa pubblica che secondo Hayek si risolve nell'inflazione e nella disoccupazione. Tra le sue numerose opere ricordiamo: Prezzi e produzione (1931); Teoria monetaria e ciclo economico (1933); La teoria pura del capitale (1941).

MYRDAL (1898) nella sua lunga carriera ha alternato l'insegnamento universitario agli incarichi in organismi internazionali (è stato segretario della Commissione economica per l'Europa dell'ONU) e agli impegni politici (è stato ministro per il commercio estero della Svezia). Nelle sue opere ha svolto una critica del sistema capitalistico soprattutto per i suoi effetti negativi nella distribuzione del reddito sia con riferimento alle economie sviluppate sia a quelle sottosviluppate. In questo campo vanno ricordati i suoi libri intitolati: Un dilemma americano: il problema dei negri e la democrazia moderna (1944); Il dramma dell'Asia: un'inchiesta sulla povertà delle nazioni (1968). Prima di affrontare questi problemi economici e sociali, Myrdal aveva pubblicato nel 1930 un interessante studio sull'origine delle teorie economiche del valore, libro intitolato L'elemento politico nella formazione delle dottrine dell'economia pura.

Tjalling Koopmans

1975 – Leonid Kantorovic (Unione Sovietica) e Tjalling Koopmans (Stati Uniti), « per il loro contributo indipendente alla ricerca dei modi migliori per l'utilizzazione delle risorse esistenti, al fine di produrre differenti beni e servizi ».

KANTOROVIC (1912) è stato il primo economista sovietico a vincere il Nobel, suscitando qualche polemica in quanto Kantorovic, per le sue valutazioni critiche del sistema economico sovietico, viene considerato nel suo Paese uno studioso « dissidente ». Economista matematico, Kantorovic ha ottenuto i primi risultati scientifici con un saggio intitolato Metodi matematici della organizzazione e della pianificazione delle risorse. È stato con G. Dantzig il fondatore della programmazione lineare (un metodo matematico con il quale si cerca la soluzione del problema della ottimizzazione delle scelte economiche).

Altre opere importanti di questo studioso sono: Calcolo economico e utilizzazione delle risorse (1959); Soluzioni ottimali in economia (1972).

Tjalling Koopmans (1910), di origine olandese, ha insegnato in numerose università americane e nei suoi studi si è occupato, come Kantorovic, del problema dell'allocazione ottimale delle risorse. Egli ha soprattutto sviluppato un metodo di analisi, noto come analisi delle attività, con il quale ha messo in luce le relazioni intercorrenti tra efficienza della produzione e prezzi. Prendendo lo spunto dalla soluzione di problemi pratici, quali l'uso ottimale delle navi da carico durante la seconda guerra mondiale e la localizzazione ottimale delle varie imprese, Koopmans ha in un certo senso riformulato la teoria neoclassica considerandola idonea per adottare processi di scelta ottimali. Un suo famoso saggio è Allocazione delle risorse e sistema dei prezzi (1957), mentre altri suoi studi importanti sono raccolti nel volume intitolato Tre saggi sullo stato della scienza economica.

1976 – Milton Friedman (Stati Uniti), « per aver contribuito allo sviluppo della teoria monetaria e all'approfondimento dell'analisi economica anche attraverso il ricorso alla verifica empirica ».

FRIEDMAN (1912) professore nell'Università di Chicago ed esponente di primo piano della scuola monetarista, nonché collaboratore del National Bureau of Economic Research, è un continuatore della metodologia neoclassica nello studio dei problemi economici, come ha dimostrato nel suo libro Saggi di teoria economica positiva (1952).

Il contributo più rilevante di Friedman concerne la riformulazione della teoria quantitativa della moneta anche attraverso il ricorso alla verifica empirica. Tra le sue opere più significative nel campo monetario figurano: Teoria dei prezzi (1962); Storia monetaria degli Stati Uniti (1963); La quantità ottima di moneta (1969).

Friedman è il più strenuo sostenitore di una politica di controllo dell'espansione monetaria ai fini di uno sviluppo economico senza inflazione.

Milton Friedman

Bertil Ohlin

1977 – Bertil Ohlin (Svezia) e James Meade (Gran Bretagna), « per aver dato un apporto originale alla teoria moderna del commercio internazionale e a quella della politica economica internazionale ».

OHLIN (1899), oltre all'attività di docente universitario, ha svolto un'intensa attività politica come ministro per il commercio della Svezia e come presidente del Partito liberale svedese. La fama di Ohlin, insieme a quella del suo maestro Heckscher, è legata nel campo scientifico alla formulazione moderna della teoria circa le cause del commercio internazionale (teoria di Heckscher-Ohlin, che pone l'accento sulla diversa dotazione dei fattori produttivi fra differenti paesi come condizione basilare degli scambi e dei loro reciproci vantaggi.)

Si è occupato anche di problemi di politica economica nel quadro del dibattito fra gli esponenti della scuola economica svedese, di cui ha fatto parte anche Myrdal.

MEADE (1907), professore presso la prestigiosa London School of Economics e nell'Università di Cambridge, si è occupato di problemi di analisi e di politica economica, con particolare riguardo a quelli connessi con la bilancia dei pagamenti. Ha sostenuto l'opportunità di un sistema di pagamenti internazionali basato su cambi fluttuanti. Tra le sue opere, di ispirazione neoclassica, ricordiamo: La teoria della politica economica internazionale; una teoria neoclassica dello sviluppo economico. Nel trattato che compendia tutta la sua attività di studioso ed intitolato Principi di politica economica, Meade ha analizzato tra gli altri il problema dell'adozione di una politica dei redditi per controllare le spinte inflazionistiche.

1978 – Herbert Simon (Stati Uniti), « per la sua opera pionieristica sui processi decisionali in seno alle organizzazioni economiche, che costituisce la base fondamentale della ricerca moderna sull'economia delle imprese pubbliche e private ».

SIMON (1916), è stato il primo studioso ad analizzare i fondamenti sia dello studio del management sia della conduzione industriale moderna. A questo studioso americano si deve l'elaborazione di una teoria delle organizzazioni che e( ha permesso di comprendere i processi decisionali delle società multinazionali e delle imprese pubbliche. Simon è KLEIN (E’ stato anche un acuto indagatore dei problemi dell'automazione e dell'informatica applicate ai processi decisionali. Tra le sue opere vanno menzionate: Comportamento amministrativo (1947); Direzione dell'impresa e automazione; Organizzazione (1964).


Herbert Simon

1979 – Arthur Lewis (Inghilterra) e Theodor Schultz (Stati Uniti), « per aver spiegato un impegno profondo nella soluzione dei problemi del bisogno e della povertà nel mondo », e « per aver seguito un indirizzo di ricerca che permette di trarre conclusioni che conducono a raccomandazioni di riforma in materia di politica economica ».

LEWIS (1915), economista di origine indiana, professore a Londra e in seguito nell'Università di Princeton (Stati Uniti) ha posto al centro della sua attività di studioso il problema del sottosviluppo economico, nonché l'analisi dei principi sulla pianificazione economica. Tra le sue opere vanno ricordate: Teoria dello sviluppo economico (1955) e Sviluppo con offerta illimitata di lavoro (1954).

SCHULTZ (1902), già presidente dell'American Economic Association, ha compiuto interessanti ricerche nel campo dell'economia agraria ed ha esaltato nelle sue opere l'importanza del capitale umano nello sviluppo di un qualsiasi paese.
Ha perciò sostenuto che vengano incrementate le spese per l'istruzione soprattutto nei paesi arretrati. Le sue opere più importanti sono: Trasformare l'agricoltura tradizionale (1946), Investimenti in capitale umano: modo dell'educazione e della ricerca (1971), Capitale umano (1972).

1980 – Lawrence Klein (Stati Uniti), « in riconoscimento dell'analisi empirica congiunturale e per la costruzione dei modelli econometrici e della loro applicazione all'analisi delle fluttuazioni e delle politiche economiche ».

KLEIN (1920), professore all'Università di Pennsylvania, ha contribuito in maniera determinante alla costruzione dei modelli econometrici che hanno avuto grande influenza per la comprensione dei sistemi economici e del loro sviluppo.

Dalla fine degli anni Sessanta ha coordinato la realizzazione del progetto Link costituito da una unione di centri di ricerca ufficiali, in vari paesi del mondo, per la messa a punto di modelli econometrici nazionali (per l'Italia partecipano al Link l'Università di Bologna e la Banca d'Italia).

Questo sforzo di ricerca in direzione dell'uso coordinato di modelli di differenti paesi è molto importante per sistemi economici fortemente integrati come quelli dell'Europa occidentale, del Nord America e del Giappone.

Date le implicazioni pratiche dell'opera di Klein e il suo ruolo di consulente di organismi internazionali e di governi, è possibile cogliere il legame tra il lavoro scientifico di Klein e molti orientamenti di politica economica.

Tra le sue opere più note ricordiamo: La rivoluzione keynesiana (1947); Testo di econometria (1974); Il modello econometrico Wharton (1967); Ricerca sulla teoria delle previ­sioni economiche (1968).

1981 — James Tobin (Stati Uniti), « per la sua analisi dei mercati finanziari e del loro rapporto con le decisioni sulla spesa, sull'occupazione, sugli investimenti e sui prezzi ».

Il premio è stato assegnato a TOBIN (1918), professore nell'Università di Yale, per la sua analisi dei mercati finanziari e del loro rapporto con le decisioni sulla spesa, sull'occupazione, sugli investimenti e sui prezzi. Tobin ha compiuto indagini importanti in un arco molto vasto della ricerca economica, ma il suo contributo maggiore è legato alla teoria delle scelte di portafoglio formulata circa venti anni fa, e riguardante la composizione della ricchezza delle unità familiari e delle imprese.

Lo studioso americano ha in seguito sviluppato questa teoria facendone una dottrina dell’equilibrio per le disponibilità finanziarie e reali, analizzando in modo parti colare l'influenza dei mercati finanziari su quelli reali e viceversa.

In un certo senso l’analisi teorica di Tobin ha creato di mediare fra le due impostazioni, quella keynesiana e quella monetarista, che ancor oggi costituiscono le due filosofie antitetiche nell'approccio ai problemi della politica economica e della programmazione.

Tobin è stato uno dei primi studiosi a credere che si possa teorizzare un equilibrio perfetto fra settore finanziario e settore reale attraverso l'analisi dei comportamenti microeconomici.
« Più che discutere sui meriti o i demeriti dei keynesiana e dei monetarista – ha sostenuto Tobin – il problema è quello di rendere più penetranti gli strumenti sia della politica fiscale sia di quella monetaria ».

Tobin non ha scritto molti libri, ma due sue opere vanno ricordate per l'influenza esercitata nella ricerca economica: Inflation, Interest Rates and Stock values (1974) e Monetary Policy in 1974 and beyond (1975).

In italiano si può leggere il recente Problemi di teoria economica contemporanea con prefazione di F. Caffè, Laterza, 1982.

1982 – George Stigler (Stati Uniti), « per i suoi contributi fondamentali allo studio dei processi di mercato e all'analisi della struttura dei settori industriali e sulle cause e gli effetti delle relative norme, per cui possiamo ritenerlo il fondatore della "economia dell'informazione" e uno dei pionieri della intersecazione fra economia e legge ».

STIGLER (1911) è un esponente della Scuola di Chicago (il quarto ad essere insignito del Nobel dopo Friedman, Simon e Schultz) e un « conservatore allegro » per sua stessa definizione.

Nella motivazione del premio si fa riferimento alla ricerca pionieristica di Stigler sull'impatto dei controlli governativi sull'economia. E in effetti fin dai primi anni Quaranta, l'economista americano si dedicò allo studio degli effetti delle leggi in materia di controllo amministrativo sui processi economici, con particolare riguardo al caso degli affitti e dei salari minimi.

Stigler mise in luce che, in pratica, alcuni controlli amministrativi introdotti con i migliori motivi e finalizzati al benessere sociale o al bene comune, finiscono per proteggere nei fatti imprese, organizzazioni e categorie professionali contro l'interesse generale del pubblico.

Altro merito riconosciuto a Stigler è di aver aperto il filone dell'economia dell'informazione, con particolare riguardo allo studio dei mercati imperfetti che ha influenzato l'intera teoria dell'impresa e del suo comportamento.

Stigler è stato nel 1964 presidente dell'American economist association. Tra le principali opere figurano Teoria della produzione e distribuzione del 1941 e Teoria dei tassi di profitto nell'industria manifatturiera; ha scritto Saggi di storia dell'economia (1965).

In tutti i suoi libri e in particolare in quelli di argomento generale (come Il cittadino e lo Stato), Stigler mostra un particolare talento per una scrittura incisiva chiara e spiritosa. In italiano si può leggere una breve antologia dei suoi scritti, L'economista e l'intellettuale, Sansoni editore, che bene illustra l'opera e il pensiero di questo economista che fino all'assegnazione del Nobel era praticamente sconosciuto al grande pubblico.



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